Elezioni Usa: Trump vince e lo ‘Star System’ piange

Avevano fatto magliette, cappellini, concerti gratuiti a sostegno della causa, postato appelli al voto sui profili social, girato spot hollywoodiani a favore della loro beniamina, alcuni erano arrivati a fare addirittura proposte indecenti ai votanti, come Madonna, o minacce come DeNiro, infine altri si erano a fotografati a seno nudo con un adesivo che invitava a votare come la cantante Alanis Morissette, ma niente di tutto ciò è servito allo Star System americano, per convincere gli elettori a votare per la democratica Hillary Clinton, ed oggi Donald Trump, il candidato repubblicano, è contro ogni pronostico il 45° presidente degli Stati Uniti d’America.

Ma come avrà reagito davanti alla disfatta lo Star System targato USA, che aveva così pesantemente sostenuto in blocco la Clinton?

La reazione più diffusa tra molti dei più accaniti sostenitori della candidata democratica oggi è lo sgomento dinanzi alla sconfitta. I più scelgono di non commentare: nessuna dichiarazione da Bruce Springsteen e Bon Jovi che avevano preso parte alla festa (mai celebrata) organizzata in vista della vittoria elettorale di Hillary, e neppure una parola da importanti vip afro-americani notoriamente democratici, come le cantanti Rhyanna e Beyonce, quest’ ultima amica personale degli Obama. E adesso sceglie il silenzio persino Stevie Wonder, che proprio ieri aveva affermato: “Trump Presidente? È come chiedere a me di guidare!”

Tace oggi anche Robert Deniro, che in un video divenuto virale su internet, aveva insultato Trump definendolo una minaccia per il paese e dichiarando di volergli spaccare la faccia.

cher-and-hillary-x750Ma non tutti si sono trincerati in un diplomatico silenzio anzi molti hanno deciso di affidare ai social network tutto il loro disappunto. L’indimenticabile attrice Mia Farrow, su twitter ha definito Trump:” Un presidente razzista”.
La cantante Cher confessa invece, di sentirsi come se ci fosse stato un lutto in famiglia; la reginetta del pop Arianna Grande, scrive su twitter di essere in lacrime dopo la notizia, e piange anche Lady Gaga scioltasi in lacrime già al party che doveva svolgersi in onore della Clinton. Lady Gaga ha poi persino inscenato una protesta sotto le Trump Tower, al grido di “LOVE TRUMPS HATE”, e la sua immagine è subito stata postata sui social. Il rapper Kanie West dal canto suo appare incredulo sul suo profilo twitter: “Ora mi sveglierò da questo brutto sogno e Obama verrà dirci che accetta il terzo mandato” e l’attrice Jamie Lee Curtis come prima reazione, sembra cercare di metabolizzare questo duro colpo e twitta:“Keep calm e respira profondamente.

Miley Cyrus, Amy Schumer, Lena Dunham, e Katy Perry che avevano promesso di lasciare gli Usa in caso di vittoria di Trump, chissà se ora faranno davvero le valigie?
perryPer ora Katie Perry, schierata con Hillary sin dal primo giorno, e sua supporter fidata non sembra affatto voler abbandonare gli Stati Uniti e lungi dal mollare, afferma perentoria oggi su Twitter: “Nessuno potrà farci tacere” e subito dopo in un altro tweet “Non lasceremo che ci guidi l’odio.” Stessa reazione di resilienza, manifestata da un’altra supporter sfegatata della Clinton, Madonna, che aveva persino promesso prestazioni sessuali in cambio del voto per la sua candidata, e che ha commentato subito la sconfitta con “spirito guerriero”: “Non ci arrenderemo mai, non cederemo mai America”. L’attrice Ellen Degeneres invece con la positività che da sempre la connota ha invece chiosato: ”@HillaryClinton, however this ends tonight I am so proud of you and so honored to be your friend.” In pratica incassando la sconfitta e riaffermando l’amicizia e la stima per la candidata democratica.

chris_evans_sdcc_2014C’è chi invece non l’ha presa con così tanta filosofia, l’attore Chris Evans, noto per l’interpretazione di Capitan America, su Twitter a caldo sull’ elezione di Trump, ha affermato: “E’ una notte imbarazzante per l’America. abbiamo permesso a un razzista di guidare la nostra grande nazione. Abbiamo lasciato un bullo al comando. Sono devastato.” Rashida Jones, attrice televisiva americana e figlia del grande producer musicale di colore Quincy Jones, con Trump presidente addirittura ”medita il suicidio” twittando:” I want to quit life” ovvero voglio morire.

La palma per il commento più negativo va Chuck D rapper dei Public enemy, che ha twittato allarmisticamente:” Hitler è qui”.
220px-michael_moore_66eme_festival_de_venise_mostra_colorAl secondo posto certamente il regista Michael Moore, che aveva persino girato e diffuso a pochi giorni dal voto un instant movie contro Donald Trump, e che ha riversato su twitter tutta la sua delusione citando il sociologo americano Bertram Gross: “La prossima ondata di fascismo non arriverà con treni piombati e campi di concentramento. Arriverà con una faccia amichevole”

Ma per tante star che piangono e si infuriano, ci sono altri famosi e meno famosi che invece in questi momenti, gioiscono: uno dei pochi ad essersi pubblicamente congratulato con il presidente Trump, è stato l’attore dei film d’azione Steven Seagal, che all’ indomani della vittoria repubblicana, ha scritto trionfante sul suo profilo twitter: “Congratulations @realDonaldTrump for your stunning victory over your opponent! Looking forward to making AMERICA great again!”
In sostanza Seagal si complimenta su twitter con Trump, per la strepitosa vittoria sull’ avversaria, e rilancia lo slogan della campagna del Presidente Usa” facciamo l’America di nuovo Grande”.

Come Lui sicuramente è facile immaginare avranno fatto anche Clint Eastwood e Jon Voight, che hanno dichiarato di appoggiare il programma 220px-jon_voight_2011elettorale elettorale di Trump sin dall’inizio, difendendolo a spada tratta anche davanti a diversi colleghi che lo avevano criticato. Proprio il repubblicano Voight, si era scagliato contro il video denigratorio di DeNiro contro il candidato repubblicano, affermando su twitter prima delle elezioni: “Mi vergogno per il mio collega Bobby DeNiro e la sua invettiva contro Donald Trump. Che parole schifose ha usato contro un candidato presidenziale […] Conosco molti uomini che hanno utilizzato termini sessuali simili nei confronti delle donne soprattutto quando erano più giovani. Le parole di Donald Trump non sono così dannose come l’invettiva di Robert DeNiro. Le parole di Trump non hanno fatto male a nessuno. Potete immaginare un repubblicano dire parole come quello di Robert DeNiro usate contro (Hillary) Clinton o Barack Obama? Darebbero tutti di matto.” DeNiro aveva in seguito risposto a Voight definendolo delirante, e aveva riaffermato il suo giudizio su Trump.

mick_jagger_deauville_2014Trump intanto ha festeggiato il suo risultato, e con un pizzico di malizia, si è preso gioco delle star che da sempre lo hanno osteggiato facendo provocatoriamente risuonare al suo party per la vittoria la canzone:” You Can’t Always Get what You Want” dei Rolling Stones. Ciò ha suscitato l’immediata reazione di Mick Jagger, che aveva già intimato a Trump di non usare la sua musica a scopi elettorali, ed aveva già preso le distanze dal candidato repubblicano sin da quando per il suo insediamento Trump, si era indebitamente appropriato del brano degli Stones “Start me Up”. Jagger, che era davanti alla tv a vedere il risultato delle elezioni, ha subito commentato sarcasticamente su twitter: “Stavo guardando le news … forse ora mi chiederanno pure di cantare ‘You Can’t Always Get What You Want’ all’ inauguration day! Ha!” riferendosi alla cerimonia di insediamento del prossimo 20 gennaio.

Che piaccia o no Trump è oramai il presidente degli Stati Uniti, e persino Hillary Clinton oggi ha sportivamente dichiarato che Trump sarà anche il suo presidente, accettando la sconfitta con fair play.

L’elezione di Trump, che ha sempre affermato di non avere bisogno dell’ endorsement dello star system ma solo dell’appoggio popolare, ha messo in discussione la forza di persuasione politica dei testimonial famosi, le star in questo caso non hanno avuto la capacità di spostare voti che tutti si aspettavano, e gli elettori di Trump non si sono fatti influenzare dalle luci di Hollywood, ascoltando molto più volentieri invece il pragmatismo e le promesse del candidato repubblicano con la sua campagna spregiudicata e all’insegna delle provocazioni.

Il divorzio tra la politica e lo spettacolo potrebbe dunque essere imminente, e forse siamo davanti ad un nuovo modo di portare avanti il discorso politico, ciò che è andato in crisi con le elezioni americane è quindi il potere di convincimento delle star in una consultazione elettorale.

Valentina Franci

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