L’omicidio di Nicola Musiani a Pinarella di Cervia ritorna agli onori della cronaca, con quattro giovani fermati a quasi un mese dall’efferato pestaggio che ha portato alla morte del 53enne. Una notizia che ha scosso Roberto Vannacci, col leader di Futuro Nazionale che si è scagliato contro il sindaco di Bologna Matteo Lepore e quello di Modena Massimo Mezzetti, ricordando il caso Fakir. All’eurodeputato, infatti, non è andata giù la differenza di trattamento dei due casi, con quello di Musiani che sarebbe passato in sordina. E l’attacco ai due primi cittadini è stato chiaro e diretto: “Musiani non merita una mobilitazione”.
Quattro fermati per l’omicidio di Nicola Musiani
Per la morte di Musiani, 53 anni, sarebbero quattro gli indagati. Si tratterebbe di giovani tra i 19 e i 23 anni, tutti residenti nella provincia di Forlì-Cesena.
A loro sarebbe stata mossa l’accusa di essere gli autori del pestaggio che nella notte tra il 18 e il 19 luglio scorso ha portato alla morte di Musiani a Pinarella di Cervia.
Il parlamentare europeo Roberto Vannacci
Ai quattro è stato contestato l’omicidio in concorso aggravato dai futili motivi.
Vannacci attacca Lepore e Mezzetti
Ma l’episodio di cronaca, fino al recente ritorno nell’agenda di giornali e tg, sarebbe rimasto “nascosto”. O almeno questa è l’accusa mossa da Roberto Vannacci, che sui social è andato contro i sindaci di Bologna e Modena.
Matteo Lepore e Massimo Mezzetti, infatti, sono finiti al centro delle polemiche del leader di Futuro Nazionale per non aver messo in campo la mobilitazione vista per il caso Fakir.
L’eurodeputato non ha digerito la differenza di trattamento dei due casi, suggerendo che quello di Musiani sarebbe stato trattato come omicidio di “serie B”.
L’accusa ricordando il caso Fakir
E nel suo post social, Vannacci ha attaccato chiaramente i due primi cittadini.
“Mi sarei aspettato che il sindaco di Bologna Lepore e quello di Modena Mezzetti avessero chiamato a raccolta i cittadini nelle loro città, come hanno recentemente fatto per Fakir, per una folta adunanza di preghiera e di cordoglio“, ha scritto.
Poi è andato diretto: “Ma Nicola Musiani non è islamico, non è un gay, non è un ragazzo dei centri sociali che lancia estintori contro un carabiniere, non è un africano che assalta con il machete chi passa per strada”.
E per questo, nella provocazione di Vannacci, il 53enne “non merita una mobilitazione
ProgettoItaliaNews Piccoli dettagli, grandi notizie.