Bibbiano, l’annuncio di Bonafede e il futuro dei bambini

Continuano le indagini sul caso dei bambini di Bibbiano, allontanati dalle loro famiglie a causa dei falsi affidi decisi dai servizi sociali dell’Unione della Val d’Enza, nel Reggiano. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha annunciato che darà l’avvio a “una squadra speciale di giustizia per la protezione dei bambini”.

Nel frattempo però, rimane un dubbio: dove vivranno ora i piccoli coinvolti? I bambini hanno tra i 5 e i 12 anni di età e necessitano ancora di una famiglia che si prenda cura di loro. Secondo quanto scrive Il Corriere della Sera, la maggior parte di loro resterà presso le famiglie affidatarie e nelle comunità protette. Quindi per il momento non torneranno a casa loro, ma il Tribunale dei Minori di Bologna ha stabilito che, a seconda dei casi, potranno incontrare i genitori naturali insieme alle loro nuove famiglie.

Secondo un giudice minorile  il vero problema si verificherà se verranno provate le accuse delle relazioni falsificate firmate dagli psicoterapeuti. Secondo quanto previsto dalla legge infatti, l‘iter degli affidi dovrebbe ripartire da capo, e i piccoli non tornerebbero ai loro genitori naturali. “I bambini potrebbero ritrovarsi così in nuove famiglie“. Per il giudice Bibbiano è un caso che coinvolge comunque solo “poche mele marce in un sistema di tutele che invece funziona”.

In una sola situazione il gip Luca Ramponi ha deciso l’allontanamento di uno dei bambini dalla famiglia affidataria. Si tratta di una bimba di sei anni, che viveva con una coppia accusata poi di maltrattamenti. In una lettera scritta dalla piccola, si legge chiaramente come le mancasse il papà naturale: “Caro papà mi manchi tanto. Spero di vederti al più presto. Vorrei che tu mi portassi uno dei tuoi splendidi doni. Mi potresti scrivere più spesso? Non ho ricevuto più nulla e mi sono chiesta perché. Per favore prendi immediatamente carta e biro e scrivimi. Aspetto la lettera con tutto il cuore, ti voglio un bene infinito”.

 Lo  scandalo delle famiglie stroncate ingiustamente dai servizi sociali, finisce per diventare oggetto di dibattito tra i diversi partiti. È scontro aperto sui social network. Matteo Salvini fa sentire la sua voce e non abbassa la guardia. Sulla sua pagina Facebook annuncia infatti: “Sarò presto a Bibbiano, questi crimini non possono e non devono rimanere impuniti”. Prima di Salvini, Giorgia Meloni  era scesa in piazza al fianco dei genitori disperati, vittime innocenti del sistema degli affidi. “Bisogna tenere alta l’attenzione sulla vicenda” aveva affermato la Meloni, che aveva rimarcato l’esigenza di pene esemplari “non appena saranno accertati i colpevoli e confermate le accuse.” E, sempre lei, ieri sera attraverso un tweet, attaccava la sinistra senza giri di parole: “È surreale vedere politici di sinistra più indignati per presunte strumentalizzazioni su Bibbiano piuttosto che per uno scandalo di tale portata che ha rovinato la vita a tantissimi bimbi e genitori. Da che parte stanno?”

Il dolore delle famiglie del reggiano non può e non deve passare in secondo piano. Salvini non usa mezzi termini e accusa chi, secondo lui, intende insabbiare la questione: “Perchè il Partito democratico non parla di Bibbiano?” Si era chiesto il ministro dell’Interno qualche giorno fa in un post. “Che schifo una certa sinistra che fa business sugli immigrati e perfino sui bambini”.

Una battaglia su cui il governo, questa volta, sembra essere d’accordo. Compatto contro il Pd. Neanche Luigi Di Maio ha risparmiato critiche al partito democratico. E, dopo aver accusato il Pd di essere “il partito di Bibbiano”, rincara la dose in una diretta Facebook: “Io con il partito che toglieva i bambini alle famiglie con l’elettroshock, non voglio averci nulla a che fare”.

 Nicola Zingaretti annuncia che “il Pd ha dato mandato ai propri legali di sporgere querela per diffamazione e richiesta di risarcimento danni in sede civile.” Per il Partito democratico il governo “strumentalizza e utilizza” la vicenda. É così che la sinistra giustifica il proprio silenzio su Bibbiano.

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