Ue. Battelli: ‘Dopo stop a Patto un progetto per rendere strutturali misure di crisi, no al ritorno all’austerità’

“La crisi pandemica prima e la guerra in Ucraina poi hanno dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, tutta l’inadeguatezza del Patto di Stabilità e Crescita non tanto per quanto riguarda espressamente le regole previste dai Trattati quanto i vincoli di finanza pubblica. Ben venga allora la decisione, annunciata dalla Commissione europea, di prolungare la clausola di sospensione delle regole di sorveglianza del Patto”. Così, in una nota, il presidente della Commissione per le Politiche dell’Ue alla Camera Sergio Battelli.

“Le crisi che ci troviamo ad affrontare – prosegue Battelli – necessitano di un progetto sociale adeguato, di sostegno pubblico, di una seria politica industriale europea votata alla sostenibilità e alla crescita. Un progetto in grado di garantire coesione e inclusione sociale anche attraverso l’emissione di debito comune che è la più grande delle misure adottate in risposta alla crisi con Next Generation Eu. Il punto ora, anche nella prospettiva di una politica fiscale europea sempre più ambiziosa e integrata, è se rendere strutturali strumenti come il NGEU, appunto, prevedendo per alcuni settori prioritari ulteriori iniziative che contemplino l’emissione di titoli di debito in comune. Alcune di queste possono già essere prese sulla base dei Trattati vigenti e hanno quindi il vantaggio di non richiedere procedure lunghe e faticose”.

“Alla luce di queste considerazioni, appaiono del tutto fuori dal contesto storico, sociale ed economico le affermazioni fatte negli ultimi giorni da alcuni esponenti del governo tedesco a ‘non abusare della sospensione del Patto’. Affermazioni ancorate al vecchio mito dell’austerità che sembrano non aver compreso appieno le lezioni imposte dalla crisi e dal mutato scenario internazionale. Si tratta inoltre di posizioni lontane dall’idea che ci ha permesso di reagire in questa fase, cioè che nessun Paese possa salvarsi da solo e che che l’interdipendenza delle economie, non solo europee ma globali, impone risposte comuni basate sulla condivisione, anche delle risorse finanziarie” conclude Battelli.

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