A due mesi dalle elezioni di sabato 8 e domenica 9 giugno sono tre i candidati alla carica di presidente della Regione Piemonte. Due donne sfideranno il presidente uscente Alberto Cirio, il candidato del centrodestra che ha annunciato la sua ricandidatura il 29 febbraio.
Il 16 marzo ha risposto il Pd con Gianna Pentenero, 60 anni, attuale assessore a Lavoro, Sicurezza, Polizia Municipale, Attività Produttive del Comune di Torino. Nei giorni scorsi, infine, è arrivato il terzo candidato dal Movimento 5 Stelle, che ha messo in campo Sarah Disabato, 35enne di Collegno, consigliera regionale uscente.
Le regionali in Piemonte così si terranno nella stessa data delle elezioni europee e del primo turno delle elezioni amministrative: sabato 8 e domenica 9 giugno. Per quanto riguarda gli orari i seggi resteranno aperti dalle ore 07:00 alle ore 23:00.
Come avvenuto cinque anni fa, per lo spoglio si darà la precedenza alle elezioni europee, poi alle regionali e infine alle amministrative nei Comuni chiamati a eleggere un nuovo sindaco.
La legge elettorale per le elezioni regionali in Piemonte è stata modificata a inizio luglio 2023; nel dettaglio il testo è stato approvato dal Consiglio regionale con 31 voti favorevoli, 10 astenuti, 2 contrari.
Cambia il sistema elettorale: 40 seggi sono attribuiti con sistema proporzionale in liste circoscrizionali concorrenti e 10 invece con sistema maggioritario sulla base di liste regionali abbinate al candidato Presidente.
Il premio di maggioranza determina che alla coalizione vincente vada almeno il 55% dei seggi, ovvero 28, in caso di vittoria con una percentuale inferiore al 45% dei voti validi; almeno il 60% dei seggi, cioè 30, in caso di vittoria uguale o superiore al 45% e inferiore o uguale al 60% dei voti validi; infine almeno il 64% dei seggi, quindi 32, in caso di vittoria con percentuale uguale o superiore al 60% dei voti validi.
Le circoscrizioni elettorali risultano immutate rispetto alle attuali. Non cambia molto invece per le soglie di sbarramento: coalizioni almeno al 5% dei voti validi e le liste che singolarmente abbiano conseguito un risultato superiore al 3%.
In nome della parità di genere, nessuno dei 2 sessi, sia nelle liste circoscrizionali sia in quelle regionali, può essere rappresentato in misura superiore al 60% dei candidati tenendo inoltre conto dell’alternanza fin dove possibile: viene introdotta la preferenza di genere permettendo all’elettore di esprimere fino a 2 preferenze, con annullamento della seconda in caso di preferenze per candidati dello stesso sesso. Infine è ammesso il voto disgiunto.
Alla fine la corda tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein sembra essersi spezzata sul serio. Almeno per questo tratto di strada che corre all’impazzata verso le Europee. Con tanto di attacco del leader pentastellato che chiede alla segretaria Dem di restare fedele al suo impegno di far fuori dal partito democratico “cacicchi e capibastone”. Il M5S, infatti, dopo lo ‘strappo’ di Bari, quando Conte, in seguito alla nuova inchiesta sulla compravendita di voti, decide di rinunciare alle primarie con il Pd, anche in Piemonte sceglie la corsa in solitaria candidando Sarah Disabato. E lasciando la ‘prescelta’ dei Dem Gianna Pentenero al suo destino, dopo mesi di inutili incontri tra gli ‘sherpa’ di quello che, fino a qualche giorno fa, ancora qualcuno chiamava ‘campo largo’.
Così, a meno di qualche altra sorpresa dell’ultim’ora, il presidente uscente del Piemonte Alberto Cirio dovrà vedersela con entrambe le candidate. E da queste “divisioni del centrosinistra”, osserva il deputato di FI Alessandro Cattaneo mal celando una certa soddisfazione, “il centrodestra non può che uscirne avvantaggiato”.
Gianna Pentenero di certo non è un nome nuovo della politica in Piemonte: sindaca dal 1993 al 2004 del Comune di Casalborgone, dal 2005 al 2010 dopo essere stata eletta in Regione è stata assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale, incarico poi ricoperto anche dal 2014 al 2019.
Negli ultimi anni invece è stata assessore al Comune di Torino dove ha avuto in mano i delicati dossier del Lavoro, delle Attività Produttive e delle Politiche per la Sicurezza. Adesso per lei c’è l’avventura alle elezioni regionali Piemonte 2024.
Dopo un lungo testa a testa tra Chiara Gribaudo e Daniele Valle, alla fine il Pd piemontese ha deciso di virare sulla figura di Gianna Pentenero, con la coalizione di centrosinistra che dovrebbe comprendere i moderati ma non il Movimento 5 Stelle.
Una spaccatura che potrebbe essere decisiva ai fini del risultato elettorale: per i sondaggi il presidente in carica di centrodestra Alberto Cirio sarebbe oltre il 50% delle preferenze, con la divisione tra Pd e M5s che sembrerebbe rendere la corsa di Gianna Pentenero quasi proibitiva.
Sarà Sarah Disabato la candidata del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali in Piemonte, il prossimo 8 e 9 giugno. L’attuale coordinatrice regionale contenderà la poltrona di Presidente della Regione all’attuale governatore Alberto Cirio (FI), candidato unico del centrodestra e a Gianna Pentenero (PD), candidata della coalizione di centrosinistra.
La “designazione” è arrivata nel corso della conferenza stampa convocata il 6 aprile, ponendo definitivamente fine alle – seppur flebili – speranze di ricomposizione del campo largo di centrosinistra. Come ampiamente annunciato, a differenza di quanto avvenuto in Sardegna, Abruzzo e Basilicata, in Piemonte Pd e M5S correranno divisi.
Sul tavolo c’erano anche i nomi dell’ex senatrice Susy Matrisciano, del consigliere regionale Ivano Martinetti e dell’ex assessore del comune di Torino, Alberto Unia.
Alla fine a spuntarla è stata Sarah Disabato, torinese classe 1988, una laurea in Scienze Biologiche all’università degli Studi di Torino. Disabato è consigliera regionale uscente. Nel Movimento 5 Stelle dal 2013, è stata eletta al consiglio comunale di Collegno nel 2014, poi nel 2019 viene eletta per la prima volta in Consiglio Regionale.
La candidata governatrice: “Siamo alternativa a decenni di centrodestra e di centrosinistra. Da questa giornata parte il percorso del Movimento 5Stelle per cambiare volto al Piemonte, per proporre un’alternativa a decenni di centrodestra e di centrosinistra”. Sono le parole dell’aspirante governatrice sulla sua pagina Facebook che in un lungo post ha sottolineato che la parola chiave della sua campagna elettorale sarà ‘diritti’.
“Diritti che spesso in questa regione non sono tutelati e garantiti, a partire dal diritto alla salute. In questi 5 anni Cirio, e prima ancora Chiamparino, hanno svenduto la sanità pubblica al privato”.
La candidatura di Sarah Disabato in Piemonte suona come il canto del cigno del campo largo di centrosinistra. Non sfugge, infatti, la tempistica scelta dai Cinquestelle per rompere gli indugi dopo settimane di tentennamenti, ovvero all’indomani dell’asprissimo scontro in Puglia tra il leader pentastellato, Giuseppe Conte e la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. La segretaria democratica, infatti, che ha accusato il Movimento5Stelle di slealtà per aver ritirato il proprio candidato a pochi giorni dalle primarie per le elezioni comunali a Bari a seguito della vicenda giudiziaria che ha coinvolto alcuni esponenti del Pd pugliese. Accuse che non sono state gradite da Giuseppe Conte che risponde così all’apertura della segretaria dem che ha dichiarato di essere comunque disponibile a cercare di sanare la spaccatura.
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