Claudio Dematté, costruttore di futuro e di talenti

Una figura complessa, quella di Claudio Demattè, di assoluto rilievo nel panorama economico e culturale del nostro Paese, che ha attraversato più di trent’anni di storia italiana. Trentino di nascita, noto per le sue esperienze ai vertici di Rai e Ferrovie dello Stato e per altri prestigiosi incarichi in seno al mondo accademico, finanziario, imprenditoriale e culturale; tra le tante attività è stato anche il fondatore della scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. La sua biografia e la sua eredità culturale sono ora ripercorse in un volume, che ospita anche moltissime testimonianze dirette, presentato oggi alle Gallerie di Piedicastello alla presenza dell’assessore provinciale allo sviluppo economico ricerca e lavoro. Curata da Mauro Marcantoni, Roberto Nicastro e Michele Andreaus, la pubblicazione è stata realizzata e sostenuta dall’Associazione Amici di Claudio Demattè e dalla Fondazione Museo storico del Trentino.

Nella tavola rotonda che, partendo dai temi legati alla figura di Dematté ha voluto tracciare gli scenari economici e sociali attuali e futuri nel contesto globale e locale, l’assessore provinciale ha commentato che “Per il Trentino, ma anche per l’Italia e per l’Europa, è un momento particolare. Una forte ripresa economica accompagnata dalla crescita del costo delle materie, dallo shock energetico e dalla mancanza di lavoratori, potrebbe essere ‘la tempesta perfetta’. Dobbiamo recuperare terreno sul fronte della forza lavoro: dobbiamo saper qualificare, guidare le competenze, far evolvere il mercato”. “Il Trentino viveva già prima della pandemia una condizione migliore rispetto all’Italia. Sulle politiche attive del lavoro l’Italia ha compreso che è importante muoversi verso la qualità. Sarà un sfida nella sfida per il nostro territorio mettere a terra le risorse che stanno arrivando, coniugando nel contempo le performance trentine ai parametri voluti dalla misura nazionale”, ha detto l’assessore.

Il direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, in apertura dell’incontro, ha ricordato Dematté come une figura emblematica, capace di dare una direzione di marcia alla comunità: “un uomo straordinario, di finanza e cultura; una terra come la nostra per non essere periferica ha bisogno di farsi accompagnare da figure di questo tipo. Serve una rilettura critica, per riappropriarsi di un’appartenenza non chiusa e autoreferenziale”.

L’appuntamento è stato suddiviso in più momenti: dopo le testimonianze di chi ha conosciuto e apprezzato Claudio Dematté e anche di chi non ha avuto l’opportunità di conoscerlo, ma è in qualche modo legato alla sua figura, è stata la volta di uno studente di Sociologia all’Università di Trento che ha usufruito di una borsa di studio voluta dall’associazione Amici di Claudio Demattè per sostenere i giovani studiosi. Anche grazie a questa opportunità, per la quale ha potuto specializzarsi presso la London School of Economics, il giovane si è avviato nell’ambito degli studi economici, giungendo fino all’attuale posizione in seno alla Commissione Europea, nella quale ha ruolo di funzionario per l’Italia nel programma di sviluppo Next Generation EU.

A lavori della terza sessione, oltre all’assessore provinciale, hanno partecipato anche una studiosa trentina della John Hopkins University, il presidente della Borsa Italiana, già rettore dell’Università Bocconi e uno dei curatori del volume e docente dell’Università di Trento, presidente dell’Associazione Amici di Claudio Dematté, che hanno contribuito a tracciare un interessante quadro degli scenari globali futuri.

L’assessore provinciale, dopo le considerazioni sulle difficoltà legate al costo delle materie prime e al reperimento di manodopera qualificata, in conclusione dell’incontro ha ricordato che soprattutto l’innovazione e la tecnologica sono alleati per contrastare alcuni trend negativi: “La tecnologia, la ricerca, l’innovazione sono delle vie d’uscita per il nostro territorio, ma non si esce dall’imbuto solo con un grande investimento: è necessario ottenere dall’applicazione di questo piano una resa sociale ed economica di valore”.

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