Garlasco, verso la chiusura delle indagini. Stasi non era sulla scena del delitto

La Procura di Pavia si prepara a chiudere le indagini sul delitto di Garlasco. Il passaggio formale è atteso nelle prossime settimane, con la notifica alle parti e, a seguire, la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. L’inchiesta, riaperta a distanza di anni, arriva così a una svolta. Gli inquirenti ritengono di aver raccolto elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio. La posizione di Sempio, amico del fratello della vittima, è al centro della ricostruzione investigativa.

La nuova ricostruzione
Secondo i magistrati, coordinati dal procuratore Fabio Napoleone, non emergono elementi che collochino sulla scena del delitto Alberto Stasi, oggi 41enne e già condannato in via definitiva. Al contrario, sarebbero stati individuati dati in contrasto con le conclusioni delle sentenze che hanno portato alla condanna. Un quadro che potrebbe aprire la strada a una richiesta di revisione del processo, ipotesi che potrebbe partire dalla stessa Procura pavese.

La super perizia modifica l’ora del delitto, “salva” Stasi e inguaia Sempio. Sotto accusa il Dna di Sempio, che sfodera una lista di 20 oggetti che potrebbero averlo “trasmesso” alle unghie di Chiara. La nuova finestra temporale del delitto, ridefinita tra le 10.30 e le 12 con maggiore concentrazione tra le 11 e le 11.30, si inserisce in una fascia oraria in cui Stasi risulterebbe impegnato al computer.

Le consulenze tecniche
Determinanti le ultime consulenze. L’accertamento medico-legale affidato a Cristina Cattaneo ha riportato l’orario della morte in linea con la prima valutazione del medico Marco Ballardini. Sul fronte genetico, il lavoro del professor Carlo Previderé ha riguardato la rilettura integrale delle tracce biologiche partendo dai dati grezzi. Tra i risultati, il dato relativo al materiale rinvenuto sui pedali della bicicletta di Stasi: il valore risulta identico a quello del Dna presente sul cucchiaino utilizzato dalla vittima per la colazione.
Una coincidenza ritenuta «scientificamente quasi impossibile» da fonti investigative, elemento che incide su uno dei punti chiave della condanna.

La scena del crimine
Le analisi della Bloodstain Pattern Analysis e della scena del delitto escluderebbero l’utilizzo del lavabo del bagno al piano terra da parte dell’aggressore. Approfondimenti riguardano anche alcune impronte compatibili con scarpe Lacoste, simili a quelle indossate da Stasi. Un elemento che metterebbe in discussione la ricostruzione secondo cui l’ex fidanzato non sarebbe entrato nell’abitazione prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, suggerendo invece che sia stato lui a trovare il corpo.

L’esposto e le piste escluse
Parallelamente, lo studio legale Gasperini-Fabrizi ha depositato un esposto presso la Procura generale di Milano. «Sono stati formalmente depositati all’attenzione della Procura Generale di Milano i contenuti audio relativi a condotte suscettibili di assumere rilievo nell’ambito della nuova indagine concernente il delitto di Garlasco».

Gli audio, già citati dalla criminologa Roberta Bruzzone, farebbero riferimento a presunte interferenze investigative e a ipotesi alternative, tra cui il coinvolgimento di più persone. Piste che, secondo gli inquirenti, non trovano riscontro. Restano escluse anche altre ipotesi circolate negli anni, dai presunti riti satanici alle vicende legate alla Lomellina.

Previsto un incontro a Milano tra Napoleone e la procuratrice generale Francesca Nanni. Sul tavolo, la chiusura dell’indagine e le eventuali valutazioni sulla revisione del processo Stasi.

La decisione finale spetterà, in caso, alla Corte d’Appello di Brescia. Nel frattempo, la Procura si prepara a formalizzare le accuse. Il prossimo passaggio è il vaglio del giudice.

Il delitto di Garlasco torna prepotentemente al centro della cronaca giudiziaria, aprendo uno scenario che potrebbe riscrivere completamente la storia della morte di Chiara Poggi. La Procura di Pavia sta infatti lavorando con decisione verso la revisione del processo che ha condannato Alberto Stasi a 16 anni di reclusione. L’obiettivo degli inquirenti è correggere quello che viene ormai ipotizzato come un clamoroso errore giudiziario, cercando di riabilitare un uomo che ha già scontato gran parte della sua pena e che oggi si trova in regime di semilibertà.

Il quadro accusatorio
L’intera vicenda ha subito una virata decisiva dopo l’incontro tra la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, e il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone. Da oltre un anno, una squadra di magistrati sta analizzando nuovi elementi emersi da una complessa inchiesta parallela. Per procedere tecnicamente con gli accertamenti, la Procura aveva inizialmente ipotizzato un concorso nel delitto tra Stasi e un nuovo sospettato, Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Tuttavia, questo sembra essere stato un escamotage procedurale per poter approfondire la posizione di Sempio, che oggi appare come l’unico potenziale responsabile secondo il nuovo quadro accusatorio.

Le nuove perizie
Le prove raccolte dai carabinieri e dai consulenti tecnici dipingono una realtà diversa da quella cristallizzata nella sentenza del 2015. Al centro della scena ci sono i risultati del Dna isolato sotto le unghie di Chiara, che presenterebbero una compatibilità significativa con la linea paterna di Sempio. A questo si aggiungono nuove perizie medico-legali che avrebbero posticipato l’orario della morte e ulteriori verifiche biologiche sui pedali della bicicletta di Stasi. Nonostante questi elementi, la Procura Generale di Milano predica cautela, sottolineando che lo studio delle carte sarà lungo e complesso prima di decidere se presentare ufficialmente la richiesta di revisione alla Corte d’Appello.

Le cifre
Se questo iter dovesse concludersi con il proscioglimento di Alberto Stasi, si aprirebbe un capitolo economico di proporzioni enormi. Secondo quanto stimato dal quotidiano Libero, l’indennizzo complessivo per l’errore giudiziario potrebbe oscillare tra i tre e i quattro milioni di euro. Questa cifra è decisamente superiore rispetto a quella prevista per la semplice ingiusta detenzione, poiché la legge non pone tetti massimi in casi di accertato errore processuale di tale gravità.

Libero evidenzia inoltre che Stasi potrebbe recuperare non solo gli oltre ottocentomila euro legati agli undici anni passati dietro le sbarre, ma anche gli ottocentocinquantamila euro già versati alla famiglia Poggi come risarcimento. Per rientrare in possesso di quella somma, per la quale il giovane si è persino indebitato, sarebbe necessario avviare un ulteriore contenzioso in sede civile, un passo che appare scontato qualora la sua innocenza venisse sancita in modo definitivo. Si tratterebbe, in sostanza, di un risarcimento totale che graverebbe sullo Stato per riparare a un decennio di libertà privata e danni reputazionali.

Gli audio inediti sul caso di Garlasco annunciati dalla criminologa Roberta Bruzzone sono arrivati in Procura. Lo studio legale Gasperini Fabrizi di Roma, con un comunicato stampa, ha reso noto che oggi «sono stati formalmente depositati all’attenzione della Procura Generale di Milano i contenuti audio relativi a condotte suscettibili di assumere rilievo nell’ambito della nuova indagine concernente il delitto di Garlasco».
Lo studio legale Gasperini Fabrizi di Roma, con un comunicato stampa, ha reso noto che oggi «sono stati formalmente depositati all’attenzione della Procura Generale di Milano i contenuti audio relativi a condotte suscettibili di assumere rilievo nell’ambito della nuova indagine concernente il delitto di Garlasco».

Cosa contengono gli audio
Si tratterebbe degli audio di cui ha parlato in trasmissioni televisive la criminologa Roberta Bruzzone, citando come soggetti coinvolti Stefania Cappa, Andrea Sempio e Michele Bertani, e relativi a presunti tentativi di interferenze sulla vicenda del delitto di Chiara Poggi del 2007 e sulla nuova inchiesta pavese, adombrando il coinvolgimento anche di altre persone.

«Il deposito – si legge nel comunicato – è stato accompagnato da una articolata ricostruzione, finalizzata a contestualizzare il significato dei suddetti materiali e a definirne la possibile rilevanza».

Per evidenti «ragioni di tutela del segreto investigativo e nel pieno rispetto dell’attività dell’Autorità Giudiziaria procedente», spiegano i legali, «il contenuto degli audio e dell’esposto non potrà essere oggetto di divulgazione mediatica da parte di questo Studio ivi comprese formulazioni di ipotesi a riguardo».
Nel comunicato, lo studio legale non chiarisce se l’esposto sia stato presentato a nome di qualche persona e di chi in particolare e contattato precisa che non si possono «rilasciare altre dichiarazioni».

Cosa farà la Procura
L’esposto, da quanto si è saputo, è stato trasmesso alla Procura generale di Milano che ha poteri di vigilanza sulle attività delle Procure del distretto milanese, tra cui appunto quella pavese, che da oltre un anno sta coordinando la nuova inchiesta, di cui è attesa la chiusura nelle prossime settimane, a carico di Andrea Sempio, già indagato tra il 2016 e il 2017 per l’omicidio di Chiara Poggi e poi archiviato.
In sostanza, nell’esposto, attraverso quegli audio di cui aveva parlato Bruzzone in tv raccontando di averli ascoltati, si paventerebbero interferenze e presunte pressioni per indirizzare la nuova inchiesta su più persone, tra cui lo stesso Sempio. In linea teorica, la Procura generale ha poteri di avocazione delle indagini, ma che vengono esercitati di solito se c’è una inerzia nell’indagare da parte degli uffici giudiziari delle Procure.

Mentre se, sempre in linea teorica, da quanto riferito, venissero individuate ipotesi di reato nell’esposto, a quel punto la Procura generale milanese dovrebbe trasmetterlo alla Procura ordinaria competente territorialmente, come quella milanese se l’ipotesi di reato riguardasse Milano. Allo stato, da quanto risulta, la Procura generale milanese non ha ancora preso visione dell’esposto di cui lo studio legale romano ha annunciato il deposito.

Circa R

Riprova

Caso Garlasco, l’intercettazione di mamma Sempio: “Qui ci sono più testimoni che abitanti…”

Dietro le indagini portate avanti dai carabinieri di Milano Moscova sul delitto di Garlasco ci …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com