Umberto I. No green pass devastano il pronto soccorso

Devastato il pronto soccorso dell’Umberto I da un gruppo di manifestanti no green pass coinvolti nelle violenze di ieri a Roma. Nel reparto era stato ricoverato un manifestante ferito, già in stato di fermo, quando si sono presentate una ventina di persone che hanno creato il panico nel pronto soccorso dell’ospedale romano, devastandolo.

La persona in stato di fermo domani sarà processata per direttissima. Durante il triage, l’uomo ha insultato e aggredito, non solo verbalmente, alcuni operatori sanitari e il personale di vigilanza. ontemporaneamente all’esterno del Pronto Soccorso si erano radunati almeno 30/40 manifestanti violenti che hanno preso di mira con urla e slogan gli operatori sanitari.

“Solidarietà ai medici, infermieri e operatori sanitari del pronto soccorso dell’Umberto I di Roma, vittime di un vile attacco avvenuto questa notte” afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza. “Un altro atto di squadrismo ai danni di chi tutti i giorni lavora per tutelare la salute delle persone. Piena fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine affinché individuino al più presto i responsabili”.

“Un episodio gravissimo, bisogna fermare la violenza”, ha detto l’assessore regionale alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, che si è recato al Policlinico per esprimere solidarietà ai sanitari. “Un attacco inaudito ed intollerabile che ha coinvolto il Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I, dove ieri notte, medici ed infermieri sono stati costretti a sigillare i locali per arginare la pressione violenta dei manifestanti arrivati a decine. Ho voluto ringraziare questa mattina le nostre operatrici e i nostri operatori per il coraggio e la dedizione, non hanno fatto un passo indietro contro i violenti ed hanno sempre garantito l’assistenza. Il bilancio purtroppo parla di due operatori sanitari feriti, una infermiera ha ricevuto una bottiglia in testa e due agenti feriti. E’ intollerabile, giù le mani dal personale sanitario!”, ha continuato D’Amato.

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