Meloni-Modi: “Insieme possiamo affrontare le sfide future”

Ha scelto l’Italia come tappa finale del suo tour tra Medi Oriente ed Europa, il primo ministro indiano, Narendra Modi. Il primo ministro indiano, che nel corso degli anni ha costruito e consolidato un rapporto di stima personale e collaborazione con la premier Giorgia Meloni, sé è a Roma dopo aver viaggiato negli ultimi giorni con l’obiettivo di approfondire le partnership strategiche in materia di commercio, tecnologia, energia, innovazione e crescita green e a rafforzare, allo stesso tempo, il crescente impegno dell’India con l’Europa e la regione del Golfo.

Il premier indiano torna a Roma dopo 26 anni e con Meloni firma il partenariato strategico speciale. “Il rapporto tra India e Italia ha raggiunto una fase decisiva”, scrivono i due leader in un editoriale congiunto. Sul tavolo: difesa, aerospazio, componentistica, energia, farmaceutica, infrastrutture digitali, agroalimentare e manifattura avanzata

Una cooperazione in costante crescita
Prima di atterrare a Roma, il leader indiano ha fatto tappa negli Emirati Arabi Uniti, nei Paesi Bassi, in Svezia e in Norvegia. A Roma previsti colloqui col presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e l’incontro con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Come spiegato da fonti indiane la visita si inserisce nel contesto della crescente cooperazione tra India e Italia nei settori delle energie rinnovabili, della difesa e della tecnologia.

L’India guarda al futuro tra tecnologia e green
«I colloqui del primo ministro con i leader europei intensificheranno la cooperazione in settori orientati al futuro come l’idrogeno verde, i semiconduttori, l’intelligenza artificiale, l’innovazione, le tecnologie pulite, la produzione per la difesa, l’economia blu, le catene di approvvigionamento resilienti e la sostenibilità. Questi settori offrono un enorme potenziale per gli esportatori e l’industria indiana», aveva affermato alla vigilia della missione il presidente della Federazione delle Organizzazioni Indiane per l’Esportazione (Fieo), l’associazione degli esportatori, SC Ralhan, parlando con i media indiani.
L’ultima volta che Modi è stato in Italia risale al giugno 2024, in occasione del summit del G7 mentre diverse sono state le visite istituzionali di Meloni a Nuova Delhi, a partire dal G20 del 2023.

Una tabella di marcia fatta di investimenti
In una nota diffusa dal ministero degli Esteri indiano si spiega che la missione a Roma «si inserisce nel contesto di un forte slancio delle relazioni bilaterali». Entrambe le parti, sottolinea New Delhi, sono impegnate nell’attuazione proattiva del Piano d’azione strategica congiunto 2025-2029, «una tabella di marcia completa per la cooperazione in diversi settori, tra cui il commercio bilaterale, che ha raggiunto i 16,77 miliardi di dollari nel 2025; nell’incremento degli investimenti diretti dell’Italia in India (3,66 miliardi di dollari tra aprile 2000 e settembre 2025); nella difesa e sicurezza; nelle energie rinnovabili, l’innovazione, scienza e tecnologia come anche nei rapporti tra i popoli». E l’incontro che prenderà il via sarà un nuovo tassello nella costruzione di una relazione di amicizia e collaborazione.

«Il rapporto tra India e Italia ha ormai raggiunto una fase decisiva». La frase scelta dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal primo ministro Narendra Modi nell’editoriale congiunto pubblicato dal Corriere della Sera e dalla stampa indiana non è diplomazia di circostanza. È la formula con cui Roma e Nuova Delhi certificano un salto politico maturato negli ultimi tre anni e ora tradotto in un «partenariato strategico speciale». Speciale anche nel rapporto personale, suggellato dal siparietto social delle “caramelle Melody” portate in regalo alla premier.

La visita di Modi nella capitale, la prima ufficiale di un premier indiano in Italia dopo ventisei anni, viene letta a Palazzo Chigi come un passaggio politico preciso: consolidare l’asse con una delle grandi potenze economiche emergenti mentre gli equilibri globali si spostano verso l’Indo-Pacifico e la competizione con la Cina ridefinisce alleanze e mercati. Dopo il colloquio con Sergio Mattarella al Quirinale, la premier riceverà Modi a Villa Pamphilj. È il settimo incontro tra i due leader. Dato che fotografa la continuità del rapporto costruito dal G20 del 2023 fino al G7 italiano di Borgo Egnazia, passando per Dubai, Rio e Johannesburg. Nei dossier governativi, il dialogo col gigante asiatico è ormai considerato una delle direttrici stabili della politica estera italiana.

La partita industriale
Il punto centrale resta il commercio. Meloni e Modi fissano un obiettivo preciso: superare i 20 miliardi di euro di interscambio entro il 2029. Sul tavolo finiscono difesa, aerospazio, componentistica, energia, farmaceutica, infrastrutture digitali, agroalimentare e manifattura avanzata. Nel testo firmato dai due emerge anche l’idea rafforzare le filiere strategiche occidentali attraverso accordi industriali selettivi. E ridurre la dipendenza dai circuiti produttivi controllati da Pechino. «Prosperità e sicurezza nel XXI secolo saranno determinate dalla capacità delle Nazioni di innovare, gestire le transizioni energetiche e rafforzare la propria sovranità strategica», scrivono Meloni e Modi.

L’Italia mette sul tavolo potenza industriale. Manifattura specializzata. E tecnologia. L’India offre scala produttiva. Crescita economica, e un ecosistema tecnologico che conta oltre 200 mila startup e più di cento “unicorni”, termine con cui vengono indicate le aziende tecnologiche private valutate oltre un miliardo di dollari. La formula scelta dai due governi è quella della “co-creazione di valore”, concetto che nei ministeri economici viene tradotto in joint venture, investimenti e integrazione delle catene produttive.
Difesa e tecnologia

L’accordo si allarga ai settori più sensibili: cybersicurezza, intelligenza artificiale, calcolo quantistico, spazio e minerali critici. Roma insiste sul modello di Ai “umanocentrica”, come si legge sull’editoriale, già al centro della presidenza italiana del G7. Nuova Delhi punta invece sulla propria infrastruttura digitale e sulla capacità di espansione nei mercati del Sud Globale. La cooperazione riguarda anche sicurezza marittima, contrasto al terrorismo, traffico di esseri umani e criminalità informatica. Temi che entrano direttamente nella nuova architettura geopolitica costruita lungo il corridoio Imec, considerato dai due governi uno snodo decisivo per commercio, energia e logistica.

Non è un caso che al vertice partecipino anche i vertici di grandi gruppi industriali italiani e indiani. Leonardo, Fincantieri e Bonifiche Ferraresi sono tra le aziende coinvolte nei colloqui paralleli organizzati a margine dell’incontro politico.

Il nuovo equilibrio
A Roma il governo legge il rafforzamento dei rapporti con Nuova Delhi anche dentro una cornice più ampia: aumentare il peso italiano nel Mediterraneo e costruire un canale privilegiato con una potenza destinata a incidere sempre di più sugli equilibri economici globali. «Possiamo affrontare le nostre sfide comuni», la promessa di Meloni e Modi. «Nella cultura indiana, il concetto di Dharma richiama il senso di responsabilità che deve guidare le nostre azioni, mentre il principio di Vasudhaiva Kutumbakam — il mondo è una sola famiglia — risuona con forza nell’attuale era digitale interconnessa. Tali valori trovano un’eco naturale nella tradizione umanistica italiana, radicata nel Rinascimento, che esalta la dignità di ogni individuo e il potere della cultura di unire popoli e società», spiegano.

Per questo la visita di Modi non viene trattata come una semplice missione diplomatica. La dichiarazione congiunta attesa al termine del vertice punta a istituzionalizzare incontri annuali tra i due capi di governo, rafforzare Innovit India e continuare il percorso già intrapreso. «La nostra visione condivisa — dicono — mira quindi a porre le basi per un forte e lungimirante partenariato tra India e Italia, con le persone al centro».

Circa R

Riprova

Sanità, Giuliano (UGL): “Il nuovo piano infermieri della Lombardia guarda al futuro. Passo decisivo per valorizzare la professione e frenare la fuga all’estero”

La UGL Salute esprime soddisfazione per l’approvazione in Consiglio Regionale del provvedimento strategico mirato al …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com