Abderrahim Fakir forse non era morto quando gli agenti si sono alzati: ipotesi dell’avvocato Fabio Anselmo

Il corpo di Abderrahim Fakir è stato sottoposto a un primo esame, una TAC dalla quale emergerebbe sangue nei polmoni. Questo farebbe supporre che possa essere morto soffocato. Si attende l’autopsia per avvalorare l’ipotesi. Bisognerà poi capire se le pratiche di contenimento messe in atto dagli agenti siano state la causa del decesso. Secondo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi l’intervento è stato svolto “con la delicatezza che ci vuole in questi casi”.

La domanda più importante alla quale rispondere nel caso della morte di Abderrahim Fakir è cosa abbia causato il decesso. All’inizio si è parlato di problemi cardiaci e respiratori pregressi, tra smentite dei parenti e conferme di alcuni conoscenti.

Nelle prime ore si fanno diverse ipotesi, in attesa di ulteriori accertamenti. Come quelli avvenuti sul corpo di Fakir: una prima TAC ha mostrato i polmoni pieni di sangue.

La presenza di sangue nei polmoni può avvenire anche per schiacciamento e il primo esame sul corpo potrebbe quindi avvalorare una delle possibili ipotesi, ovvero che gli agenti abbiano praticato l’intervento di contenimento fino a uccidere l’uomo.

La TAC però non dà una risposta certa, non permette di analizzare tutti gli altri elementi. Lo farà invece l’autopsia, molto attesa, perché potrebbe confermare la morte per schiacciamento e soffocamento oppure ribaltare quella che per molti è ormai la verità mostrata nei video.

Ci sono diversi video: in uno si vede l’inizio dell’intervento, mentre nel più famoso, registrato dall’alto degli appartamenti, si vede la messa in pratica della manovra contenitiva alla presenza dei soccorritori della Croce Rossa.

Gli hanno spruzzato lo spray urticante direttamente in bocca. Poi si vede Abderrahim Fakir riverso a terra, non si muove più. Ci vuole tempo prima che gli operatori sanitari intervengano per prestare soccorso e lo fanno lasciando l’uomo con mani e piedi legati.

Le parole di Piantedosi
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato di aspettare le indagini della magistratura per confermare quanto accaduto. “Credo si vada nella direzione del riconoscimento della correttezza degli operatori”, ha detto a La7.

Secondo Piantedosi, infatti, i poliziotti, come si evince dai video, “si sono approcciati con la delicatezza che ci vuole in questi casi”.

Abderrahim Fakir “forse non era morto quando gli agenti si sono alzati”, l’ipotesi dell’avvocato Fabio Anselmo

L’avvocato della famiglia di Abderrahim Fakir, Fabio Anselmi, ha posto l’attenzione sul video dell’episodio di Bologna in cui l’uomo è morto

L’avvocato che segue i due agenti ha fatto sapere che stanno vivendo “un dramma per la morte dell’uomo” e che “avevano cercato in ogni modo di preservarlo da eventi negativi”. Fa poi riferimento alla chiamata per l’intervento dell’automedica, mai arrivata. L’AUSL però smentisce le ricostruzioni secondo le quali il veicolo non fosse disponibile domenica pomeriggio.

Fabio Anselmo, l’avvocato della famiglia di Abderrahim Fakir, ha posto l’attenzione sul video che ha ripreso la morte dell’uomo di origine marocchina a Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine. Secondo il legale, Fakir sarebbe stato ancora vivo quando gli agenti di polizia si sono alzati alla fine del fermo e non sarebbe stato soccorso da nessuno.
“Chiedo a voi di ascoltare quel video molto bene. Chiedo di ascoltarlo fino all’ultimo, con delle cuffie”, ha detto l’avvocato della famiglia Fakir.

“Ciò che si desume da quel video è che, quando gli agenti si sono alzati, forse, non era ancora morto. E questo lo percepiamo dal dialogo degli operatori del 118“, ha spiegato il legale.
“Nessuno lo soccorre. Nessuno lo slega. Mi si spieghi il motivo per cui è rimasto legato, mani e piedi. Ascoltatevelo”, ha concluso.

Le indagini sulla morte di Abderrahim Fakir
Sul caso sta indagando la Procura di Bologna, che ha iscritto due agenti e quattro operatori sanitari nel registro delle annotazioni preliminari, ossia il nuovo modello 45 bis, noto anche come scudo penale.

Scontri per la morte di Abderrahim Fakir, Ilaria Cucchi attacca il governo Meloni dopo le tensioni a Bologna. Ilaria Cucchi attacca il governo identificato come il principale responsabile dei fatti accaduti domenica a Bologna.

I due poliziotti che hanno arrestato Abderrahim Fakir, intanto, non sono rientrati al lavoro in questi giorni anche se non sono stati sospesi. Uno aveva già in programma di andare in ferie e l’altro è in malattia per le lesioni riportate nella colluttazione, 12 giorni di prognosi, in particolare per i morsi a una gamba subiti dall’uomo, poi morto.

Gli agenti hanno 23 e 28 anni, sono in servizio al commissariato Bolognina-Pontevecchio, e sono “sconvolti” per quello che hanno vissuto.

Pur non privi di esperienza e formazione, “sono ragazzi molto giovani e sensibili e la morte di una persona è qualcosa che ti lascia ovviamente sconvolto. E tali sono”, ha detto l’avvocato Gabriele Bordoni che li assiste nel procedimento penale aperto dalla Procura bolognese, che non li vede indagati ma appunto iscritti nel registro delle annotazioni preliminari, così da poter partecipare ai primi accertamenti tecnici.

Scontri durante la manifestazione per Abderrahim Fakir a Bologna, sorella sviene in piazza Nettuno
Durante il presidio organizzato in piazza del Nettuno, nel centro di Bologna, scontri tra manifestanti e polizia. Malore per sorella di Abderrahim Fakir.

Il legale dei poliziotti
L’avvocato dei poliziotti si è detto convinto che abbiano agito in modo conforme al protocollo: “Mi hanno raccontato le ragioni del loro intervento, le modalità, le loro scelte operative che mi sono parse tutte corrette”.

Anche dal video dall’alto “non si nota nulla di esuberante. Siamo in un contesto nel quale si affacciavano alle finestre decine di persone che filmavano, fotografavano e uno dei miei assistiti, avendo una videocamera privata, l’ha accesa per documentare tutto l’intervento e questo mi fa pensare che non ci fosse una riserva mentale di agire in maniera anomala”.

Il legale ha ribadito il fatto che non è stato utilizzato il taser, ma “è stata scelta viceversa una progressione prima vocale e poi di contenimento fisico, stando attenti a ciò che accadeva”.
“Mi pare che sia tutto nel protocollo, purtroppo le tragedie intervengono anche quando le cose vengono fatte per bene”, ha aggiunto sottolineando che “non c’è stato schiacciamento con le ginocchia, non c’è stata sovrapposizione ponderale. Non ci sono delle tecniche di bloccaggio tali da poter indurre la persona a non respirare”.

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