Scilipoti (Pdl). Credito alle famiglie, alle piccole e medie imprese e RECAL: le mie riforme a ‘costo zero’

“Se tutte le riforme di carattere economico e istituzionali, indicate nel programma del Governo Letta, saranno messe in atto, sono certo che il nostro Paese sarebbe sicuramente sulla buona strada per ritrovare lo ‘spirito della crescita’. La crescita e lo sviluppo economico non sono il risultato di un’equazione matematica e le scelte di politica economica possono, solo in parte, prevedere la crescita e lo sviluppo”, dice il senatore Domenico Scilipoti parlando nell’aula di palazzo Madama prima di votare la fiducia al governo di Enrico Letta. “È evidente che in Italia mancano oggi molti ingredienti per tornare a crescere e queste riforme-ingredienti sono una condizione necessaria, anche se magari non sufficiente, perché ritorni il vento della crescita. Per tornare a crescere è necessario investire in riforme a costo zero. Esistono moltissime e importantissime riforme che si possono fare ‘senza aumentare di un solo euro il debito pubblico’.

“Ecco due mie proposte. La prima riforma a costo zero – spiega il senatore Scilipoti – che propongo intende favorire e migliorare l’accesso al credito alle famiglie e alle piccole e medie imprese. È urgente e necessaria una riforma che preveda la netta separazione tra le banche commerciali e le banche d’affari. La riforma consentirà alle banche commerciali di impegnarsi esclusivamente nella concessione di credito alle imprese e alle famiglie, lasciando ad altri intermediari finanziari le attività bancarie di trading”.

“La seconda proposta di riforma a ‘costo zero’ intende offrire spunti di riflessione e analisi della apparente crisi della democrazia rappresentativa, pressata dai fantomatici vantaggi che offrirebbero gli istituti e lo spirito della democrazia diretta. Come già indicato nella recente relazione dei saggi occorrono altri e innovativi correttivi che favoriscono innesti di democrazia diretta. La proposta – continua l’esponente del Pdl – non è già la riforma dell’articolo 67 della Costituzione, ma è la necessità di prevedere nel prossimo e riformato assetto costituzionale l’inserimento dell’istituto del RECALL. Se è vero che il programma del Governo prevede modifiche della Costituzione e della legge elettorale, magari instituendo i collegi uninominali, in queste condizioni, avrà rilevanza politica l’istituto del RECALL, già da un secolo previsto negli Stati Uniti. L’istituto del RECALL consente, con un’ampia raccolta di firme tra gli elettori, di revocare anzitempo gli eletti immeritevoli, come accade in California, ma anche in altri diciotto Stati dell’Unione, e in Canada, Giappone, Svizzera e vari paesi latino-americani. Il RECALL prevede, dopo un periodo successivo alla elezione di un parlamentare, di “richiamarlo” se non ha operato correttamente. Nel contesto della nostra struttura costituzionale – conclude il senatore Scilipoti – la mia proposta di istituire il RECALL, sono certo che potenzierà e sosterrà l’articolo 67 della Costituzione”.

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