Migranti e polemiche

“Basta polemiche sui migranti, sono sbagliate e invito tutti, anche i governatori del nord, a recuperare il buon senso. Non serve occupare le prefetture e fare proclami, specie se chi lo fa è lo stesso che protesta contro le leggi che ha firmato quando era ministro”, afferma il premier. All’opposto delle sanzioni, si potrebbe studiare un sistema di incentivi ai comuni che accolgono i migranti. Sulla gestione dei migranti stiamo utilizzando il metodo Maroni. La scelta di dividere i profughi in diverse regioni è una decisione di Maroni, che adesso si è svegliato e dice il contrario. Ma diciamo la verità, non ci interessa che su questo tema si faccia battaglia tra i partiti, non ha senso. Per tanti anni la politica italiana ha pensato di fare da sola, dalla Bossi-Fini all’accordo di Dublino, fino ad una iniziativa molto nobile come Mare nostrum, ma non è possibile che il fenomeno sia gestito come fatto sino ad oggi. Renzi al G7 ha detto ai leader europei che il piano di accoglienza per 24mila profughi non è sufficiente. Certo è difficile andare in Europa e dire ‘accoglieteli voi’ come fa chi, come la Lega, al Parlamento europeo poi vota sempre contro ogni soluzione, ha spiegato il premier sottolineando: “Ci siamo dati una tempistica, da qui al Consiglio Ue del 25 e 26 cercheremo una soluzione. L’intervento del premier arriva dopo che in mattinata il leader della Lega Matteo Salvini ha scritto sul suo profilo Facebook: “Se Renzi e Alfano pensano di prendere il Nord come luogo di soggiorno, a scrocco, per i clandestini, hanno sbagliato tutto! Pronti a bloccare le prefetture e presidiare le strutture, con l’aiuto di tanti cittadini perbene stanchi del razzismo del governo verso gli italiani!” Il presidente della Lombardia Roberto Maroni è tornato a dichiarare: “Stiamo facendo una serie di proposte, una cosa certa è che si può fare. Parlo dei fondi della Regione, decido io dove metterli”. Nessuna marcia indietro, quindi, in relazione alla possibilità di tagliare i fondi ai Comuni che decidessero di ospitare nuovi immigrati. Maroni insiste sul fatto che “l’emergenza c’è, il Governo deve risolverla, non deve farlo mandando in giro la gente”. A rispondere a distanza al governatore di Lombardia, ma anche di Liguria e Veneto, che hanno affiancato Maroni è il ministro dell’Interno Angelino Alfano. ”Riteniamo profondamente ingiusto nei confronti di quelle regioni soprattutto quelle del Sud che hanno aiutato lo Stato a fronteggiare l’emergenza immigrati che si dica, con un atteggiamento egoista, che se la sbrighino al Sud. E’ un atteggiamento di odio verso il Sud’. Chiediamo un’equa distribuzione in Italia come l’abbiamo chiesta in Europa”. Nel pieno del ciclone immigrazione, stretti tra le disposizioni del Viminale e la resistenza dei governatori delle regioni del Nord, i prefetti italiani continuano a lavorare nonostante le difficoltà, affrontate senza strumenti straordinari, ma avvertono che non vogliamo essere oggetto della disputa politica. Ci stiamo attrezzando secondo le disponibilità, in alcune regioni incontriamo maggiori difficoltà, dice Claudio Palomba, presidente del Sinpref, Sindacato Prefetti: “Non vogliamo entrare nelle diatribe politiche, invitiamo solo a fare una riflessione sul ruolo delle prefetture e sul futuro dell’istituzione. Quanto sta accadendo in questo momento dimostra a tutti, anche a chi voleva l’abolizione delle prefetture, che sarebbe estremamente pericoloso allontanare la sicurezza dai territori. E non parlo solo di prefetture ma anche di questure e comandi provinciali. Immaginiamo cosa potrebbe significare la gestione di un problema del genere senza la presenza di un ‘tecnico’, di una figura imparziale, in grado di porsi tra vari livelli di amministrazione locale che magari sono di orientamento politico opposto tra loro. Forse i tagli andrebbero fatti più nell’amministrazione centrale che in periferia”. Ancora più netto il giudizio di Antonio Corona, presidente di Ap (Associazione Prefettizi) e prefetto di Lodi: “A chi dice di voler bloccare le prefetture rispondiamo che le manifestazioni del pensiero vanno assolutamente consentite e rispettate finché si mantengono all’interno dei limiti della legalità. Noi, in questa fase di emergenza, cerchiamo di fare fino in fondo il nostro dovere, ma sia chiaro che stiamo intervenendo, facendo letteralmente i salti mortali, con strumenti ordinari in una situazione che è oggettivamente straordinaria”.

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