Respinto con perdite, Sigfrido. Il tribunale del Lavoro di Roma ha rigettato il ricorso urgente, presentato dal conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, contro la rimozione dalla conduzione della trasmissione di RaiTre, decisa dalla Rai a fine agosto. Tramite i suoi legali Sigfrido Ranucci aveva presentato ricorso al Tribunale del Lavoro di Roma contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai. Si trattava di un ricorso ex art 700 cpc, un ricorso urgente con la richiesta della revoca del provvedimento di rimozione e il reintegro. Espliciti i motivi del no a Ranucci: “Si deve ritenere accertato, quanto meno in questa fase tenuto conto dei tempi ristretti imposti da un’istruttoria necessariamente sommaria, che, a conferma delle motivazioni pur genericamente espresse nel provvedimento datoriale del 28 agosto 2026, le vicende legate al caso dell’attentato che man mano emergevano dagli articoli di giornale e il clamore che queste suscitavano sugli organi di stampa, avevano creato nell’ambito della redazione un clima di tensione che incideva sul proficuo operare della stessa tanto che diversi redattori avevano sentito la necessità di manifestare tale disagio non solo al responsabile del programma dottor Ranucci ma anche, per saltum, al superiore gerarchico di quest’ultimo“, scrive il giudice del lavoro del Tribunale di Roma Donatella Casari nell’ordinanza con cui ha rigettato il ricorso urgente presentato da Sigfrido Ranucci contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai a fine agosto.
“Il malessere manifestato da più giornalisti membri della redazione è stato confermato, seppur con diversi accenti, dal medesimo dottor Ranucci, parimenti sentito in udienza, il quale ha sul punto dichiarato: ‘Si erano lamentati con me, anzi avevano fatto presente la necessità di sopportare insieme la pressione mediatica e puntellare la mia posizione tramite una riorganizzazione. Sentivano la pressione mediatica e quindi mi avevano coinvolto essendo loro responsabile. Avevano bisogno di puntellare Report intorno la mia persona perché per 20 anni avevo garantito l’esistenza del programma’”, si legge nel provvedimento.
Niente Report, niente reintegro per Ranucci
Il programma Report verrà condotto da Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale, dopo il passo indietro di Giulia Presutti. La decisione della Rai “di procedere a una riorganizzazione della redazione, con avvicendamento autorale e di conduzione, appare, a un esame sommario e per i rilievi svolti, sganciata dalla parallela vicenda disciplinare e adottata quale mezzo di risoluzione della situazione di tensione interna creatasi tra i membri della redazione e, come tale, strumento di tutela del sereno operare di questa nel rispetto della normativa di legge”, scrive il giudice del lavoro del Tribunale di Roma Donatella Casari nell’ordinanza con cui ha rigettato il ricorso urgente presentato da Sigfrido Ranucci contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai a fine agosto.
La sospensione di 10 giorni
Soltanto quattro giorni fa la Rai aveva comminato una sospensione a Sigfrido Ranucci di 10 giorni, in seguito alla valutazione dei risultati dell’analisi della Commissione per il Codice Etico della Rai. Il legale del giornalista Roberto De Vita aveva annunciato che “il provvedimento sarà impugnato”.
Focus sulla legge elettorale fresca di approvazione definitiva alla Camera, il proseguo della legislatura e la tempistica del voto fino al suo futuro politico dopo l’esperienza istituzionale di presidente del Senato. Ospite alla festa dell’ottimismo promossa da Il Foglio a Firenze Ignazio La Russa dice di non temere il ‘verdetto’ della Corte costituzionale. “Questa legge elettorale vuole evitare il pareggio. Cerchiamo di evitare il pareggio, perché questa legge prevede che chi prende un voto in più, vince…”. Intervistato da Salvatore Merlo pronuncia parole chiare che ribaltano la narrazione delle opposizioni di una legge truffa, costruita su misura del centrodestra per vincere. “Se è una legge che fa vincere chi ha un voto in più e loro dicono che i sondaggi li danno vincenti, perché sarebbe una legge scritta per la Meloni? O mentono prima, o sanno di mentire”.
“La Corte costituzionale è sovrana e io sono fiducioso che la legge elettorale passerà il vaglio della Consulta. Penso che passerà tranquillamente il suo vaglio. Se così non fosse, ne prenderemo atto”, dice il presidente del Senato aggiungendo un elemento decisivo. ”Il fatto che il presidente della Repubblica Mattarella abbia firmato subito questa legge significa che non ha trovato evidenti elementi di incostituzionalità. Chi parla di evidenti motivi di incostituzionalità sta smentendo il presidente della Repubblica”. Non manca un frecciata ad alcuni costituzionalisti. Ho letto su ‘La Repubblica’ un costituzionalista che per contestare la legge elettorale attuale dice che è sicuramente contro la Costituzione, perché alcuni esponenti del centrodestra hanno detto che con questa legge nasce la Terza Repubblica… Quindi, la vogliono fare nascere senza riforma costituzionale, dimenticando però che è un termine giornalistico e la Seconda Repubblica l’hanno inventata i giornalisti. Comincio veramente a dubitare che i costituzionalisti abbiamo seri argomenti contro la legge elettorale”.
Conoscendo Giorgia non si candiderà per il Colle. Sarà candidata a premier
Chi è il candidato migliore per sfidare Meloni? “Ranucci – risponde divertito La Russa – il nostro leader è Ranucci. Sulla data del voto la finestra più verosimile è ottobre 2027. “La scadenza naturale sa fino a quando può arrivare? Addirittura fino dicembre. Per legge si potrebbe votare sotto Natale. Io penso che si voterà prima, quanto prima non lo so… La cosa più probabile è che si voti a ottobre”. Quanto al toto Quirinale La Russa è sicuro che la premier Meloni non sarà in pista. Per ora. “Conoscendo Giorgia, non credo che andare al Colle sia il suo obiettivo. Credo che voglia proseguire il compimento del programma per l’Italia candidandosi a rifare il presidente del Consiglio”. In futuro però – aggiunge – “sarebbe un grande vantaggio per l’Italia avere un presidente della Repubblica, donna che sia Giorgia Meloni”.
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