L’ultima minaccia di Donald Trump è rivolta alla città di New York, alla quale verranno tolti “alcuni fondi” se non verrà rimessa Little Italy nella mappa di New York diffusa dalle autorità locali. “Chi odia il nostro paese vuole cancellare la comunità italiana. Non vogliono una comunità italo-americana”, ha tuonato il presidente Usa nel corso delle celebrazioni del Columbus Day alla Casa Bianca.
“Gli italoamericani ci hanno dato talento e forza. La leggenda del baseball Joe DiMaggio, l’indimenticabile. Sempre un grande. Joe DiMaggio: un grande. E poi i film indimenticabili di un mio amico che ha appena ricevuto un importante riconoscimento dal Kennedy Center: Sylvester Stallone. La musica di un altro mio amico, Frank Sinatra. E tanti altri grandi eroi come Antonin Scalia, Fiorello LaGuardia e Rudy Giuliani”, ha detto Trump.
L’ultima minaccia di Donald Trump è rivolta alla città di New York, alla quale verranno tolti “alcuni fondi” se non verrà rimessa Little Italy nella mappa di New York diffusa dalle autorità locali. “Chi odia il nostro paese vuole cancellare la comunità italiana. Non vogliono una comunità italo-americana”, ha tuonato il presidente Usa nel corso delle celebrazioni del Columbus Day alla Casa Bianca.
“Gli italoamericani ci hanno dato talento e forza. La leggenda del baseball Joe DiMaggio, l’indimenticabile. Sempre un grande. Joe DiMaggio: un grande. E poi i film indimenticabili di un mio amico che ha appena ricevuto un importante riconoscimento dal Kennedy Center: Sylvester Stallone. La musica di un altro mio amico, Frank Sinatra. E tanti altri grandi eroi come Antonin Scalia, Fiorello LaGuardia e Rudy Giuliani”, ha detto Trump.
Sulle note di Frank Sinatra e con un rinfresco che ha visto anche il prosciutto e il melone tra le pietanze servite nell’East Room, la Casa Bianca si è trasformata questo venerdì nel teatro di una vera e propria celebrazione dell’identità italoamericana. Un appuntamento, promosso per festeggiare il Columbus Day, che fin da subito ha assunto i contorni di un decisivo passaggio strategico e culturale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali per il Congresso degli Stati Uniti.
Donald Trump, di fatto, ha scelto di vestire i panni del paladino della memoria storica, riportando Cristoforo Colombo al centro del discorso pubblico e proclamandolo, senza esitazioni, “l’eroe americano originale”. Un’investitura forte, pensata per scaldare il cuore di un bacino elettorale imponente – composto da oltre venti milioni di cittadini statunitensi con radici italiane – che il tycoon ritiene da sempre tra i pilastri più solidi della sua base di consenso. Il discorso del leader repubblicano ha mescolato aneddoti, rivendicazioni e battute di spirito. “Con ogni probabilità ho raccolto quasi la totalità dei voti della comunità italiana”, ha esordito Trump di fronte a una sala gremita di sostenitori e di rappresentanti istituzionali. “C’è un affetto profondo per gli italoamericani, ed è proprio per questa ragione che oggi sono qui a dedicarvi più tempo del previsto, anziché fare la consueta comparsa veloce”.
Dal 2020 in poi, la figura dell’esploratore genovese è finita al centro di accese polemiche legate ai movimenti di revisione storica, che ne hanno contestato il ruolo all’inizio dell’epoca coloniale e l’impatto sulle popolazioni native, portando diverse amministrazioni locali a sostituire la ricorrenza con il Day of Indigenous Peoples. Di contro, Trump ha espresso la volontà di invertire questa tendenza, celebrando Colombo come una figura iconica e ingiustamente penalizzata dal dibattito pubblico recente. Secondo la ricostruzione offerta dal leader americano, l’ondata di revisionismo storico degli ultimi anni ha ferito la sensibilità della comunità d’origine italiana, senza che le istituzioni intervenissero a sua difesa. “Gli italoamericani erano profondamente sdegnati, ma nessuno muoveva un dito. Alla fine hanno compreso che siamo stati noi a prendere l’iniziativa. I veri patrioti di questo Paese hanno sempre portato rispetto per questo straordinario navigatore, che, a tutti gli effetti, può essere considerato il primo vero italoamericano della storia”.
A sottolineare il clima di festa è stata anche la parentesi musicale affidata al tenore Christopher Macchio, voce di riferimento per gli eventi dell’universo trumpiano, che ha spaziato dall’inno nazionale americano al “Nessun Dorma”. Un’esibizione che ha offerto al tycoon l’occasione di ricordare il suo personale legame d’amicizia con Luciano Pavarotti e di annunciare nuove iniziative monumentali: dopo la statua collocata lo scorso marzo nei pressi dell’Eisenhower Building, la Casa Bianca si appresta infatti a ospitare un secondo monumento dedicato a Colombo, destinato con ogni probabilità ai giardini del Rose Garden. Un’operazione simbolica che si affianca al desiderio espresso da Trump di vedere svettare nuovamente la statua del navigatore anche nel centro della città di Columbus, in Ohio, dove era stata rimossa.
All’evento ha preso parte anche l’ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci, che ha evidenziato la portata diplomatica e culturale della manifestazione. Per la rappresentanza diplomatica italiana, il percorso avviato da Washington non è soltanto un contrasto alle derive della cancel culture, ma costituisce una leva fondamentale per rafforzare la solidarietà tra le due sponde dell’Atlantico. E, in ottica G-20, Peronaci non ha confermato se potrebbe avvenire un possibile incontro tra la premier Giorgia Meloni e lo statunitense, ma ha dichiarato: “Adesso dobbiamo goderci questa settimana, questi giorni di passione italo-americana, in cui l’Italia è riconosciuta qui come una comunità amata. Avete visto cosa ha detto Trump delle comunità newyorkesi? E questo qui, secondo me, ci darà anche la capacità di essere protagonisti in un’ondata di nuovi e importanti investimenti delle nostre aziende su questo mercato”.
Donald Trump si gioca la carta dell’amicizia con Giorgia Meloni davanti alla platea degli italo-americani, che sarà fra i corpi elettorali determinanti per il voto di midterm. Con la premier italiana “ho un ottimo rapporto”, è tornato a dire il presidente Usa, nel corso delle celebrazioni alla Casa Bianca per il Columbus day, dove il ricordo dell’esploratore, che ha definito “eroe”, è stato l’occasione per mandare messaggi a questo vasto e influente pezzo d’America che non dimentica le proprie origini. “Probabilmente la incontrerò al G20” di Miami, ha detto ancora il presidente americano, che una settimana fa, ai giornalisti che gli chiedevano del suo rapporto con Meloni, aveva risposto “è buono, molto molto buono. Mi piace, mi è sempre piaciuta”.
Da tempo Trump ha riaggiustato il tiro rispetto agli attacchi scomposti di giugno verso la presidente del Consiglio, ma il significato politico delle parole di ieri rappresenta il totale ribaltamento della sua narrazione di allora. All’epoca Trump fece riferimento a un presunto calo del consenso di Meloni, sostenendo che lei lo aveva “implorato” di fare una foto insieme per cercare di “risollevare i suoi numeri”. Meloni gli ricordò che la sua popolarità, peraltro sempre molto solida, non dipendeva dal rapporto con lui, che semmai non aveva certo aiutato, ma dalla sua capacità di difendere gli interessi nazionali italiani.
Il richiamo all’amicizia con la premier italiana di fronte alla comunità italo-americana racconta che la realtà è esattamente opposta a quella che Trump voleva raccontare al mondo quattro mesi fa: è lui ad aver bisogno della popolarità di Meloni per risollevare le proprie sorti elettorali.
La ricerca di consenso tra gli italo-americani
Trump, fin dall’inizio del suo mandato, ha investito molto sul dialogo con gli italo-americani, facendo proprio della “riabilitazione” di Colombo dopo le follie woke uno degli atti più simbolici di questa scelta. Ora che si avvicinano le elezioni di midterm, mentre la comunità ispanica che fu determinante per la sua elezione sembra decisa a voltargli le spalle, ha necessità di rilanciare su questo investimento. E si gioca l’asso dell’amicizia con Meloni, sapendo che anche gli italiani d’America ne riconoscono la leadership.
Donald Trump si gioca la carta dell’amicizia con Giorgia Meloni davanti alla platea degli italo-americani, che sarà fra i corpi elettorali determinanti per il voto di midterm. Con la premier italiana “ho un ottimo rapporto”, è tornato a dire il presidente Usa, nel corso delle celebrazioni alla Casa Bianca per il Columbus day, dove il ricordo dell’esploratore, che ha definito “eroe”, è stato l’occasione per mandare messaggi a questo vasto e influente pezzo d’America che non dimentica le proprie origini. “Probabilmente la incontrerò al G20” di Miami, ha detto ancora il presidente americano, che una settimana fa, ai giornalisti che gli chiedevano del suo rapporto con Meloni, aveva risposto “è buono, molto molto buono. Mi piace, mi è sempre piaciuta”.
Da tempo Trump ha riaggiustato il tiro rispetto agli attacchi scomposti di giugno verso la presidente del Consiglio, ma il significato politico delle parole di ieri rappresenta il totale ribaltamento della sua narrazione di allora. All’epoca Trump fece riferimento a un presunto calo del consenso di Meloni, sostenendo che lei lo aveva “implorato” di fare una foto insieme per cercare di “risollevare i suoi numeri”. Meloni gli ricordò che la sua popolarità, peraltro sempre molto solida, non dipendeva dal rapporto con lui, che semmai non aveva certo aiutato, ma dalla sua capacità di difendere gli interessi nazionali italiani.
Il richiamo all’amicizia con la premier italiana di fronte alla comunità italo-americana racconta che la realtà è esattamente opposta a quella che Trump voleva raccontare al mondo quattro mesi fa: è lui ad aver bisogno della popolarità di Meloni per risollevare le proprie sorti elettorali.
La ricerca di consenso tra gli italo-americani
Trump, fin dall’inizio del suo mandato, ha investito molto sul dialogo con gli italo-americani, facendo proprio della “riabilitazione” di Colombo dopo le follie woke uno degli atti più simbolici di questa scelta. Ora che si avvicinano le elezioni di midterm, mentre la comunità ispanica che fu determinante per la sua elezione sembra decisa a voltargli le spalle, ha necessità di rilanciare su questo investimento. E si gioca l’asso dell’amicizia con Meloni, sapendo che anche gli italiani d’America ne riconoscono la leadership.
“E abbiamo anche un giudice della Corte Suprema di origini italiane che, vi assicuro, è eccezionale. Samuel Alito è bravo. È un uomo straordinario, una grande mente, davvero un grande uomo. Quindi, noi amiamo gli italoamericani. Vi voglio bene. È per questo che sono qui. È per questo che mi prendo un po’ più di tempo con voi. Di solito faccio un’entrata e un’uscita veloce: saluto tutti, vi auguro di godervi la Casa Bianca – non è bellissima? – e vi dico arrivederci. Ma con voi mi prendo il mio tempo, perché sto bene in vostra compagnia”, ha concluso il tycoon.
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