Dario Franceschini e gli altri si preparano a varare una maxi-corrente a sostegno di Elly Schlein, un modo per rispondere all’altrettanto maxi corrente ideata da Stefano Bonaccini qualche settimana fa. Da questo punto di vista, la neo-segretario ha perso la sua battaglia contro correnti e correntine: il Pd si ringiovanisce nella leadership, ma non cambia. Non cambia mai: lotte intestine, guerre di potere, battaglie di retroguardia. E infatti i risultati si vedono.
Non è un caso, peraltro, se il gradimento di Elly è calato dal 39% al 24% in pochi mesi. Il motivo sta nelle sue non scelte politiche: non dice davvero cosa vuol fare in Ucraina, non dice se il suo Pd è a favore o contro l’utero in affitto, sui migranti va alla deriva, sull’economia idee zero. L’unica battaglia che ha colto è quella sul salario minimo, prontamente smontata dal governo Meloni. Risultato: Schlein si ritrova alla guida di un partito senza avere né l’appoggio della maggioranza dei dirigenti (che hanno votato Bonaccini) né, ormai, quel presunto appoggio del “popolo” che all’inizio sembrava la sua forza. Non tira una buona aria.
In realtà nel Pd Franceschini nella nuova corrente pensa a chi mettere al posto di Elly Schlein. Non sarebbe poi una grande novità, visto che la perenne attività di quel partito è proprio il farsi e il disfarsi di correnti i cui leader si affannano ad arraffare posti negli organigrammi di potere.
Ma stavolta c’è di più. Perché, almeno stando al retroscena di Repubblica, la corrente che sta per nascere ha in mente già un progetto per il dopo Schein se le europee dovessero fornire un verdetto tombale per il partito. Ecco allora che si sono visti a cena Dario Franceschini, Nicola Zingaretti, Francesco Boccia, Marco Meloni (capofila dei lettiani), ma non Roberto Speranza, che “alla fine avrebbe deciso di sfilarsi”.
Obiettivo: sciogliere Area Dem, la corrente di Franceschini, per battezzare una nuova area che sulla carta è di supporto alla segretaria Elly Schlein ma che ha già pronto un piano B. “I colleghi di partito leggono l’operazione proprio come un piano B per il post-Schlein. Della serie: se la segretaria dovesse andare male alle Europee, la carta coperta sarebbe il sindaco di Firenze che sogna uno scranno a Bruxelles. Ma è una ricostruzione che viene smentita seccamente dagli interessati, che inquadrano la mossa all’opposto: strutturare un’area per sostenere Schlein, non certo per farle la guerra”.
In genere le smentite, soprattutto se sono molto seccate, si leggono come una conferma. “Nardella comunque, che alla riunione non c’era, sarà della partita. Così come dovrebbero esserci i “neo-ulivisti”, cioè i lettiani senza Enrico Letta”. Ancora non c’è una data per il debutto del nuovo correntone ma di sicuro entrerà in scena prima di Natale.
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