Downing Street: ‘Johnson è stabile, niente ventilazione’

Boris Johnson resta in terapia intensiva al St Thomas hospital di Londra, in condizioni “stabili” dopo l’aggravamento dei sintomi del suo contagio da coronavirus annunciato ieri.

Lo rende noto in un aggiornamento un portavoce di Downing Street, ribadendo che il primo ministro britannico riceve assistenza “standard” con la somministrazione di “ossigeno”, ma che il suo stato al momento “non richiede ventilazione meccanica, né sostegno respiratorio non invasivo”. Downing Street insiste che Johnson rimane “su di morale”.

Il portavoce di Johnson ha confermato poi che “Buckingham Palace e Sua Maestà la regina vengono tenuti costantemente informarti sulle condizioni del primo ministro” e che i contatti sono tenuti “dal capo di gabinetto della sovrana e dal primo segretario privato del premier”. A testimonianza di una situazione seria, ma che Downing Street presenta come non gravissima o tanto meno irreparabile, lo stesso portavoce ha poi precisato che il passaggio di consegne della supplenza alla guida del governo avvenuto ieri sera fra Johnson e il ministro degli Esteri, Dominic Raab, è per ora limitato solo ad alcuni compiti ordinari. E ha escluso che questa settimana Raab sia destinato a subentrare al premier nel consueto colloquio periodico con la regina, svoltosi nelle ultime settimane per telefono dato l’isolamento di Boris Johnson. “E’ stato concordato con la Casa Reale che la prossime udienze settimanali” del primo ministro con la monarca “non si terranno”, ha sottolineato al riguardo.

Boris Johnson resta nominalmente primo ministro; ma intanto non si limita all’indicazione del ministro degli Esteri, Dominic Raab come supplente, bensì anche a confermare un preciso ordine di precedenze nella leadership, se anche Raab dovesse finire fuori gioco. Come spiegato dal capo portavoce del premier britannico. Raab “sta bene”, ha assicurato il portavoce, rispondendo alle preoccupazioni di alcuni giornalisti che riferivano di averlo sentito tossire. In ogni caso “l’ordine delle precedenze” è prefissato. Il ministro degli Esteri, 46 anni, è vice di fatto, essendo stato nominato dal premier a suo tempo anche Primo segretario di Stato, “dopo di lui – ha sottolineato il portavoce – segue il cancelliere dello Scacchiere”: che da pochi mesi è il 39enne Rishi Sunak.

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