Decreto debiti P.A.: il Consiglio dei Ministri si riunisce domani con la benedizione della Bce

Debiti Pubblica Amministrazione, dopo diversi rinvii è stato deciso: domani mattina alle 10.30 si riunisce il Consiglio dei Ministri, chiamato ad approvare il decreto sul pagamento dei debiti alle imprese.  Quindi il Governo è pronto a sbloccare i primi 40 miliardi. La parola d’ordine: velocizzare, considerando i vari  stop del precedente Cdm. Anche la Bce si dice d’accordo e infatti, Mario Draghi dichiara: “la misura di stimolo più importante che un Paese possa dare è restituire gli arretrati, che in alcuni casi valgono diversi punti di Pil”. Nel frattempo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, oggi pomeriggio salirà al Quirinale, per illustrare i contenuti del decreto al Presidente della Repubblica.

Tre rinvii prima dell’Ok

Come volevasi  dimostrare. Il nulla di fatto per il decreto sui debiti della Pubblica Amministrazione, è arrivato puntale:  è stato rinviato nei prossimi giorni. Stasera alle 19, infatti, doveva definirsi il testo del decreto sui debiti commerciali della P.A. Il ministro dell’Economia Grilli, d’accordo con il collega Passera, ministro dello Sviluppo economico, ha infatti manifestato a Monti la necessità di “proseguire gli approfondimenti” dopo le risoluzioni approvate martedì da Camera e Senato. Da Palazzo Chigi è stata diffusa la nota: “II Ministro dell’Economia e Finanze Vittorio Grilli, in accordo con il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, anche a seguito delle articolate risoluzioni approvate da Camera e Senato – si legge – ha fatto presente al Presidente del Consiglio l’opportunità di proseguire gli approfondimenti necessari per definire il testo del decreto sui pagamenti dei debiti commerciali della P.A. Pertanto il Consiglio dei Ministri previsto per oggi si terrà nei prossimi giorni”. Li hanno definiti ‘approfondimenti’, ma secondo i maligni potrebbe trattarsi di una presa di coscienza scatenata dopo le decine di critiche che hanno fatto alzare il polverone di polemiche. Effettivamente non si possono dare 40 miliardi di euro per ‘far respirare le imprese’ da un lato e tartassare ancora i cittadini togliendoci, per restare in tema, anche l’aria che si respira.

Le associazioni delle imprese hanno ricevuto un invito
Da quanto è emerso da fonti ufficiali le associazioni di categoria sono state invitate per partecipare alla riunione di questa sera alle 18:30, al Ministero dell’Economia, con il capo di gabinetto ed il capo dell’ufficio legislativo. Il tema sul quali si confronteranno è il nodo del decreto sui pagamenti dei debiti commerciali della Pubblica amministrazione. Intanto è iniziato da poco l’incontro a palazzo Chigi tra il Governo e l’Anci, circa i temi legati al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e la nuova tassa sui rifiuti, la Tares. Presenti al tavolo della discussione: il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, il ministro per l’Ambiente Corrado Clini e il titolare per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca.  Graziano Delrio, presidente dell’Anci ha ribadito:  “lo sblocco delle risorse per il pagamento alle imprese è urgente e indispensabile, soprattutto perché i comuni non hanno bisogno di trovare risorse visto che queste sono già a disposizione dei sindaci. Noi non vogliamo aspettare – ha precisato il rappresentante  – e speriamo che nelle prossime ore una soluzione definitiva venga messa a punto dal governo”.

Nel provvedimento per il pagamento dei debiti della P.A. non è prevista la possibilità di aumentare l’addizionale Irpef regionale, anticipando a quest’anno la maggiorazione che scatterà nel 2014. L’ipotesi non è contenuta nel testo oggi in arrivo al Cdm. “Da notizie riportate da alcuni mezzi di informazione, la bozza di decreto per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese, oggi in Consiglio dei Ministri, conterrebbe un’anticipazione della possibilità di aumento dell’addizionale Irpef dal 2014 al 2013. Se così fosse, sarebbe una misura inaccettabile sia nel merito che nel metodo”. Lo ha specificato Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd, sottolineando che lo è, “nel merito, perché un ulteriore aumento di imposte aggraverebbe la pesante recessione in corso e annullerebbe gli effetti anticiclici dello sblocco dei pagamenti finanziato a debito” e “nel metodo, perché ieri il Parlamento ha approvato le risoluzioni sulla Relazione di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza nella quale non vi è alcun riferimento all’anticipo della misura né accenni sono stati fatti dai ministri auditi dalle Commissioni Speciali di Camera e Senato”. “Auspichiamo – dichiara infine  Fassina – che si tratti di errore e che il Governo confermi quanto contenuto nella Relazione vagliata dal Parlamento”.

 

 

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