Garlasco, Sempio non parla e Cataliotti ‘spegne’ i messaggi sul forum: “Nessun legame con omicidio”

Caso Garlasco sentita Paola Cappa, poi tocca a Stefania Cappa (le due cugine gemelle di Chiara Poggi), mentre poi sarà la volta di Marco Poggi, fratello della vittima, e Andrea Sempio.
Gli interrogatori delle gemelle Cappa e di Marco Poggi sono previsti in qualità di persone informate sui fatti, quindi “obbligate a dire la verità”, precisa subito Federica Panicucci. Andrea Sempio: “Gli avvocati dell’indagato hanno fatto sapere che lui non risponderà alle domande del PM, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere, lo farà solo dopo aver visto gli atti. I legali chiederanno una consulenza di parte per un profilo personologico del soggetto, in virtù delle tante cose uscite su di lui. La convocazione di Marco Poggi prevista a Pavia, a quasi un anno dalla sua ultima SIT, allora a Mestre, la decisione di farlo ora nella città lombarda fa riflettere sull’importanza del momento e su come queste dichiarazioni secondo gli investigatori possano aiutare a chiudere il cerchio su un quadro accusatorio che loro ritengono solido. La scelta di convocare sia Marco sia Sempio nello stesso luogo e allo stesso orario serve probabilmente a capire di più, forse toccare gli stessi temi. Marco ha l’obbligo di rispondere, Sempio invece evidentemente firmerà i documenti e basta, ma siamo comunque a ridosso della chiusura delle indagini, a quel punto l’indagato può chiedere entro 20 giorni di essere ascoltato con tutti i documenti in mano, questo sarebbe un vantaggio diverso”.
E’ stato diramato un comunicato dagli avvocati Cataliotti e Taccia per motivare la loro decisione: “Considerato che le indagini e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo. Ieri abbiamo conferito incarico a uno psicoterapeuta di redigere una consulenza personologica sul nostro assistito tramite canonici test usualmente utilizzati”. Il professor Marco Lagazzi, psichiatra forense in collegamento, ritiene questa scelta prevedibile. Panicucci vuole sapere, a parere del medico, perché si siano mossi così e se sia il profilo giusto: “L’attività è abituale nei pool difensivi, gli avvocati devono conoscere le caratteristiche strutturali e psichiche dell’assistito, è doveroso che i messaggi siano inseriti in un esame clinico e strutturato. L’attività è standard, processualmente corretta, la difesa può avere dei dati su cui potrà chiedere eventualmente una possibile perizia psichiatrica o fare scelte ben precise”.
Si mostra poi un’intervista di Paola Cappa, fatta nel 2007, a ridosso dell’omicidio, quando lei aveva provato a indicare un possibile movente, teoria che può essere suggestiva alla luce di quanto accaduto nelle ultime ore: “Io non escludo una pista passionale, magari da parte di un ragazzo che lei respingeva. Lei era una ragazza intima e pudica, può essere che non l’abbia detto, magari se l’è trovato così. E’ strana questa faccenda della bicicletta”. Panicucci sottolinea: “Un’intuizione che oggi può sembrarci incredibile, ci domandiamo perché all’epoca non si è indagato in quella direzione. Quella pista potrebbe essere corretta”. La giovane aveva sottolineato questa teoria anche nella sua SIT: “Dovete cercare l’omicida tra i suoi ex colleghi di Pavia e gli attuali d Milano, in quanto secondo me ha potuto avere delle avances non corrisposte da qualche uomo che non ha accettato il rifiuto facendone una vera fobia. Studiate le abitudini di Chiara, in questa settimana ha agito di impulso”.
“Non può essere un caso, un anno fa lo stesso giorno in cui è stato sentito Stasi si voleva sentire Sempio (non si era presentato, ndr), era stato convocato anche Marco Poggi, lo schema viene replicato. Anche la scelta di sentire le gemelle Cappa non può essere casuale, soprattutto oggi, si è detto dall’inizio che si volevano sentire, ora vengono chiamate, ma a mio parere non si può chiudere un’inchiesta di questo tipo senza ascoltarle. E’ un atto dovuto, ma non può essere solo quello, farlo oggi ha un significato. Sono totalmente d’accordo con la scelta della difesa di Sempio di non farlo parlare”.
Importante non può che essere anche il parere dell’avvocato Gallo, legale di Massimo Lovati: “Si sta abbattendo un ciclone su Garlasco, ora a parlare è la Procura, la scelta di Sempio di sottrarsi all’interrogatorio la potevamo immaginare, ora la sua situazione è ancora più grave, vista la convocazione delle Cappa e di Marco Poggi. L’interrogatorio di Sempio fissato prima della Discovery vuol dire molto, così come l’audizione degli altri testimoni prevista vicino alla fine delle indagini preliminari. evidentemente la Procura ha in mano qualcosa per me importante. Prima di fare l’interrogatorio a Sempio, probabilmente pensavano parlasse, vogliono chiarire da loro cose nuove. Marco Poggi sentito insieme a Sempio dimostra la loro poca fiducia in merito alle notizie che possono espandersi dopo uno dei due interrogatori. Voglio fare un azzardo, potrebbero esserci anche custodie cautelari o cambiare lo status dei soggetti, la Procura può pensare alla possibilità di inquinamento, per questo programma gli interrogatori in contemporanea.
Rilevante è l’opinione di Dario Redaelli, criminalista consulente della famiglia Poggi: “Noi come famiglia Poggi abbiamo visto cosa ci è stato consentito di vedere, le indagini tradizionali sono state giustamente secretate. Ci aspettiamo nel momento della Discovery di vedere le carte della Procura. Ci tengo però a fare una precisazione per rispondere in maniera indiretta all’avvocato Gallo, Marco Poggi il 13 agosto 2007 era in montagna con la famiglia, a fronte anche di notizie fake uscite nel merito. La contemporaneità nella convocazione è giustamente dovuta a un fatto, tra Marco e Sempio c’è un legame amicale attuale, nonostante la lontananza, che potrebbe inficiare le indagini, quindi giusto convocarli insieme”.
Sulla situazione attuale dice la sua anche Elisabetta Aldrovandi, da poco nel team di difesa di Stasi: “Il Forum dove scriveva Sempio entra nell’indagine, mi stupisce la decisione della difesa a chiusura delle indagini preliminari, forse lui non aveva rivelato l’esistenza del forum e il contenuto dei messaggi. C’è quindi una sorta di dicotomia tra come abbiamo conosciuto Sempio attraverso le sue interviste Tv e il Sempio che scrive queste cose, alcune anche gravi e inaccettabili, una consulenza psicologica sarebbe importante. Dal capo di imputazione di Sempio si capisce come la Procura abbia le idee chiare, la convocazione serve per confermare alcuni dettagli ed evidenziare eventuali affermazioni distoniche in passato. Le false affermazioni al Pm prevedono una pena fino a 4 anni di reclusione, l’obbligo di dire la verità è fondamentale”.

Liborio Cataliotti, legale di Sempio, non ha però apprezzato la messa in onda di alcuni dei messaggi scritti dal suo assistito su un forum online mandati in onda ieri. “Questo tentativo di mostrizzarlo è fondato sulla sua partecipazione a un forum che nulla ha a che vedere né con l’omicidio, né con la possibilità di ascrivere ai suoi post una personalità allineata con l’ipotesi che abbia commesso quell’omicidio. Quel forum ospitava dei post di ragazzi intimidi, introversi, con difficoltà nell’approcciaresi nel rapporto con ragazze. Il tentativo era di affidarsi a ‘maestri’ che potessero insegnare a vivere rapporti interpersonali e comunque di seduzione con le ragazze con il modello dell’uomo macho, che rifugge da ogni tentativo o tendenza a rendere sentimentale una relazione”. Panicucci osserva: “Parla di ‘mostrizzarlo’, quindi si rende conto che quei messaggi sono gravissimi? Altrimenti perché parla di mostrizzazione, se fossero messaggi light non lo direbbe, evidentemente è conscio della gravità di quei messaggi resi nel forum”
Lagazzi da esperto prova ad analizzare la situazione, pur facendo un ragionamento per astratto: “Il mezzo telematico consente di dire cose terrificanti, possono essere dei pensieri che un ragazzo timido e introverso tiene dentro di sé, poi elabora, supera e scaccia, ma se ci sono platee mediatiche che consentono di identificaris in altri e incentivare alcune espressioni si può arrivare a comportamenti devianti. Nel caso concreto questo signore mi sembra sia andato a tante interviste, tanto introverso forse non era”. A riguardo la conduttrice ribatte: “Non lo so, qui non è venuto, purtroppo ha scelto di non venire da me, forse avvertiva la pressione troppo forte, forse temeva qualche domanda scomoda come con Napoleone, ma non sono un PM”.

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