epa08946122 Norwegian Borge Brende, right, President and Member of the Managing Board of the World Economic Forum, WEF, and Saadia Zahidi, left, managing director of the World Economic Forum's Centre for the New Economy and Society speak during a virtual press conference to preview the Davos Agenda 2021, in Cologny near Geneva, during the coronavirus disease (COVID-19) outbreak, in Geneva, Switzerland, 18 January 2021. The Davos Agenda, from 25 to 29 January 2021, is an online mobilization of global leaders to shape the principles, policies and partnerships needed in this challenging new context. The World Economic Forum will hold its 2021 annual meeting in Singapore, from 25-28 May, instead of its traditional home in Davos in January, which is battling a rising number of coronavirus infections. EPA/LAURENT GILLIERON

Davos, al via il summit del Wef tra emergenze Covid e clima

Il nuovo mondo nell’era della pandemia, ma anche le “rivoluzioni” che ci impongono il cambiamento climatico e l’accelerazione digitale, con tutti i contraccolpi in termini di sostenibilità e sviluppo economico e sociale, senza dimenticare la deriva verso polarizzazioni e disuguaglianze. Quest’anno è la complessità la cifra che contraddistingue l’agenda del World Economic Forum, il summit che riunirà i potenti della Terra e che per la prima volta, causa forza maggiore per l’emergenza Covid, si terrà in versione digitale e non tra le nevi svizzere di Davos.

Tra le adesioni di spicco, quella del presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping, mentre il grande assente è il presidente degli Usa, Joe Biden appena insediato.

E con l’Italia che assume la presidenza del G20 l’attenzione si concentrerà anche sull’intervento del premier Giuseppe Conte in programma mercoledì 27. Ma c’è grande attesa anche per gli interventi del presidente francese Emmanuel Macron, la cancelliera tedesca Angela Merkel, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, il Segretario generale, Nazioni Unite, Antonio Guterres, il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, la presidente della Bce Christine Lagarde e anche il Direttore dell’ Istituto Nazionale di Allergia e Malattie Infettive degli Stati Uniti Anthony Fauci che farà il punto sulla sfida contro il Covid-19. Tema portante designato è “Global Reset Iniziative”, vale a dire impulso a ripartire dal ripensamento degli attuali modelli economici per far fronte alle grandi sfide globali, a partire proprio dalla pandemia con i suoi effetti devastanti sul tessuto economico e sociale. Sono circa 100 in tutto le sessioni in programma e la parola d’ordine è “migliorare le condizioni del mondo” passando per lo sviluppo della cooperazione tra gli Stati, la salvaguardia del pianeta, il rilancio economico, la digitalizzazione, la lotta contro le disuguaglianze.

A riassumere intenzioni e obiettivi di questa edizione è la formula con cui è stato presentato dal Wef: “La pandemia Covid-19 ha dimostrato che nessuna istituzione o individuo da solo può affrontare le sfide economiche, ambientali, sociali e tecnologiche del nostro mondo complesso e interdipendente” e il 2021 “è un anno cruciale per ricostruire la fiducia e questo incontro si concentrerà sulla creazione di impatto e sulla definizione delle politiche e di partnership necessarie”. Si inizia dunque lunedì e tra gli appuntamenti clou, ci sarà quello con il presidente cinese Xi Jinping e con la sessione “Risposta alla crisi Covid-19” con Anthony Fauci. Sempre lunedì interverranno la presidente della Bce Christine Lagarde e il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire che insieme al numero uno di Volkswagen, Herbert Diess e al presidente e ceo di Goldman Sachs, David Solomon, discuteranno di come agire per ripristinare la crescita economica nell’era post pandemia.

La pandemia del Covid-19 “è tutt’altro che finita. La recente recrudescenza dei casi ci ricorda che dobbiamo portare avanti la lotta”. Intervenendo in video al World Economic Forum di Davos, il presidente cinese Xi Jinping ha detto di rimanere “convinto che l’inverno non possa fermare l’arrivo della primavera e che l’oscurità non potrà mai avvolgere la luce dell’alba”, rilanciando il multilateralismo. “Nessun problema globale può essere risolto da alcun Paese da solo, e ci deve essere una azione globale, una risposta globale e una cooperazione globale”, ha aggiunto Xi.

L’allarme di Ray Dalio, serve un cambio rivoluzionario – Il mondo ha bisogno di un “cambiamento rivoluzionario”, e per farlo, evitando i rischi di una frammentazione sociale sempre più forte, “occorre una forte leadership nel segno della coesione” sull’esempio di una presidenza americana come quella di Franklin Roosevelt. Lo ha detto Ray Dalio, fondatore dell’hedge fund Bridgewater Associates e ascoltatissimo ‘guru’ finanziario. “La storia insegna che in un mondo sempre più soggetto a sfide, tensioni, con la necessità di stampare moneta, un mondo molto fragile e frammentato, servono grandi cambiamenti perché emergono grandi divisioni. Seve una forte leadership per la coesione, per governare un cambiamento rivoluzionario”, ha detto Dalio durante un panel del Davos Agenda 2021. Dalio ha riconosciuto al neo-eletto presidente Usa Joe Biden un’agenda “inclusiva” e la volontà di ristabilire unità nel tessuto sociale, ma ha anche messo in evidenza le enormi sfide che fronteggia. Ieri in un tweet il finanziere e filantropo ha scritto che gli Usa versano in una “situazione finanziaria terribile” e rimangono “terribilmente divisi”; evocando il rischio di una guerra civile, ma ha anche apprezzato le parole pronunciate da Biden al suo insediamento, auspicando una presidenza “per la pace e la prosperità, che affronti i grandi divari di ricchezza, valore e opportunità a cui siamo di fronte”.

La pandemia ha portato la Spagna a “cambiare il paradigma” della sua economia, facendone “uno dei principali beneficiari del recovery and resilience fund” europeo con quasi 70 miliardi di trasferimenti, e con una spinta su investimenti green e nel digitale destinati “in gran parte ad aumentare le opportunità di impiego per i giovani” colpiti finora da un livello di disoccupazione “inaccettabile”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez descrivendo il piano di ripresa e resilienza della Spagna, centrato su tre aspetti: “investimenti trasformativi, riforme di lungo termine per la produttività e la competitività, reskilling e upskilling dei lavoratori in settori ad alta domanda”, a partire appunto dal green e digitale. Nel panel, dedicato alla costruzione di un ‘nuovo contratto sociale’, Sanchez ha parlato di un “forte impegno” della Spagna verso gli obiettivi europei di decarbonizzazione,

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