«Ho sentito l’onorevole Vannacci dire che le alleanze si fanno sul rispetto degli impegni presi con i cittadini». Giorgia Meloni risponde così a chi le chiede di una possibile alleanza futura con Roberto Vannacci.
«Futuro Nazionale oggi è composto da tutti parlamentari che sono stati eletti nel centrodestra per votare i provvedimenti del centrodestra e rappresentare i cittadini che hanno votato centrodestra», sottolinea la premier nella conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri.
Ora, aggiunge, «si trovano in un partito che vota con l’opposizione contro quei provvedimenti e contro quel programma». Quindi la stoccata: «Chiaramente quando questo accade una volta può accadere anche la seconda».
E sulle alleanze fissa un principio: «Per me è sempre molto più importante vincere per governare che vincere per non governare».
Gianfranco Fini torna tra i giovani di Fratelli d’Italia come padre nobile della destra italiana. L’ex presidente della Camera arriva al laghetto dell’Eur per «Fenix, il tempo del coraggio», la quinta edizione della festa di Gioventù Nazionale, accolto dalla curiosità di chi, per motivi anagrafici, non ha vissuto l’epopea dell’arrivo della destra al governo nella Seconda
Fini si presta a rispondere alle domande dei cronisti su Roberto Vannacci. «Lui la vera destra? Essere veramente di destra significa difendere un Paese aggredito, non il Paese aggressore.
Vannacci, invece, continua a dire che tutto sommato Putin non ha tutti i torti, spiega Fini al Giornale. Che, poi, sentenzia: «Deve chiarire i suoi rapporti con la Russia. Insomma, non mi convince affatto».
Sull’ipotesi di un’alleanza con Futuro Nazionale, dice: «Centrodestra vincente solo con Vannacci per i sondaggi con la nuova legge elettorale? I sondaggi bisogna leggerli, poi infischiarsene»
Altro capitolo, la legge elettorale e le preferenze. Meloni difende la decisione di mettere la fiducia sul testo.
«Quando l’emendamento sulle preferenze non passò alla Camera nello scorso passaggio io ho sentito dire da più parti che il governo non aveva la fiducia del Parlamento e delle Camere, quindi credo che sia un fatto di chiarezza mettere la fiducia su una legge che ha le preferenze al suo interno».
La premier ringrazia quindi il Parlamento per il lavoro svolto: «Sono contenta per una legge elettorale che consentirà ai cittadini il diritto di scegliere la coalizione, il candidato premier, il programma e il parlamentare».
Meloni sottolinea inoltre il ritorno delle preferenze per l’elezione del Parlamento «dopo circa 33 anni» e indica tra gli obiettivi della riforma quello di impedire che possano esserci nuovamente «governi costruiti nel Palazzo o governi che non durano il tempo di un anno».
«Mi pare che sia un passo in avanti del quale beneficeranno tutti», conclude.
«Leggo ogni giorno ricostruzioni che non so da dove possano muovere su questa continua tentazione della Meloni di andare a votare».
La posizione, ribadisce, non è cambiata: «Io sono sempre stata molto chiara: vorrei arrivare alla scadenza della legislatura».
E rivendica la stabilità dell’esecutivo: «Mi pare di aver fatto un certo vanto della stabilità che questo governo ha dato all’Italia e finché potrò governare questa nazione farò del mio meglio per dare le risposte che i cittadini meritano».
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