Per l’esponente Pd, intervistato da Repubblica, la corsa deve essere a due e entro l’inizio di febbraio: “L’italia è piena di problemi seri e gravi, le opposizioni devono concentrarsi sulle risposte da dare ai cittadini. In un contesto economico e sociale così difficile, non possiamo permetterci di sprecare tempo a parlare di regole delle primarie. Esattamente come abbiamo perso dei mesi a discutere di un presunto federatore”
A Elly Schlein dice che “bisogna fare in fretta le primarie, entro inizio febbraio”. E a Giuseppe Conte di “accettare la corsa a due, a turno unico, visto che altri candidati accreditati per la vittoria ai gazebo non ci sono”. A suggerirlo è Dario Franceschini, che in un’intervista a Repubblica chiede al Campo largo di non perdersi in un dibattito ombelicale “mentre il mondo va in pezzi”. La richiesta sarà al centro della convention del correntone Pd a Montepulciano.
“L’italia è piena di problemi seri e gravi, le opposizioni devono concentrarsi sulle risposte da dare ai cittadini, indicare delle soluzioni che una maggioranza impegnata a usare in modo spregiudicato tutti gli strumenti a sua disposizione è incapace di offrire. In un contesto economico e sociale così difficile, non possiamo permetterci di sprecare tempo a parlare di regole delle primarie. Esattamente come abbiamo perso dei mesi a discutere di un presunto federatore”, dice Franceschini intervistato da Giovanna Vitale.
Quindi, “dato che tutti dicono che l’unico punto di caduta possibile è quello, bisogna fare bene, ma in fretta. La partecipazione popolare, se interpretata da tutti gli alleati nello stesso modo, non è da temere, può diventare un elemento virtuoso, unificante e mobilitante per dare slancio alla campagna elettorale. Ovviamente a certe condizioni”.
Serve una gara due perché “alcune personalità esterne potrebbero usare i gazebo come una specie di palcoscenico, pur sapendo che solo Conte e Schlein possono vincere. Tanto vale allora fare una cosa trasparente davanti al paese, che poi è quella politicamente più comprensibile. A due invece “sembrerebbe logico. Con un turno unico, oltretutto, si possono accorciare i tempi. Le primarie vanno fatte non oltre gli inizi di febbraio, con una precondizione: entro novembre vanno sottoscritti dei punti programmatici comuni”.
“Se hai dieci sfidanti devi fare il doppio turno, non è pensabile eleggere il candidato premier del centrosinistra che so, con il 18%. Il primo round diventerebbe il luogo della conta, pur essendo chiaro che al ballottaggio arriveranno la segretaria del Pd e il presidente 5s”, dice Franceschini. “Basta guardarsi attorno: se non ci diamo un percorso e delle scadenze finisce che nei prossimi mesi discutiamo solo di chi fa il leader e come lo scegliamo. Non è ciò che gli italiani, alle prese con una crisi enorme, si aspettano da noi”.
Conte però ha già detto che non vuole il duello, come si fa? “Giuseppe è un uomo ragionevole. Quando si sta in coalizione bisogna venirsi incontro: sulle regole e sui tempi più veloci che chiede lui. Conte ha il merito di aver schierato il M5s nel campo progressista. E in questi anni abbiamo dimostrato di saper lavorare insieme, non solo al governo – il seme da cui è germogliata l’alleanza – ma anche facendo tante battaglie comuni in parlamento e vincendo in molte città e regioni. Questo sì frutto della linea testardamente unitaria di Elly Schlein. Un accordo alla fine l’abbiamo sempre trovato. Stavolta non sarà diverso”, chiude Franceschini.
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