Cateno De Luca ha ufficializzato l’accordo politico con Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia in vista delle elezioni politiche del 2027, ma rivendica la propria autonomia in Sicilia, dove Sud chiama Nord continuerà a opporsi al governo regionale di Renato Schifani. Il leader del movimento e sindaco di Taormina conferma la nuova alleanza in un’intervista rilasciata a Riccardo Carlino per “Il Foglio”, affrontando anche i rapporti con gli altri partiti del centrodestra, la nuova legge elettorale e il confronto con Roberto Vannacci, Ismaele La Vardera e Federico Onorato.
“Correrò con Giorgia Meloni, abbiamo fatto un accordo per il 2027. Bisogna fermare Vannacci”, dichiara De Luca, annunciando che l’intesa sarà presentata ufficialmente nei prossimi giorni. “Faremo una conferenza stampa prossima settimana alla Camera”, anticipa il leader di Sud chiama Nord. La scelta segna un nuovo passaggio nel percorso politico di De Luca, che individua nel partito della presidente del Consiglio l’interlocutore nazionale per costruire una rappresentanza delle esperienze civiche e amministrative locali.
De Luca spiega l’accordo con Fratelli d’Italia: “il centrodestra valorizza i sindaci, il campo largo no”
Uno degli elementi principali che hanno portato all’intesa con il centrodestra riguarda, secondo De Luca, l’attenzione riservata alle amministrazioni locali e ai movimenti civici. Il sindaco di Taormina sostiene di aver trovato in Fratelli d’Italia una disponibilità al confronto che non avrebbe riscontrato nell’area del centrosinistra. “Abbiamo registrato nel centrodestra un’apertura nel valorizzare le esperienze di territorio, quella dei sindaci e delle autonomie locali, cosa che non abbiamo riscontrato nel cosiddetto campo largo”, spiega De Luca. L’obiettivo dichiarato è quello di “costruire una strategia per una rappresentanza diretta di chi sul territorio quotidianamente garantisce i servizi ai cittadini e un’alta qualità della vita”. L’accordo con Meloni viene quindi presentato come un’opportunità per portare a livello nazionale le istanze delle amministrazioni locali, valorizzando l’esperienza politica di Sud chiama Nord.
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L’attacco a Roberto Vannacci: “un Movimento 5 Stelle aggiornato e più estremo”
Nell’intervista al Foglio, De Luca riserva parole particolarmente dure a Roberto Vannacci, che considera un avversario politico rispetto al percorso che intende costruire con Fratelli d’Italia. “Il generale pontifica e spara supercazzole per cercare consenso fine a se stesso”, afferma il leader di Sud chiama Nord. De Luca contrappone a questa impostazione la volontà di realizzare un progetto politico concreto, fondato sull’esperienza amministrativa e sul rapporto diretto con i territori. “Roberto Vannacci è un M5s aggiornato e più estremo”, aggiunge.
De Luca annuncia infatti la scelta di collaborare con Fratelli d’Italia alla Camera, pur avendo ricevuto una disponibilità anche dal centrosinistra. “Abbiamo avuto la disponibilità anche dal centrosinistra per una componente nel gruppo misto, ma abbiamo scelto comunque Fratelli d’Italia”, racconta. Secondo quanto riferito nell’intervista, i nomi dei deputati coinvolti saranno comunicati a breve. Il leader di Sud chiama Nord collega inoltre la propria decisione alle modifiche introdotte dalla nuova legge elettorale, esprimendo apprezzamento per il sistema delle preferenze e per l’impostazione proporzionale. “Dopo trent’anni Meloni ha rilegittimato le preferenze e ha riposizionato il sistema elettorale con un principio proporzionale”, sostiene De Luca. “Già questo mi è sufficiente a sostenere per la prossima competizione elettorale”, aggiunge. Il sindaco di Taormina richiama anche il proprio percorso personale, dichiarando di aver raccolto, nel corso di quarant’anni di attività politica, “a spanne, oltre 600 mila preferenze”.
È scontro politico in Sicilia dopo le dichiarazioni di Cateno De Luca sull’accordo nazionale tra Sud chiama Nord e Fratelli d’Italia. A intervenire nel dibattito è Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale di Sud chiama Nord, che risponde duramente agli esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), Progetto Civico-Controcorrente e alle altre forze politiche del Campo largo, accusandole di concentrarsi sugli attacchi al movimento anziché sulla costruzione di una proposta di governo per la Regione Siciliana. Lo Giudice ribadisce che l’intesa nazionale con il partito di Giorgia Meloni non modifica la posizione di Sud chiama Nord in Sicilia, dove il movimento continua a essere all’opposizione del presidente Renato Schifani. Allo stesso tempo, rilancia il confronto con le forze del centrosinistra, arrivando ad auspicare la partecipazione di Cateno De Luca alle eventuali primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione.
Lo Giudice contro AVS e Controcorrente: “sembrano più sigle che voti”
Il coordinatore regionale di Sud chiama Nord apre il suo intervento con una critica alle forze politiche che hanno contestato l’accordo tra Cateno De Luca e Fratelli d’Italia. “Fanno sorridere le dichiarazioni rese oggi dagli esponenti di AVS, Progetto Civico-Controcorrente ed altre piccole sigle di partito collegate al ‘campo santo’. Sembrano più sigle che voti”, afferma Lo Giudice. Secondo l’esponente di Sud chiama Nord, le critiche rivolte al movimento non rappresentano una novità, ma si inseriscono in un atteggiamento che andrebbe avanti ormai da diversi mesi. “Da mesi ormai non fanno altro che provocare, attaccare e porre veti nei confronti di Cateno De Luca e Sud chiama Nord”, sostiene. Lo Giudice contesta soprattutto quella che considera una scarsa propensione delle altre forze politiche ad assumersi responsabilità amministrative, contrapponendo l’esperienza di governo del proprio movimento all’attività di opposizione e comunicazione degli avversari.
“Non essendo abituati a governare, è evidente che non abbiano alcuna intenzione di andare alla guida della Regione Siciliana: è molto più facile fare propaganda e attaccare piuttosto che amministrare”, dichiara. Il coordinatore rivendica quindi l’impostazione di Sud chiama Nord, che descrive come una forza politica orientata ai risultati amministrativi più che alle appartenenze ideologiche. “Noi di Sud chiama Nord, al contrario, amministriamo da sempre le comunità mettendo da parte l’ideologia per concentrarci sulle cose concrete”, aggiunge.
L’accordo con Meloni e la posizione su Schifani: “in Sicilia abbiamo le mani libere”
Uno dei passaggi centrali della dichiarazione riguarda il rapporto tra l’intesa nazionale annunciata da De Luca con Fratelli d’Italia e gli equilibri politici della Regione Siciliana. Lo Giudice respinge le critiche di chi considera contraddittoria la collaborazione con il partito di Giorgia Meloni, che fa parte della coalizione di centrodestra a sostegno del governo regionale guidato da Renato Schifani. Secondo il coordinatore di Sud chiama Nord, i due livelli politici devono rimanere distinti.
“Cateno De Luca è stato chiaro nelle ultime ore: Sud chiama Nord in Sicilia ha le mani libere e rimane fermamente all’opposizione del governo Schifani”, afferma. A sostegno di questa posizione, Lo Giudice richiama anche la scelta del movimento di votare una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione. “Rivendichiamo con forza, inoltre, la mozione di sfiducia votata da Sud chiama Nord contro l’attuale governatore”, sottolinea. Per il coordinatore regionale, dunque, l’accordo nazionale non comporta un cambiamento della linea politica nei confronti dell’attuale amministrazione siciliana.
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