Scuola, cosa cambia con la Manovra 2020

La Manovra economica 2020 approvata definitivamente a un passo dal Natale prevede innanzitutto lo stanziamento di risorse per evitare il temuto aumento dell’Iva, il bonus alle famiglie per l’asilo nido dei figli, il rinvio e il taglio per plastic tax e sugar tax. Sono poi introdotte alcune misure per la scuola, che tuttavia sono state criticate da più parti perché ritenute insufficienti.

In primo luogo, sono gli insegnanti a criticare la Manovra 2020 perché l’aumento di stipendio previsto è considerato troppo basso. Il giudizio più negativo, però, è arrivato dallo stesso Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, del Movimento 5 Stelle, che a sorpresa ha annunciato le sue dimissioni a Natale, accusando il governo di aver stanziato “troppi pochi fondi” per la scuola nella Manovra economica.

Fioramonti aveva chiesto almeno 3 miliardi di euro per la scuola, ma il governo alla fine ha stanziato appena 1 miliardo e 977 milioni di euro, meno di 2 dunque. Una somma che per il Ministro dell’Istruzione non è sufficiente “a tamponare le emergenze”. Cosa prevede la Manovra 2020 per la scuola.

 La maggior parte delle risorse destinate alla scuola è per il rinnovo del contratto degli insegnanti, che con uno stanziamento di circa 1,7 miliardi di euro aumenterà di circa 80 euro lordi mensili lo stipendio di circa 800 mila docenti. Le risorse per questi aumenti, ritenuti insufficienti dagli insegnanti, saranno in parte recuperate dal bonus di 500 Carta docente che è stato abolito.

 Dal 2020, vengono stanziati 30 milioni di euro annui da destinare al Fondo unico nazionale per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici, in modo da aumentare la retribuzione di posizione di parte variabile e quella di risultato.

Nel 2020 è previsto un aumento di 31 milioni di euro del Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio. In modo che diminuiscano gli studenti idonei alle borse di studio ma non beneficiari per mancanza di risorse.

 La Manovra riduce la detraibilità  di queste spese per i contribuenti che hanno un reddito complessivo, al netto di quello relativo all’abitazione principale e alle relative pertinenze, superiore a 120 mila euro. Si tratta delle spese per la frequenza di corsi di istruzione scolastica e universitaria; le spese per minori o maggiorenni con diagnosi di Dsa, disturbo specifico dell’apprendimento; canoni per contratti di ospitalità, atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative, dagli studenti iscritti ad un corso di laurea presso una università ubicata in un comune diverso da quello di residenza; erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro. Il bonus Irpef al 19% viene progressivamente ridotto peri redditi da 120 mila a 240 mila euro, fino all’azzeramento al di sopra di quest’ultima soglia.

 La Manovra prevede anche la detraibilità del 19% di un importo non superiore a mille euro delle spese sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento a corsi per lo studio e la pratica della musica di ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni. Questa detrazione è riconosciuta ai contribuenti con reddito complessivo non superiore a 36mila euro.

 Nel 2020 sono aumentate di 11 milioni di euro le risorse per la formazione dei docenti per potenziare la qualificazione in materia di inclusione scolastica. Negli anni 2020, 2021 e 2023 è previsto lo stanziamento di un milione di euro in ciascun anno per migliorare la qualificazione in materia di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo. All’anno scolastico 2021/2022 è posticipata l’eliminazione delle disposizioni che prevedono la possibilità di collocare fuori ruolo docenti e dirigenti scolastici per assegnazioni presso enti attivi nel campo delle tossicodipendenze, della formazione e della ricerca educativa e didattica o presso associazioni professionali del personale direttivo e docente.

 La Manovra istituisce il fondo “Asili nido e Scuole dell’infanzia” con lo stanziamento di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e di 200 milioni di euro per gli anni anni dal 2024 al 2034. Il fondo servirà a finanziare le opere di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici di proprietà dei Comuni destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia. Inoltre, dal 2020 fino al 2024, saranno assegnati fino a un massimo 500 milioni di euro all’anno ai Comuni, per la realizzazione di opere pubbliche che comprendono la messa in sicurezza delle scuole e l’eliminazione delle barriere architettoniche. Questi contributi saranno stabiliti con decreto del Ministero degli Interni entro il 31 gennaio 2020, sulla base della popolazione residente in ciascun Comune al primo gennaio 2018.

 Dal 2020 è introdotta con frequenza biennale l’attualizzazione degli standard organizzativi delle strutture e delle attività didattiche degli Its. Nello stesso anno, inoltre, è previsto lo stanziamento di 15 milioni di euro provenienti dal Fondo per l’istruzione e formazione tecnica superiore e destinati ad investimenti in conto capitale non inferiori a 400mila euro per l’innovazione tecnologica 4.0 di sedi e laboratori.

 Per le Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam), dal 2020, viene aumentato il fondo per il funzionamento di 1,5 milioni di euro per consentire iniziative in favore di studenti con disabilità e con disturbo specifico di apprendimento (Dsa) e di 10 milioni per compensare le minori entrate derivanti dalla no-tax area.

Nel 2020 aumenta di 12,5 milioni di euro il contributo per le scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità.

 Viene aumentata di 390 posti la dotazione organica dei docenti nella scuola dell’infanzia, per potenziare l’offerta formativa.

 La Manovra economica prevede dal 2020 un aumento di un milione di euro per il Fondo di finanziamento ordinario per promuovere nelle università l’inserimento di corsi sugli studi di genere. Il fondo sarà aumentato di 5 milioni di euro nel 2021, di 15 milioni nel 2022, di 25 milioni nel 2023, 26 milioni nel 2024, 25 milioni per ciascuno degli anni 2025 e 2026 e di 46 milioni annui a decorrere dal 2027.

 A partire dal 2020, viene ridotto da 25,8 milioni di euro a 11,6 milioni di euro il limite di spesa in merito all’utilizzo, da parte delle università, di docenti in servizio presso istituzioni scolastiche per svolgere attività di tutor nei corsi di laurea in scienze della formazione primaria.

 Infine, per potenziare la ricerca nelle università, negli enti e istituti di ricerca pubblici e privati, viene istituita, con un fondo dedicato, l’Agenzia nazionale per la ricerca (Anr). Le risorse destinate, che serviranno a coprire le spese di funzionamento e i costi del personale, sono di 25 milioni di euro per il 2020, 200 milioni per il 2021 e 300 milioni annui dal 2022.

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