Alemanno a Meloni: “Chiami Vannacci, e si dimetta, questo governo non produce più nulla”

“Il signore che ha parlato si chiama Bocchino ed è fondamentalmente il portaparola di Giorgia Meloni. Questa è la strategia che è già stata studiata. Quindi non siamo noi ad avere pianificato questa strategia”. Così il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci a Orvieto.

Gianni Alemanno alza il livello dello scontro con Giorgia Meloni e, dal Forum dell’Indipendenza italiana di Orvieto, chiede alla presidente del Consiglio di aprire un confronto diretto con Roberto Vannacci. Ma nello stesso intervento arriva anche un giudizio durissimo sull’esecutivo: Meloni, sostiene, dovrebbe «porre a termine un’esperienza di governo che non produce più nulla».

Il messaggio politico è doppio. Da una parte Alemanno considera il centrodestra l’interlocutore naturale di Futuro Nazionale; dall’altra marca una serie di distanze che riguardano soprattutto Europa, guerra in Ucraina e immigrazione. All’appuntamento di Orvieto Fratelli d’Italia era stato invitato, ma secondo gli organizzatori non è arrivata una risposta.

«Il generale Vannacci ha detto con chiarezza che se Giorgia Meloni lo chiama, se si fa sentire, lui è disponibile a parlare e confrontarsi», ha affermato Alemanno. «Lei è il leader del centrodestra, quindi sta a lei alzare il telefono e aprire un confronto con Futuro Nazionale».

Lo stesso Vannacci ha definito in queste ore il centrodestra «il naturale interlocutore» della sua formazione, precisando però che Futuro Nazionale non intende rinunciare alle proprie posizioni.

Alemanno non si limita a chiedere un dialogo. «Noi chiediamo le elezioni e siamo pronti», ha dichiarato, accusando inoltre il governo di aver ostacolato Futuro Nazionale attraverso l’aumento del numero di firme necessarie per presentarsi alle elezioni.

Le distanze politiche indicate da Alemanno sono precise. «Per noi ci sono dei punti inderogabili», ha spiegato, citando «il termine delle sanzioni alla Russia e degli aiuti all’Ucraina», una critica forte all’Unione europea e una linea più rigida sull’immigrazione.

L’affondo più diretto riguarda però l’identità politica della premier. «Giorgia Meloni deve decidere cosa vuole fare da grande: se vuole fare la conservatrice che si inserisce nel Ppe o stare nel grande movimento del sovranismo che sta montando in tutta Europa», ha detto Alemanno. La stessa alternativa era già stata indicata durante il Forum come uno dei punti centrali del confronto tra Futuro Nazionale e la destra di governo.

Nel ragionamento entra anche Alternative für Deutschland. Alemanno respinge la rappresentazione dell’AfD come «un gruppo di pazzi neonazisti» e la descrive invece come una forza che, a suo giudizio, affronta «realisticamente» i problemi tedeschi. Si tratta della valutazione politica dell’ex sindaco: l’AfD resta una formazione nazionalista e fortemente critica verso l’attuale assetto dell’Unione europea.

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