Il 16 agosto 2026, alle 19:00, Milcho Manchevski presenta al Sarajevo Film Festival, in concorso, la prima mondiale di Good People. Per capire il peso di quella proiezione bisogna guardare a due film e a una battaglia legale che si tengono insieme come i capitoli di un solo racconto.
Good People nasce da una tragedia: nel marzo 2025 un incendio nel club abusivo Puls di Kočani, causato da fuochi d’artificio, uccide 63 giovani. Manchevski, Leone d’Oro a Venezia nel ’94 con Before the Rain, candidatura all’Oscar, va sul posto un mese dopo, non per raccontare la catastrofe ma per ascoltarla. Ne esce un documentario ascetico: sopravvissuti e soccorritori parlano a una camera immobile, senza voce narrante. Lui stesso lo definisce un “esperimento estetico ascetico” sulla verità, confessando la sua storica diffidenza verso un genere che rivendica il vero come marchio, e che qui, per una volta, ha deciso di attraversare restando discretamente sullo sfondo.
Nello stesso periodo Manchevski ha completato anche Sister Brother Manhole Cover, commedia nera ambientata ai margini della Macedonia post-comunista: due fratelli orfani sopravvivono rubando tombini e statue di eroi nazionali per fonderle, i simboli di un passato tradito, ridotti a materiale grezzo. Il regista lo definisce il suo lavoro più diretto ed emotivo dai tempi di Before the Rain. Post-produzione in Italia, da Augustus Color. Fare due film insieme, ha detto, è stata “una piccola rivincita” dopo anni da bersaglio del proprio governo.

Perché qui la storia si fa politica. Nel 2020 e nel 2022 Manchevski denuncia alle autorità macedoni gravi irregolarità nell’Agenzia cinematografica nazionale, bandi pilotati, conflitti d’interesse, pagamenti illeciti. Le indagini gli danno in larga parte ragione. La risposta dello Stato è la ritorsione: finanziamenti bloccati, contratti mai firmati, collaboratori intimiditi. Una lettera pubblica di Alberto Barbera con ANAC e 100 Autori accende i riflettori internazionali; seguono FIPRESCI, la Southeast Europe Coalition on Whistleblower Protection, un’indagine di Transparency International. FIPRESCI parla apertamente di persecuzione politica. È in questo clima che Good People viene girato clandestinamente, con una troupe ridotta all’osso.

La lezione, che vale oltre i Balcani: la testimonianza (quella dei sopravvissuti di Kočani come quella resa da Manchevski alle istituzioni) resta l’unico atto che il potere non riesce mai del tutto a manipolare. Al consiglio da dare ai giovani cineasti che temono di denunciare la corruzione, Manchevski risponde senza sconti: restare fedeli alla propria arte, ma sapere che l’unico modo per dormire in pace è dire ciò che si pensa, anche a un prezzo alto.
Il 16 agosto, a Sarajevo, quel prezzo trova finalmente una platea internazionale.
Adriano Ercolani

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