Grillo: “Nessuna fiducia, tutti a casa o mi ritiro”

È sempre più deciso, Beppe Grillo, a non aver nessuna intenzione di fare alleanze, il suo motto è: “Tutti a casa!”, motto grazie al quale è stato votato da più di 8 milioni di elettori.  Per il leader del Movimento Cinque Stelle non esiste il termine mediazione e lo sostiene anche sul suo blog: “Nel ‘Non Statuto’ e negli impegni sottoscritti dai neo parlamentari del M5S sono esclusi in modo categorico accordi con i partiti” e continua dicendo “per quanto mi riguarda, non ci sarà alcun referendum interno per chiedere ad un governo pseudo tecnico. Se in futuro fossi smentito da un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del M5S a chi ha distrutto l’Italia, allora, pacatamente, serenamente, mi ritirerò dalla politica”. Quindi Bersani può star ben certo che Grillo non siederà mai a ‘tavolino’.  Anche Vito Crimi, capogruppo al Senato, s’incarica di smentire le voci che nel pomeriggio di ieri si erano diffuse sulla possibilità di indire un referendum nel M5S riguardo al sostegno o meno a un governo guidato da Pier Luigi Bersani, segretario del Pd. Sembra perciò bocciato l’ appello dal titolo “Facciamolo!” firmato da Roberto Benigni, don Luigi Ciotti, Oscar Farinetti, don Andrea Gallo, Lorenzo Jovanotti, Carlo Petrini, Roberto Saviano, Salvatore Settis, Michele Serra e Barbara Spinelli. “Mai, dal dopoguerra a oggi – si legge nel testo – il Parlamento italiano è stato così profondamente rinnovato dal voto popolare. Per la prima volta i giovani e le donne sono parte cospicua delle due Camere. Per la prima volta ci sono i numeri per dare corpo a un cambiamento sempre invocato, mai realizzato. Sarebbe grave e triste che questa occasione venisse tradita, soprattutto in presenza di una crisi economica e sociale gravissima”. Crimi precisa: “Al presidente Napolitano chiederemo un governo del M5S. Non abbiamo deciso ancora il nome del nostro candidato premier perchè l’importante è lavorare sui 20 punti del nostro programma. Se Napolitano dovesse accogliere la nostra proposta, noi saremo pronti a comunicare il nome”. Crimi, come tutti i grillini parlano di programma, ma può esistere un programma costituito da soli 20 punti ‘fantasma’?. Era stato Ivan Catalano, eletto parlamentare in Lombardia, a far balenare l’ipotesi di una discussione non ancora conclusa: “Un governo va fatto, sennò non va avanti il Paese. Qualcuno prenderà la decisione di farlo e lo si farà. C’è tempo per discutere. È  inutile fare pressioni, aumentare la tensione non serve a nulla”. E sull’idea di un referendum interno si era detto possibilista: “Su questa cosa il movimento è in fermento da giorni. Si può fare tutto, non ci sono vincoli”. Un referendum interno si farà solo per decidere chi proporre al Quirinale. Lo conferma Crimi: “Per scegliere il nostro candidato alla presidenza della Repubblica proporremo on-line una rosa di candidati sulla quale faremo una consultazione”. Il capogruppo del M5S al Senato, per dovere di trasparenza, annuncia di aver avuto contatti con il partito di Bersani: “Mi ha contattato ieri un esponente di rilievo del Pd per anticiparmi che lunedì terranno la riunione congiunta dei gruppi da cui proporranno i loro nomi per le presidenze e nei successivi giorni incontreranno i gruppi per comunicarlo e confrontarsi”. Oggi presso il teatro Capranica, a pochi passi da Montecitorio, s’incontreranno gli eletti del Pd. Sarà il segretario Bersani ad aprire la riunione che dovrebbe concludersi con la decisione di affidare ad alcuni esponenti del partito il compito di incontrare gli altri gruppi parlamentari per consultarli rispetto alle prossime scadenze istituzionali e al tentativo di formare il nuovo esecutivo.

 

Grillo a Bersani: Rinuncia al finanziamento pubblico, firma quiIl leader del M5S ha pubblicato sul blog e su Twitter un appello a Perluigi bersani, segretario del Pd, perchè rinunci al finanziamento pubblico, così come ha fatto il Movimento 5 Stelle.  “Il MoVimento 5 Stelle rinuncia ai contributi pubblici, previsti dalle leggi in vigore, per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici e non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l’attività politica – scrive Grillo -. Si tratta di 42.782.512,50 di euro che appartengono ai cittadini, anche in virtù di un referendum. Il M5S li rifiuta esattamente come per le elezioni amministrative”. “Le spese per la campagna elettorale sono state integralmente sostenute grazie ai contributi volontari raccolti e verranno comunque rendicontate – ha proseguito Grillo -. Il MoVimento 5 Stelle, anche tramite i propri eletti, svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti non vengano erogati ad altre forze politiche, ma trattenuti all’Erario”. “Il mio auspicio è che tutte le forze politiche seguano il nostro esempio, in particolare il pdmenoelle al quale spetta la quota più rilevante: oltre 45 milioni di euro (al pdl “solo” 38) – ha concluso Grillo -. Non è necessaria una legge, è sufficiente che Bersani dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma. Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti”.

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