Sospeso nel vuoto a diversi metri d’altezza, con una camicia di forza addosso e un solo piede a trattenerlo, mentre sotto di lui non c’è alcuna rete di sicurezza. È una scena che sembra uscita da un film, ma è accaduta davvero a Hollywood, dove un artista specializzato in fughe spettacolari ha deciso di rendere omaggio a uno dei più grandi illusionisti di tutti i tempi: Harry Houdini. L’esibizione, realizzata il 30 ottobre 2026 davanti al celebre Magic Castle, ha riproposto una delle imprese più famose del mago ungherese, aggiungendo però un elemento di difficoltà ulteriore. L’artista, conosciuto con il nome di Houdini II, si è infatti liberato da una camicia di forza mentre era appeso a una gru a circa 24 metri dal suolo, ma con il corpo sostenuto da un solo piede. Una prova ad altissimo rischio, portata a termine in circa due minuti tra gli applausi e lo stupore degli spettatori. La scelta della data non è stata casuale: il giorno successivo, il 31 ottobre, ricorreva il centenario della morte di Houdini, scomparso nel 1926 proprio nella notte di Halloween.
L’impresa dell’artista
L’esibizione si è svolta a Los Angeles, nei pressi del Magic Castle, il famoso club dedicato alla magia e all’illusionismo. Qui Houdini II ha voluto ricreare una delle fughe più celebri del suo idolo, riprendendo un numero che aveva lasciato a bocca aperta migliaia di persone già oltre un secolo fa. Per l’occasione, l’artista è stato sollevato da una gru fino a un’altezza di circa 80 piedi, equivalenti a quasi 24 metri, con indosso una replica della tradizionale camicia di forza utilizzata da Houdini.
La particolarità della prova era rappresentata soprattutto dalla posizione: a differenza dell’originale, in cui il celebre illusionista rimaneva sospeso per entrambi i piedi, Houdini II ha affrontato la sfida con un solo piede agganciato al supporto. Una variante che ha reso ancora più complessa l’intera manovra, aumentando la difficoltà nel mantenere l’equilibrio e liberare contemporaneamente le braccia e il busto dalla stretta della giacca.
Sotto di lui non era stato predisposto alcun materasso gonfiabile o sistema di protezione per un’eventuale caduta. L’artista doveva quindi completare la fuga e raggiungere il suolo in sicurezza, senza margini per errori. Dopo circa due minuti di movimenti e tentativi, è riuscito finalmente a liberarsi dalla camicia di forza, tornando a terra sano e salvo. Ad attenderlo c’erano gli applausi dei presenti, impressionati dalla riuscita dell’impresa.
“Los Angeles! Abbiamo fatto la storia. È la prima volta che si vede una fuga con una sola gamba: la maggior parte degli escapologi ne usa due”, ha dichiarato l’artista subito dopo aver concluso la prova, come riportato da People. Una frase che sottolinea la particolarità della sua esibizione e il desiderio di rendere omaggio a Houdini senza limitarsi a ripetere fedelmente il suo numero.
La scelta di organizzare lo spettacolo proprio alla vigilia del centenario della morte del mago ha aggiunto un significato speciale all’evento. Houdini II ha infatti raccontato di considerare Houdini il proprio idolo da sempre e di aver desiderato celebrare in questo modo una ricorrenza così importante. Non è la prima volta che l’artista affronta prove estreme: tra le sue precedenti esibizioni figurano anche un salto dal MacArthur Bridge di Miami nelle acque della Biscayne Bay, mentre era legato con corde e catene, e una fuga da una cassa di legno simile a una bara, immersa sott’acqua.
Chi era Houdini
Harry Houdini, nato Erik Weisz a Budapest il 24 marzo 1874, è stato uno degli illusionisti e specialisti delle fughe più famosi della storia. Emigrato negli Stati Uniti con la famiglia quando era ancora bambino, ha costruito la propria carriera trasformandosi in un personaggio capace di attirare folle immense grazie a numeri sempre più spettacolari e apparentemente impossibili.
Il suo nome è diventato sinonimo di evasione e capacità di liberarsi da qualsiasi costrizione. Manette, catene, corde, lucchetti e contenitori chiusi a chiave erano soltanto alcuni degli strumenti che utilizzava durante le sue esibizioni. Il pubblico rimaneva con il fiato sospeso mentre l’artista cercava di liberarsi da situazioni che sembravano non lasciare alcuna possibilità di fuga.
Uno dei suoi numeri più celebri era proprio quello della camicia di forza. Houdini veniva legato e sospeso a testa in giù davanti agli spettatori, spesso in luoghi pubblici e ad altezze considerevoli. Il suo compito era riuscire a liberarsi dai vincoli prima che la situazione diventasse troppo pericolosa. Nel 1917, in particolare, realizzò una spettacolare fuga sopra Times Square, a New York, davanti a migliaia di persone. Fu proprio questa impresa a ispirare la recente esibizione di Houdini II, che ha voluto riproporla con una difficoltà aggiuntiva.
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