ph. Eros Mancini

“Gargano si racconta”: la luna e la poesia di Valentina Gargano all’Ex Mercerie di Roma

Sold out in pochissimo tempo per la serata dell’8 ottobre a Roma, tra versi, immagini e musica. Il soprano si racconta attraverso un progetto multidisciplinare che intreccia poesia e cinema, aprendo al pubblico una dimensione nuova della propria sensibilità artistica.

L’8 ottobre, all’Ex Mercerie di piazza Sempione, a Roma, l’incontro con Valentina Gargano ha assunto fin dall’inizio il carattere di un appuntamento atteso e condiviso. “Gargano si racconta”, fortemente voluto e ospitato da Daniele Cecconi, padrone di casa del locale, ha registrato il tutto esaurito in pochissimo tempo, raccogliendo intorno al soprano un pubblico partecipe, legato all’artista da un affetto evidente e desideroso di scoprirne un lato meno conosciuto. A guidare la serata è stato Adriano Ercolani, critico musicale e giornalista, che ha accompagnato il racconto lasciando emergere, attraverso parole e testimonianze, la genesi di un progetto nel quale la musica incontra la poesia e quest’ultima si apre al linguaggio delle immagini.

La scelta dell’Ex Mercerie non è casuale. Il locale rappresenta da tempo un punto di riferimento per i fan di Achille Lauro, con il quale Valentina Gargano ha condiviso diverse esperienze artistiche, esibendosi anche nei grandi concerti negli stadi, tra cui San Siro e l’Olimpico, esibendosi in condizioni di rara difficoltà tecnica per una cantante classica. La sua voce è inoltre legata alla versione di Perdutamente dedicata alle vittime di Crans-Montana, eseguita sul palco di Sanremo 2026. Un percorso che testimonia la versatilità di un’artista apprezzata in ambito operistico, capace di attraversare contesti musicali differenti senza rinunciare alla propria identità.


Questa volta, tuttavia, il centro del racconto è un altro. Valentina Gargano si presenta in una veste nuova, più intima e personale, affidando alla poesia una parte importante del proprio mondo interiore. Il progetto nasce da una raccolta di circa sessanta componimenti, dalla quale sono stati selezionati dodici testi a tema lunare, preceduti da un prologo. La loro successione non segue una semplice antologia, ma costruisce una linea narrativa, un percorso nel quale la luna diventa presenza simbolica e filo conduttore di un’elaborazione della perdita.

Dai versi prende forma un cortometraggio firmato da Eros Mancini, articolato in quattro atti, ciascuno corrispondente a una fase lunare e a una tappa di questo cammino emotivo. Aurora Agati e Federico D’Ambrosio, interpreti del progetto con la stessa Valentina Gargano, danno corpo alla dimensione narrativa, inserendosi in un universo visivo costruito attraverso il bianco e nero e suggestioni felliniane. Le immagini non si limitano ad accompagnare le parole, ma contribuiscono a tradurre in linguaggio cinematografico una narrazione che attraversa il dolore, la memoria e la possibilità di trasformare l’esperienza personale in una forma espressiva condivisa.

Durante la serata il pubblico ha potuto assistere in anteprima alla proiezione del primo atto, preceduta dalla lettura dal vivo del prologo e delle tre poesie che lo compongono. Un momento che ha permesso di avvicinarsi al progetto attraverso due linguaggi complementari: la parola pronunciata, con il suo ritmo e le sue pause, e l’immagine, capace di amplificarne le risonanze senza esaurirne il significato.

Nei testi di Valentina Gargano si avverte una sensibilità che cerca nella parola una musicalità propria, senza rinunciare alla complessità del sentire. La scrittura si distingue per una lingua ricca e ricercata, nella quale le esperienze personali non rimangono confinate nell’autobiografia, ma si aprono a una dimensione simbolica più ampia. È proprio nell’ambiguità evocativa della poesia che il vissuto individuale può incontrare quello di chi legge o ascolta, ogni immagine conserva qualcosa di intimo e, nello stesso tempo, lascia spazio al riconoscimento, alla memoria e all’emozione di ciascuno.


A rendere il progetto particolarmente interessante è anche la sua natura corale. Accanto a Valentina Gargano opera una squadra che contribuisce a tradurre l’idea originaria in un lavoro capace di attraversare diversi ambiti creativi. Giulia Piccari cura il montaggio e la strategia di promozione, oltre ad aver realizzato il reportage fotografico e video della serata; Giacomo Vitullo, in arte Voltekker, sta componendo insieme all’artista una colonna sonora dal taglio contemporaneo, mentre Larianna Spadaro si occupa della grafica e dell’impaginazione. Il percorso confluirà in un libro, atteso per febbraio, che conterrà un QR code attraverso il quale sarà possibile accedere al cortometraggio completo, mettendo così in relazione la pagina scritta con la dimensione audiovisiva.

Se il progetto ha mostrato una parte inedita della ricerca artistica di Valentina Gargano, la risposta della sala ha restituito la misura del legame che la unisce al suo pubblico. Il rapido esaurimento dei posti disponibili aveva già anticipato l’attesa per l’incontro, ma è stato soprattutto il calore delle persone presenti a caratterizzare la serata. Al termine, l’artista si è trattenuta a lungo con i fan, firmando dediche, scambiando saluti e concedendo a tutti attenzione con una disponibilità spontanea e sorridente. Un affetto che non si è esaurito nell’entusiasmo per un’artista conosciuta e apprezzata, ma si è fatto partecipazione a un momento di condivisione più personale.


Quello dell’Ex Mercerie è stato dunque molto più di un semplice incontro con il pubblico, è stata una prima occasione per entrare nel mondo poetico di Valentina Gargano e seguirne la trasformazione in immagini e suoni. Sono già previsti nuovi appuntamenti, durante i quali il racconto del progetto sarà accompagnato dalla proiezione. Un percorso ancora in divenire, che promette di svelare ulteriori sfumature di un’artista seguita da anni con interesse e simpatia e che oggi sceglie di affidare alla poesia una nuova forma del proprio racconto.

Loredana Margheriti

Circa Loredana Margheriti

Ha un formazione umanistica che affonda le radici nella ricerca documentale. La passione per la musica, in particolare per il canto lirico, accompagna da sempre il suo percorso, ha intrapreso infatti in giovane età lo studio del canto. "Scrivere di arte e spettacolo è per me un modo per restituire emozioni, condividere visioni e dare voce a ciò che l’esperienza estetica accende dentro di noi." Mossa da passione quindi, ed accompagnata da infinita curiosità, collabora con diverse testate digitali, occupandosi soprattutto di recensioni musicali e operistiche, ma racconta spesso anche di eventi culturali, teatrali e d’arte. Attualmente lavora nel restauro di beni culturali monumentali, un’attività che le permette di rimanere in costante dialogo con la bellezza, anche nella sua forma materica.

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