Dopo la tensione drammatica e scarnificata di El Cimarrón, il dittico dedicato dal Teatro dell’Opera di Roma al centenario di Hans Werner Henze prosegue al Teatro Nazionale con La piccola cubana, vaudeville in cinque scene tratto da Canción de Rachel di Miguel Barnet. E se El Cimarrón affondava nella dimensione rituale e politica del racconto autobiografico, qui Henze sceglie invece la strada del teatro musicale mobile, ironico, frammentato, dove memoria, cabaret e critica sociale convivono in un continuo slittamento di registri.
Il nuovo allestimento firmato da Michael Kerstan restituisce pienamente la natura proteiforme dell’opera, lasciando emergere quella libertà teatrale che Henze stesso descriveva come frutto di «ricerche, esperimenti, viaggi di scoperta». Lo spettacolo procede infatti con ritmo serrato e incalzante, quasi senza pause, sostenuto da una drammaturgia costruita su continui cambi di ruolo, rapidi mutamenti di atmosfera e una scrittura musicale che attraversa generi e linguaggi differenti.
La recita romana è stata accolta con evidente partecipazione dal pubblico del Teatro Nazionale, che ha seguito con attenzione e divertimento l’intero svolgimento dello spettacolo, tributando calorosi applausi finali agli interpreti.
La regia di Kerstan evita qualsiasi facile folklorismo e punta invece su un meccanismo teatrale agile e continuamente cangiante. Gli interpreti sono chiamati a sostenere più personaggi nel corso della serata e proprio questa continua trasformazione diventa uno dei motori scenici dell’opera. I ritmi teatrali risultano serrati non solo per la struttura della partitura, ma anche per le esigenze tecniche legate ai rapidi cambi di personaggio, che contribuiscono a dare allo spettacolo una vitalità quasi cinematografica.
Ottima la prova del soprano Flávia Stricker nel ruolo della giovane Rachel: voce luminosa, presenza scenica magnetica e grande naturalezza teatrale le permettono di dominare una parte complessa e continuamente mutevole, sospesa tra ironia, sensualità e malinconia. Accanto a lei, Jeannine Hirzel tratteggia con misura e intelligenza la Rachel anziana, figura che osserva il proprio passato oscillando fra nostalgia e disincanto.

Molto convincente anche il contributo del baritono Robert Koller — reduce dalla sera precedente in El Cimarrón — che affronta con versatilità scenica e musicale i molteplici ruoli affidatigli da Henze. L’ensemble strumentale accompagna con precisione l’andamento incalzante dello spettacolo e, in alcuni momenti, prende parte direttamente all’azione scenica: particolarmente efficace il breve intervento collettivo dei musicisti, che si alzano dai propri strumenti entrando fisicamente nella dinamica teatrale dell’opera.
La scrittura musicale di Henze attraversa jazz, cabaret europeo, musica da camera, ritmi caraibici e frammenti popolari senza mai perdere coerenza teatrale. Colpisce come oggi questo linguaggio, pur nato nel clima sperimentale degli anni Settanta, appaia ormai pienamente storicizzato: non più “musica contemporanea” in senso provocatorio, ma un tassello fondamentale del teatro musicale del secondo Novecento europeo. Eppure la freschezza della partitura resta intatta, soprattutto nella sua capacità di trasformare ogni scena in gesto teatrale immediatamente comunicativo.
In questo senso La piccola cubana sembra incarnare perfettamente quella “terra vergine” evocata da Henze nei suoi scritti: uno spazio in cui opera, teatro politico, varietà, memoria autobiografica e sperimentazione musicale convivono senza gerarchie.
Il risultato finale è uno spettacolo brillante, intelligentemente costruito e complessivamente molto godibile, capace di restituire tutta la vitalità del teatro musicale di Henze senza appesantirlo in letture ideologiche o museali. Un omaggio riuscito a un compositore che continua ancora oggi a sorprendere per libertà inventiva e forza teatrale.
Hans Werner Henze
LA PICCOLA CUBANA
Vaudeville in 5 scene di Hans Magnus Enzensberger
Basato su temi tratti dal romanzo Canción de Rachel di Miguel Barnet
Regia, luci, allestimento Michael Kerstan
Direttore Roland Böer
Costumi Christine Knoll
Sound design André Lammel
El Cimarrón-Ensemble & Friends
La vecchia Rachel (attrice) Jeannine Hirzel
Ofelia (attrice) Johanna Dähler
La giovane Rachel / Magdalena/ Teodoro (Soprano) Flávia Stricker
Lucile / Tigre / Clown / Rosita/ Testimone / Mendicante (Mezzosoprano) Julia Deit-Ferrand
Eusebio / Yarini / Paco / Alberto / Federico / Testimone / Mendicante (Tenore) Stuart James Patterson
Critico / Noleggiatore di cannocchiale / Direttore del circo “Don Alfonso” / Direttore del teatro Alhambra / Senatore / Testimone (Baritono) Robert Koller
Clarinetto Maurycy Hartman
Sassofono Roberto Favaro
Tromba Xaver Machreich
Trombone Antonio Brazález
Violino Jacobo Hernández Enríquez
Pianoforte, harmonium Gaiva Bandzinaite
Contrabbasso Konrad Fichtner
Percussione Ivan Mancinelli
Chitarra, chitarra elettrica Antigoni Baxe
Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma
Loredana Margheriti
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