Le orecchiette sono patrimonio della gastronomia italiana nel mondo

Dopo il caos della settimana scorsa sembra essere tornato il sereno, nella strada delle orecchiette, in via dell’Arco Basso nel borgo antico di Bari. Come indicato dalle autorità comunali all’indomani del blitz delle forze dell’ordine che portò al sequestro di cento cinquant’uno chili di prodotti alimentari industriali e alla contestazione qu quattro verbali amministrativi, in quel tratto di strada, famoso nel mondo, sembra essere tornata la normalità nel segno della più antica tradizione legata alla produzione del tipico prodotto culinario barese. In attesa di conoscere dall’ufficio tecnico del Municipio 1, le determinazioni e l’eventuale iter da seguire per procedere con l’occupazione del suolo pubblico con espositori verticali, da ieri mattina nella strada c’erano solo le massaie che realizzavano sotto gli occhi di diverse centinaia di turisti le orecchiette che tenevano ad essiccare accanto sugli appositi e tradizionali telai, come indicato dall’amministrazione comunale nel corso dell’ultimo incontro tenutosi a Palazzo di Città. Ma tra le normali attività di produzione delle orecchiette artigianali e fresche si scorge, anche, chi, come una coppia di turisti stranieri, decide di cimentarsi nella realizzazione delle orecchiette seguendo un particolare corso di formazione, se così lo si può chiamare. Accanto a Nunzia Caputo, la brand ambassador delle orecchiette pugliesi nel mondo, da un lato c’è Paul, cinquantenne imprenditore londinese e dall’altro lato del tavolo c’è Clarissa, 48enne commerciante di origini brasiliane che vive nel Regno Unito. “Abbiamo conosciuto Nunzia e le orecchiette baresi attraverso diversi video pubblicati su Youtube e essendo venuti in Puglia, a Bari, non abbiamo saputo resistere alla voglia di venire a visitare questo posto e di chiedere a Nunzia se ci insegna a fare le orecchiette. Personalmente, penso”, ci tiene a specificare Paul, “che questo tipo di attività andrebbe tutelato perché rappresenta un patrimonio gastronomico e tradizionale del quale il mondo non deve privarsi”. E mentre Nunzia stende la massa e spiega loro in un linguaggio più comprensibile con i gesti che con le parole come fare Clarissa facendo eco a Paul aggiunge, “sono buonissime, già quelle industriali che troviamo negli stores all’estero, figuriamoci queste che sono fresche e fatte a mano e quando imparerò, perché imparerò a farle le mie saranno anche più buone di quelle di Nunzia”. I due turisti, impastano la massa, realizzano orecchiette dalle forme e dimensioni più improponibili con la loro maestra che cerca di spiegare con le mani come farle nel modo giusto. “Ormai oltre alla pizza, agli spaghetti e al caffè, le orecchiette pugliesi”, ci tiene a far sapere il turista britannico, “sono diventate un simbolo della tipica cucina del vostro Paese in tutto il mondo. Ho saputo e seguito sui social le diatribe legate alle orecchiette e vi dico, trovate una soluzione perché sono buone e il mondo non ne può e se le assaggia non ne vuole fare a meno”.

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