Confindustria: “Barca in tempesta, remiamo tutti insieme”

“Possibili impatti sull’occupazione possono derivare dalla causa crisi economica”. E’ quanto afferma il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in un’intervista con i giornalisti a margine di un convegno a viale dell’Astronomia. “Auguriamoci – ha aggiunto – di trovare la capacità di reagire e di bloccare questa emorragia”. “In questa situazione – ha sottolineato ancora Squinzi – è chiaro che stiamo fronteggiando un momento molto, molto difficile con un impatto diretto sull’economia reale e probabilmente sull’occupazione”. “Siamo in una barca nella tempesta e dobbiamo remare tutti nella stessa direzione”, risponde il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi ai giornalisti che gli chiedevano se a suo parere il governo Monti arriverà a fine legislatura.

“I problemi della politica non li conosco quindi non posso esprimermi – ha sottolineato – ma certamente la situazione è complicata e abbiamo bisogno di molta coesione e compattezza”. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, esclude che l’Italia sia sullo stesso livello della Spagna. “Credo”, ha detto a margine di un convegno, “che il nostro paese sia molto più forte. Siamo molto più competitivi e oltretutto non abbiamo l’esplosione della bolla immobiliare”. “In mancanza di misure incisive da parte dell’Europa” l’innalzamento dello spread “può avere una sua logica”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, conversando con i giornalisti.

Inoltre, ai giornalisti che gli hanno chiesto quali siano le sue maggiori preoccupazioni in questi periodo, il presidente di Confindustria ha affermato: “Che continui l’attacco della speculazione internazionale contro l’Europa e contro l’Italia”. Per fronteggiare la crisi e la speculazione “dobbiamo andare con più decisione verso gli stati uniti d’Europa”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a margine di un convegno a viale dell’Astronomia. “Anche la Germania – ha aggiunto conversando con i cronisti – non può pensare di sopravvivere da sola a una dissoluzione dell’euro e dell’Europa”.

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