Alcuni aerei della compagnia Alitalia in sosta all'aeroporto ''Leonardo Da Vinci'' di Fiumicino, Roma, 23 marzo 2020. Secondo fonti la newco parte con 25-30 aerei. ANSA / TELENEWS

Alitalia e nuovo marchio ‘Ita’

Dire Alitalia oggi vuol dire ‘crisi’ con più di 10mila posti di lavoro per il personale direttamente coinvolto e 30mila che ne costituiscono l’indotto. Dire Alitalia oggi richiama  l’Unione Europea che sul futuro di Alitalia mette in gioco la sua identità visto che si parla di  perdita del logo con il divieto chiesto da Bruxelles per la Newco Ita di non utilizzare il marchio Alitalia per almeno due anni.

La notizia è arrivata dalla conferenza stampa di Mario Draghi.  Oltre agli ingenti costi a cui dovrebbe andare incontro la nuova società per mettere in campo una campagna di comunicazione mastodontica con l’obiettivo di rendere riconoscibile ed attrattivo il nuovo brand, c’è un problema ancora più grande, ovvero la perdita di un brand italiano identitario. Il marchio è l’elemento di conformità, ciò che qualifica un’azienda, ne rappresenta la storia e la riconoscibilità in ambito comunicativo; se in termini economici la discontinuità del marchio accoglierebbe la richiesta voluta dalla Commissione europea, dall’altro lato assisteremo alla cancellazione dell’identità che ha reso storica e grande un’azienda che rappresenta l’Italia nel mondo da 75 anni.

Il nuovo marchio che dovrebbe essere “ITA”.

Che cosa sarà la futura Compagnia di bandiera italiana senza il suo nome d’origine: Alitalia? Sicuramente una sfida nuova, un’azienda non conosciuta, non identificativa, senza una storia. Togliere quel marchio è cancellare un’identità precisa che rappresenta l’Italia nel mondo.

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