Sgarbi, “scandalosa” scoperta a Roma: capolavori coperti da muffa


Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte, ha fatto visita alla Chiesa di San Marco a Roma, facendo un’amara scoperta. A denunciarlo è stato lo stesso Sgarbi, su ‘Facebook’.

La denuncia di Vittorio Sgarbi su ‘Facebook’

Nel tardo pomeriggio di martedì 17 maggio 2022, Vittorio Sgarbi ha scritto un primo post su ‘Facebook’, annunciando la sua visita alla Chiesa di San Marco a Roma.

Poi, dopo pochi minuti, il critico d’arte ha scritto un nuovo post: “Uno scandalo. Nella chiesa di San Marco a Roma, proprio accanto alla Soprintendenza che dovrebbe tutelarli, capolavori del ‘600 e ‘700 rovinati dalla muffa“. Vittorio Sgarbi, a riprova di quanto da lui denunciato nel post, ha anche pubblicato due eloquenti immagini scattate all’interno della basilica romana in cui si notano due dipinti ricoperti da uno strato biancastro.

Il post di denuncia pubblicato da Vittorio Sgarbi su ‘Facebook’ è stato condiviso oltre 100 volte e ha ricevuto oltre 150 commenti. “Vergogna”, “Che tristezza” sono alcuni dei commenti più frequenti degli utenti.

Vittorio Sgarbi ha denunciato quanto visto nella Chiesa di San Marco a Roma anche su ‘Twitter’. Su questo social network, il post del noto critico d’arte ha ricevuto oltre 300 “like”, è stato condiviso più di 40 volte e ha ricevuto oltre 40 commenti.

Alla scoperta della Chiesa di San Marco a Roma

La Chiesa di San Marco finita al centro della denuncia del critico d’arte Vittorio Sgarbi sui social network è uno dei tanti gioielli della Capitale. In piazza Venezia, proprio di fianco a Palazzo Venezia, a Roma, sorge la Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio, conosciuta più semplicemente come San Marco.

La chiesa, dedicata a San Marco Evangelista, fu costruita nel 336 da Papa Marco e, poi, ricostruita nell’833 da Papa Gregorio IV. Ai restauri del XVII e del XVIII secolo si deve la decorazione barocca che è possibile vedere oggi.

Risale al 1466 la facciata della chiesa, costituita da una loggia per le benedizioni simile a quelle che avevano anche San Pietro e San Paolo. La facciata è tradizionalmente attribuita a Leon Battista Alberti, anche se la storiografia recente generalmente la attribuisce al suo seguace Francesco del Borgo. La loggia sarebbe stata costruita e decorata con marmi sottratti al Colosseo e al Teatro di Marcello e proprio a queste costruzioni si conforma.

L’interno della Chiesa di San Marco a Roma, nonostante oggi appaia di chiara impostazione barocca, mantiene anche diversi notevoli elementi di epoche differenti, che testimoniano la millenaria storia della basilica.

Il mosaico di epoca bizantina dell’abside della chiesa di San Marco è quello originario. La basilica ospita gli affreschi con San Marco Papa e San Marco Evangelista sono del pictor papalis Melozzo da Forlì. Nella terza cappella della navata destra è possibile ammirare l’Adorazione dei Magi di Carlo Maratta. Nella chiesa di San Marco c’è, inoltre, la tomba di Leonardo Pesaro, realizzata da Antonio Canova. Una particolare menzione la merita il il soffitto ligneo, che reca incisi stemmi di papa Paolo II: si tratta, infatti dell’unico soffitto ligneo del XV secolo preservato a Roma, assieme a quello di Santa Maria Maggiore.

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