La Cdu del cancelliere della Germania, Friedrich Merz, si prepara ad affrontare le elezioni anche in altri due Land, dopo il crollo in Sassonia-Anhalt, dove lo scorso 6 settembre i nazionalisti di Afd hanno sfiorato la maggioranza assoluta.
Oggi andranno al voto altri due Land, la città-Stato di Berlino e il Meclemburgo-Pomerania Anteriore, con il partito conservatore che rischia di incassare una doppia sconfitta che potrebbe mettere a rischio la permanenza al potere di un leader il cui indice di gradimento è precipitato al 10%.
Le sfide per la Cdu
Elezioni in Germania, due Land al voto: perché il cancelliere Merz rischia tutto
Merz ha promesso di rilanciare un’economia sotto forte pressione, e non solo per la crisi energetica, di ricostruire forze armate in grado di fronteggiare la minaccia russa e di contenere l’immigrazione illegale, principale cavallo di battaglia di Afd. Il partito di estrema destra continua però ad accrescere i propri consensi e, dopo il 43,8% incassato in Sassonia-Anhalt, con la Cdu precipitata al 17%, è dato al 37% in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, anch’esso un Land dell’ex Germania dell’Est.
La possibile coalizione Spd-Verdi
A sfidare l’Afd c’è la Spd, a cui appartiene la popolare presidente uscente Manuela Schwesig, forte del 35% delle intenzioni di voto. La ‘Ministerpraesident’ socialista spera che la sinistra radicale della Linke, già presente in coalizione, e i Verdi raccolgano insieme percentuali sufficienti a garantirle la maggioranza senza dover allargare il ‘cordone sanitario’ alla Cdu. I cristiano-democratici, secondo l’ultimo sondaggio Insa, sarebbero intorno al 7%, non troppo lontani dalla soglia di sbarramento. Un risultato sotto il 5%, che escluderebbe la Cdu dal Parlamento regionale, sarebbe una disfatta senza precedenti che metterebbe in forte discussione il mandato di Merz, non solo alla guida del partito ma anche dello stesso Paese.
Le critiche a Wegner
A Berlino, città dalla forte anima progressista, la Cdu rischia invece di perdere la guida dell’esecutivo dove, come a livello nazionale, ha la Spd come partner di minoranza. A impensierire i conservatori non è solo il travaso di voti a favore di Afd, pur salita al 18% secondo l’ultima rilevazione Infratest-Dimap, ma il boom di Die Linke, volata al 21% sulla scia dell’emergenza abitativa nella capitale, dove i prezzi degli affitti sono alle stelle, e della mobilitazione filopalestinese.
La Cdu è accreditata di una percentuale grossomodo simile, ma paga lo scotto dell’impopolarità del sindaco-governatore uscente Kai Wegner, non ricandidato a causa della sua condotta durante il gravissimo blackout dello scorso gennaio, causato da un sabotaggio commesso dagli estremisti di sinistra del collettivo Vulkangruppe.
Wegner ha subito forti critiche per non aver visitato i quartieri colpiti, alcuni dei quali furono riconnessi alla rete dopo ben cinque giorni nel pieno dell’inverno più freddo dal 2010, e per essersi concesso una partita a tennis durante le prime ore dell’emergenza. Al suo posto i cristiano-democratici hanno scelto Stefan Evers, responsabile delle Finanze e quindi dei dolorosi tagli attuati negli anni scorsi per rimettere in sesto un bilancio dissestato.
La popolarità di Die Linke
La Spd e i Verdi, che insieme raccoglierebbero il 28% dei voti, potrebbero però preferire un accordo con Die Linke la cui candidata, Elif Eralp, figlia di sindacalisti turchi, viene sempre più spesso accostata dai media al sindaco socialista di New York, Zohran Mamdani. L’ondata anti-sistema che ha portato l’estrema destra e gli eredi dei comunisti a raccogliere insieme il 40% dei consensi nei sondaggi non è infatti il contesto migliore per propiziare l’elezione di Evers, che si presenta come il volto dell’austerità.
Il futuro della Cdu
In pubblico, per il momento, nessuno parla di sostituire Merz, una scelta che potrebbe indebolire ulteriormente il partito e imbaldanzire ancora di più l’Afd. Mercoledì 16 settembre, dopo il sospiro di sollievo delle comunali di domenica scorsa in Bassa Sassonia, dove la Cdu è rimasta in testa, gli otto presidenti regionali del partito si sono riuniti e hanno dichiarato, in una nota congiunta, che la Germania ha bisogno di “stabilità ora più che mai”, piuttosto che di “discussioni sulle persone”. Parole che alcuni media tedeschi leggono più come una ‘excusatio non petita’ che come una rassicurazione.
I candidati locali, infatti, hanno fatto il possibile per distanziarsi dal cancelliere – se non dalla Cdu stessa – e hanno portato avanti campagne fortemente personalizzate, quasi da candidati civici. A Berlino i banchetti del partito sono a malapena riconoscibili come tali, con i candidati che aprono ombrelli senza il logo della Cdu e distribuiscono penne con impresso solo il loro nome.
La strategia di Merz
Merz è apparso ben conscio del clima e ha limitato parecchio le apparizioni agli eventi elettorali cristiano-democratici, come se la sua sola presenza bastasse a mettere in fuga gli elettori. Tra le poche eccezioni la partecipazione, quella di giovedì 17 settembre a un’iniziativa presso la Casa Konrad Adenauer nella capitale. “Domenica ci concentreremo principalmente su Berlino”, ha spiegato Merz dal palco. La strategia comunicativa è quindi già chiara: distogliere l’attenzione dal Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove avvicinarsi al 10% sarebbe già un trionfo, e concentrarsi sulla capitale, dove la Cdu ha qualche chance di restare alla guida della ‘Rotes Rathaus’. Eppure, raccontano i cronisti presenti, l’entusiasmo è stato tutto per il discorso di Evers e gli applausi per Merz sono apparsi timidi, quasi concessi per dovere a causa della presenza dei media internazionali.
I possibili sostituti di Merz
Se all’interno della Cdu non si è ancora manifestata una possibile alternativa a Merz è perché nessuna altra figura ha al momento un sostegno sufficiente per farsi avanti, è la lettura che prevale tra gli analisti. I nomi che circolano sono soprattutto quello del ministro dell’Interno, Alexander Dobrindt, esponente della gamba bavarese della Cdu, la Csu, e il numero uno di quest’ultima, Markus Soeder, presidente del ‘Freistaat Bayern’. La Csu ha tenuto nei giorni scorsi una riunione a porte chiuse durante la quale Soeder, ha avvertito che una crisi interna al partito sarebbe un “rigore a porta vuota” per l’estrema destra di Alice Weidel. Il presidente bavarese ha invitato il governo centrale a occuparsi delle “cose semplici”, in particolare gli alti prezzi dell’energia, e ha avvertito che è la “stagnazione” a fare il gioco di Afd.
La profezia di Weidel
Merz, dal canto suo, ha già convocato il comitato esecutivo della Cdu per la sera di domenica 20 settembre, così da poter discutere subito il verdetto delle urne e le mosse successive. Preparandosi a giorni difficili, il cancelliere, come già altre volte in passato, ha annullato i
suoi impegni internazionali per potersi concentrare sulla politica interna: la settimana prossima a New York per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite non ci sarà lui ma il ministro degli Esteri, Johann Wadephul.
Serata elettorale difficile per la Cdu del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Le prime proiezioni delle elezioni regionali del 20 settembre vedono l’AfD al primo posto nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, davanti alla Spd, mentre a Berlino è la Linke a conquistare la testa.
Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, secondo le prime rilevazioni, l’AfD si attesta intorno al 37-38%, con la Spd poco dietro, tra il 35,5 e il 36,5%. La Cdu precipita invece intorno al 5-5,5%, a ridosso della soglia di sbarramento.
Il risultato conferma un quadro già delineato nelle rilevazioni precedenti al voto, che indicavano un confronto serrato tra AfD e Spd.
Berlino, Linke prima: Cdu seconda
Scenario diverso nella capitale. Le prime proiezioni indicano la Linke nettamente in testa, con una percentuale compresa tra il 24,5 e il 26%. La Cdu si ferma intorno al 20%, mentre l’AfD è accreditata tra il 13,5 e il 16%.
Per la Spd il risultato è particolarmente pesante: con circa il 12% dei voti scivola nelle retrovie. Il candidato socialdemocratico Steffen Krach ha parlato di un risultato «catastrofico» e di una cesura per il partito berlinese.
La crescita della Linke era emersa già nelle ultime settimane della campagna elettorale: il BerlinTrend del 10 settembre la indicava al 21%, davanti alla Cdu al 20%.
Merz: «Un disastro, ma andiamo avanti»
Il cancelliere Friedrich Merz ha riconosciuto la gravità del risultato della Cdu nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, definendolo un «disastro che non può essere edulcorato».
Merz ha però escluso un passo indietro e ha ribadito l’intenzione di proseguire alla guida del governo e della Cdu. Il cancelliere ha insistito sulla necessità di portare avanti le riforme concordate con la Spd, avvertendo che i cambiamenti richiederanno «fermezza, tenacia e pazienza».
Le due consultazioni erano considerate anche un importante test politico nazionale per il governo federale guidato da Merz.
AfD rivendica il risultato
L’AfD celebra così il risultato nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Il co-presidente Tino Chrupalla ha rivendicato un «mandato a governare» e annunciato l’intenzione di proporre colloqui alle altre forze politiche.
Anche Alice Weidel ha sottolineato la crescita del partito, sostenendo che l’AfD abbia assunto un ruolo sempre più centrale nel sistema politico tedesco e indicando nella Cdu un possibile interlocutore per future trattative.
A Berlino festeggia invece la Linke. La candidata Elif Eralp ha salutato il risultato affermando che il partito ha «fatto la storia» nella capitale.
Le percentuali restano provvisorie e possono cambiare con l’avanzare dello scrutinio.
L’obiettivo minimo è restare primo partito a Berlino, per scongiurare che si concretizzi la profezia di Weidel che, dopo il successo della sua sigla in Sassonia-Anhalt, aveva profetizzato che “la Cdu non vincerà mai più un’elezione. Il suo tempo è scaduto”, ha ribadito giorni fa la co-presidente di Afd al Bundestag, rivolta a Merz. I cristiano-democratici sperano di smentire la profezia di Weidel e rimandare la discussione sulla leadership. Se si manifesterà però lo scenario peggiore – mancare la soglia di sbarramento nel Meclemburgo e farsi superare da Die Linke a Berlino – “si scatenerà l’inferno”, ha confidato alla Ard un funzionario della Cdu. Comunque vada, per Merz sarà la notte più lunga.
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