Kim Jong-un sarebbe morto per un’emorragia cerebrale, almeno questo è quello che dice un dissidente cinese, che lo ha annunciato su X senza esibire prove. I media della Corea del Nord non hanno ribattuto pubblicamente, ma hanno pubblicato le fotografie del leader a una fiera di Pyongyang. Scene di vita ordinaria del dittatore, con accanto la moglie e la figlia. Ma vediamo nel dettaglio cosa è successo.
Le fotografie di Kim Jong-un alla mostra di Pyongyang
La presunta emorragia cerebrale e il trasferimento a Pechino
Le immagini sono state diffuse il 20 ottobre. Per l’agenzia nordcoreana Kcna, che ha dato notizia della visita insieme alla televisione di Stato, Kim si è recato alla mostra il giorno prima.
Lo si vede esaminare le scarpe per bambini, osservare i cappotti esposti e discutere con i funzionari. Accanto a lui ci sono la moglie Ri Sol-ju e la figlia Ju-ae. Le precedenti fotografie di una sua uscita pubblica risalivano all’11 ottobre: quel giorno aveva preso parte all’inaugurazione di un museo dedicato alla difesa.
Sulle voci del decesso, invece, nessuna dichiarazione esplicita dei media nordcoreani. E la data degli scatti resta quella indicata da Pyongyang, e quindi manca una verifica indipendente che alimenta le voci.
La presunta emorragia cerebrale e il trasferimento a Pechino
A dare Kim per morto è stato Wanjun Xie. Nel post pubblicato su X il 19 ottobre, il dissidente ha descritto un’emorragia cerebrale seguita dal coma. I medici nordcoreani, a suo dire, non avrebbero avuto i mezzi per intervenire.
Dal Peking Union Medical College Hospital Di Pechino sarebbe partita una squadra di specialisti. Poi Kim sarebbe stato portato nella capitale cinese e operato, senza sopravvivere. Il suo corpo, sostiene ancora Xie, sarebbe stato ricondotto in Corea del Nord tenendo nascosta la morte.
ProgettoItaliaNews Piccoli dettagli, grandi notizie.