Ars Nova Napoli, a Caprarola la musica popolare diventa festa

Al Festival “Di Voci e di Suoni” una serata dedicata alla tradizione musicale del Sud, tra tarantelle, storie antiche e ritmi che hanno conquistato il pubblico

CAPRAROLA – Il 14 agosto, nel giardino del Teatro comunale Don Paolo Stefani di Caprarola, splendida realtà culturale e artistica che durante tutto l’anno propone una ricca stagione di spettacoli ed eventi, nell’ambito della diciannovesima edizione del Festival di musica e teatro popolare “Di Voci e di Suoni”, sono saliti sul palco gli Ars Nova Napoli. Una serata in cui ascoltare musica è diventato quasi impossibile senza lasciarsi coinvolgere dal ritmo.

La serata si è aperta con i saluti istituzionali del Comune di Caprarola e con il ringraziamento alla Compagnia Teatro Popolare “Peppino Liuzzi”, organizzatrice del festival, una manifestazione che negli anni ha mantenuto il proprio legame con la musica e la cultura popolare, accompagnando la proposta artistica con iniziative di solidarietà.
Il sindaco Angelo Borgna ha sottolineato proprio la continuità di un appuntamento che, nel tempo, ha visto crescere sia la partecipazione del pubblico sia la qualità delle proposte.

Prima della musica, però, c’è stato spazio anche per la solidarietà, che costituisce una parte importante della storia del festival. La manifestazione nacque infatti in ricordo di Maurizio e Gianni, componenti della compagnia e appassionati musicisti scomparsi prematuramente. Da quella memoria è nato un appuntamento che negli anni ha mantenuto anche un legame concreto con Amistrada e con il lavoro svolto in Guatemala a favore di bambini e ragazzi di strada. Nel corso della serata sono state presentate al pubblico le attività dell’associazione e i prodotti artigianali realizzati dai ragazzi coinvolti nei progetti.



Poi il palco è stato tutto per gli Ars Nova Napoli.
A presentare il gruppo è stato Marcello Squillante, voce e fisarmonica, che ha introdotto con immediatezza e una buona dose di ironia i musicisti: Michelangelo Nusco al violino, Vincenzo Racioppi al mandolino, Gianluca Fusco a chitarra, organetto, gaita e voce, Bruno Belardi al contrabbasso e Antonino Anastasia alle percussioni.

Il concerto è stato costruito con una successione ben calibrata di ritmi e atmosfere, alternando momenti più narrativi ad altri in cui la componente musicale prendeva decisamente il sopravvento. Sin dai primi brani, la tarantella e i ritmi della tradizione campana hanno dato alla serata una dimensione festosa, mentre le presentazioni di Squillante hanno accompagnato il pubblico dentro le storie e le origini dei brani.

Tra queste, anche la fiaba dell’Uccello Grifone, legata a un’antica ninna nanna diffusa in diverse aree del Mediterraneo e raccolta da Italo Calvino nelle Fiabe italiane. Squillante ne ha raccontato la trama con il consueto tono ironico, mettendo in evidenza quanto possano essere lontane dalla sensibilità contemporanea alcune delle storie che un tempo venivano raccontate ai bambini. La vicenda, tutt’altro che rassicurante, è quella di un re che perde la vista, di una penna di grifone necessaria per guarirlo e di due fratelli che si mettono alla ricerca dell’uccello.
Il tratto più evidente della serata, tuttavia, è stato il ritmo. Gli Ars Nova Napoli non hanno semplicemente proposto un repertorio di musica popolare, lo hanno restituito nella sua dimensione originaria di musica condivisa, capace di mettere in comunicazione chi suona e chi ascolta.



E così, per buona parte del concerto, è diventato difficile rimanere semplicemente seduti ad ascoltare. I ritmi incalzanti di molti brani sembravano chiedere una partecipazione fisica, un movimento, un ballo. La platea ha seguito con crescente entusiasmo, lasciandosi coinvolgere da una musica che conserva tutta la sua forza proprio quando torna a essere esperienza collettiva.

Anche la conduzione della serata ha contribuito al risultato. Le presentazioni di Squillante, mai separate dalla musica, hanno fornito informazioni sulle tradizioni, sulle storie e sugli strumenti senza trasformare il concerto in una lezione. L’ironia e il dialogo con il pubblico hanno mantenuto vivo quel rapporto diretto che ha accompagnato l’intera esibizione.

Unico piccolo rammarico, per chi scrive, la scelta del posto: una seconda fila centrale, perfetta per seguire da vicino un concerto più statico, decisamente meno adatta quando ciò che accade sul palco invita naturalmente ad alzarsi e ballare.

È anche questo, in fondo, il merito di una serata come quella degli Ars Nova Napoli, ricordare che la musica popolare non è soltanto qualcosa da ascoltare, ma una forma di partecipazione. E nel giardino del Teatro Don Paolo Stefani, in una sera d’agosto, il pubblico di Caprarola ne ha avuto una dimostrazione particolarmente riuscita.




Loredana Margheriti

Circa Loredana Margheriti

Ha un formazione umanistica che affonda le radici nella ricerca documentale. La passione per la musica, in particolare per il canto lirico, accompagna da sempre il suo percorso, ha intrapreso infatti in giovane età lo studio del canto. "Scrivere di arte e spettacolo è per me un modo per restituire emozioni, condividere visioni e dare voce a ciò che l’esperienza estetica accende dentro di noi." Mossa da passione quindi, ed accompagnata da infinita curiosità, collabora con diverse testate digitali, occupandosi soprattutto di recensioni musicali e operistiche, ma racconta spesso anche di eventi culturali, teatrali e d’arte. Attualmente lavora nel restauro di beni culturali monumentali, un’attività che le permette di rimanere in costante dialogo con la bellezza, anche nella sua forma materica.

Riprova

Ligabue: il duetto con la figlia sul brano che le dedicò 23 anni fa

Sono passati quasi 23 anni da quando Ligabue scrisse una delle canzoni più belle e …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com