‘La nostra giovinezza’ di Andrea Oriente pubblicato da Sellerio

Sellerio manda in libreria ‘La nostra giovinezza’, esordio di Andrea Oriente. Uno studente delle scuole superiori si accosta a una piccola sezione politica. All’esterno nessuna insegna, solo una porta stretta. Bisogna piegarsi per entrare, e poi lasciare i telefoni spenti su uno scaffale. Su una parete in alto tre foto in bianco e nero. A destra Léon Degrelle, politico e militare belga, fondatore del movimento rexista, collaborazionista del nazismo, mito della lotta al comunismo. Più al centro Corneliu Zelea Codreanu, politico romeno, santo guerriero, mistico e spirituale, martire del nazionalismo radicale. Accanto c’è Benito Mussolini. Degrelle e Codreanu hanno il nome stampato sotto. Mussolini non ha bisogno di didascalie. In quella stanza si incontrano i camerati: preparazione continua, discussioni di geopolitica, filosofia, organizzazione di dibattiti, stesura di articoli. Non interessa il gioco democratico, non interessa il compromesso. “Siamo una milizia. E le nostre armi sono lo studio, la formazione, la memoria”.
Oriente è uno scrittore di ventiquattro anni che racconta in prima persona l’adesione di un ragazzo a un’associazione neofascista. Questo suo esordio è un tentativo di andare oltre l’autobiografia, di spingere la finzione verso una forma di verità concreta, prepotente, severa, per rappresentare nei corpi, nello sguardo verso il mondo e verso sé stessi, la tentazione dell’obbedienza e della sovversione. Ne scaturisce un romanzo inaspettato, duro, disturbante, che pone chi legge dentro una realtà in cui è vietato distrarsi e in cui la vita quotidiana, la famiglia, la scuola, gli amici, restano fuori. “Questa non è la giovanile di un partito qualsiasi. Lì contano solo i selfie e i sorrisi ai comizi. Dei sorrisi noi, qui dentro, ce ne freghiamo. Dobbiamo studiare e combattere”.
‘La nostra giovinezza’ mostra il fascino e l’attrazione della politica spogliata di ogni ornamento: il bisogno di appartenenza, il vuoto che chiede di essere riempito, la fame di esserci, di contare qualcosa. Il protagonista aderisce, asseconda, si trasforma. Grazie a regole non scritte, prove fisiche, rituali e punizioni. In quella fatica, in quel dolore, esplode l’energia di un adolescente pronto ad accettare la sfida: cambiare se stessi, uccidere la noia, abbattere il sistema. Tra inquietudine e ribellione, conflitto e accettazione, sottomissione e paura.

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