Toni Servillo legge Napoli al Teatro Gloria di Pomigliano

Il 31 ottobre Toni Servillo, il grande regista campano, leggerà Napoli al Teatro Gloria di Pomigliano. Uno spettacolo speciale che mira a devolvere l’incasso ai lavoratori in difficoltà. L’arte il cui valore è già insito in se stessa assolve alla sua vera natura quando si fa ‘sociale’. Un Oscar in aiuto dei cassaintegrati. Perché un regista famoso come Toni Servillo, vincitore di un Premio Oscar, dovrebbe esibirsi in un piccolo Teatro a Pomigliano? In un mondo dove l’individualismo si è fatto onnipotente, il gesto di Servillo è un dono per chi è bisognoso ed è la dimostrazione che non si sono perse le radici della nostra gente, fondate proprio sulla solidarietà e la collaborazione reciproca, dice Don Peppino Gambardella parroco della chiesa di San Felice di Pomigliano d’Arco. La speranza è che anche molti altri artisti seguano l’esempio di Servillo proprio perché l’arte non è propriamente tale se non si fa ‘sociale’. Lo spettacolo al Teatro Gloria si concentrerà in un omaggio ai partenopei. Toni Servillo, infatti, leggerà Napoli immergendosi nella sostanza verbale di poeti e scrittori che di Napoli hanno conosciuto bene la carne e il cuore. Si farà così interprete di Eduardo de Filippo, di Ferdinando Russo, di Raffaele Viviani, di Maurizio De Giovanni, di Totò e di Michele Sovente. Insomma interprete di uomini che non sono solo artisti ma soprattutto napoletani, ossia che hanno portato nella loro arte quella che è la specificità più profonda della ‘napoletanità’. Lo spettacolo è organizzato con la collaborazione di Teatri Uniti e devolverà l’incasso al fondo sociale istituito da Fiom, Libera e Caritas e Parrocchia di San Felice in Pincis, creato per aiutare i lavoratori in difficoltà del territorio che sono o in cassintegrazione oppure disoccupati. Il fondo sarà finanziato in prima istanza dai lavoratori di Pomigliano con gli straordinari. Chi riceverà soldi, inoltre, però dovrà anche mettere a disposizione della cittadinanza le proprie competenze. Insomma una vera e propria catena di solidarietà che si pone tra gli altri l’obiettivo di lenire le sofferenze sociali del territorio. Infatti Andrea Amendola, segretario Fiom Campania così spiega il senso di questo progetto: ‘Faremo in modo che aumenti la solidarietà tra i lavoratori. C’è uno smantellamento dello stato sociale, cercheremo quindi di incentivare il mutualismo che è alla base della nascita delle organizzazioni sindacali. I funzionari Fiom, ad esempio, si sono autotassati per aiutare chi è in cassintegrazione. E cercheremo di coinvolgere altri artisti nella causa per dare un segnale forte alla collettività e incrementare il fondo’.

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