Zelensky chiede proroga legge marziale e mobilitazione. Raid su Zaporizha. Droni ucraini a Voronezh

“La mia posizione è nota, siamo dalla parte dell’Ucraina e continueremo ad aiutarla finche’ sarà necessario”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della visita alla caserma Montebello a Milano, in merito alle parole di Matteo Salvini sullo stop dell’invio di armi e soldi all’Ucraina. “E’ pronto già il prossimo pacchetto di tipo militare che invieremo quanto prima a Kiev. Detto questo, ci auguriamo che possa realizzarsi quanto prima l’incontro tra Zelensky e Putin, magari con una presenza americana ed europea affinche’ si possa raggiungere la pace. Il nostro obiettivo e’ la pace, ma deve essere una pace giusta, non può essere la sconfitta dell’Ucraina la pace”, ha concluso.

Zelensky: “Aspettiamo da un mese Hegseth per fornitura missili”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha presieduto una riunione in videoconferenza per fare il punto sulla situazione delle forniture di armi da parte dei partner e sul ripristino delle infrastrutture energetiche dopo gli attacchi russi, aggiungendo che “da quasi un mese siamo in attesa della firma di Hegseth per la fornitura di missili destinati ai sistemi Patriot e NASAMS”.Secondo quanto riferisce il leader ucraino, il primo ministro ucraino Serhii Koretsky ha riferito sulle attività in corso nelle diverse regioni. “Ringrazio tutte le squadre di riparazione e tutte le aziende energetiche, che stanno svolgendo pienamente i compiti assegnati. I lavori proseguono praticamente senza interruzioni e stiamo utilizzando le riserve di attrezzature che abbiamo costituito. Mi aspetto che il ministero degli Esteri ucraino, il ministero dell’Energia e le altre strutture coinvolte forniscano tempestivamente informazioni adeguate sul reintegro di queste riserve”, ha specificato Zelensky. “Il ministro della Difesa ucraino, il comandante in capo delle Forze armate e il ministro degli Esteri hanno riferito sulla situazione delle forniture all’Ucraina di missili intercettori per la difesa aerea, in particolare per i sistemi Patriot”, specifica Zelensky.

Kiev sarcastica: “Orban segretario saprebbe esercitare veto”

Il ministro degli Esteri, Andrii Sybiha, ha criticato l’ipotesi di proporre l’ex premier ungherese, Viktor Orban, come segretario generale dell’Onu. “Sono certo che Viktor Orban, nel ruolo di segretario generale dell’Onu, saprebbe mettere a frutto le sue magistrali capacita’ di ricatto e di ricorso al veto, affinate in anni passati a ostacolare importanti decisioni dell’Ue”, ha scritto Sybiha su X. “Possiamo condividere con il resto del mondo la nostra preziosa esperienza: quella di invitarlo a prendere un caffe’ proprio al momento giusto”, ha aggiunto sarcastico il capo della diplomazia ucraina.

Lavrov riceve il ministro slovacco, discussi rapporti con Ue e crisi ucraina

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha incontrato l’omologo slovacco, Juraj Blanar, in visita a Mosca per partecipare a una riunione della Commissione intergovernativa bilaterale per la cooperazione economica, scientifica e tecnica. “È proseguito lo scambio di opinioni sulla situazione in Ucraina e sullo stato critico delle relazioni tra Russia e Unione Europea”, si legge in un comunicato del ministero degli Esteri russo.

Russia: “Prigioniero politico muore in carcere, 11esimo nel 2026”

Alexander Kondratov, artista e scenografo 52enne accusato dalle autorità russe di alto tradimento, è deceduto all’ospedale Botkin di Mosca, dove era stato trasferito da un centro di detenzione preventiva. A darne notizia è il gruppo per i diritti umani Pervy Otdel (Primo Dipartimento). Kondratov e’ l’undicesima persona, coinvolta in un procedimento giudiziario di natura politica in Russia, a morire in una colonia penale o in un centro di detenzione preventiva dall’inizio dell’anno, fa notare il Moscow Times.Kondratov era stato fermato a maggio all’aeroporto di Vnukovo. Cittadino russo residente stabilmente in Ucraina, era giunto a Mosca per rinnovare il proprio passaporto internazionale. Al suo arrivo, era stato sottoposto a una serie di brevi arresti amministrativi consecutivi, una pratica nota come “giostra” delle detenzioni. Il 5 agosto, il tribunale distrettuale Meshchansky di Mosca ha avviato un procedimento penale nei suoi confronti per alto tradimento, basando l’accusa su almeno sei post online, non meglio specificati. Le indagini sul caso di Kondratov sono state condotte dalla direzione dell’Fsb per Mosca e la regione di Mosca. L’uomo e’ rimasto detenuto in un centro di custodia cautelare moscovita fino al 23 ottobre, data in cui e’ stato trasferito all’ospedale Botkin, dove e’ successivamente deceduto. Le cause del decesso non sono ancora note.La morte di Kondratov rappresenta la terza tragedia di questo tipo in questo mese.

Wall street journal: Trump con Cina e Russia pensano a Orbán come prossimo segretario Onu

L’ex primo ministro ungherese Viktor Orbán sarebbe tra i profili presi in considerazione dall’amministrazione Trump per la carica di segretario generale delle Nazioni Unite.

Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui Washington avrebbe sondato la disponibilità del leader ungherese a candidarsi con il sostegno congiunto di Stati Uniti, Russia e Cina. L’ipotesi sarebbe stata avanzata da funzionari americani nel corso di colloqui con le controparti di Mosca e Pechino, che avrebbero accolto positivamente il nome di Orbán. L’ex premier si sarebbe detto aperto alla possibilità, ma non intenderebbe partecipare alla corsa senza concrete prospettive di successo.

Ucraina: Cremlino, negoziati non comportano limitazioni attacchi

Il Cremlino ha tenuto a sottolineare che i negoziati trilaterali previsti a novembre tra Mosca, Kiev e Washington non significano che le parti in conflitto rallenteranno le proprie operazioni militari. “La decisione di riprendere i negoziati trilaterali non comporta alcuna limitazione delle operazioni militari. Le nostre forze armate continuano a condurre attacchi massicci contro il complesso militare-industriale ucraino. Dal canto suo, anche il regime di Kiev prosegue con azioni analoghe”, ha dichiarato il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov

Ucraina: Zelensky chiede proroga legge marziale e mobilitazione

Il presidente ucriano, Volodymyr Zelensky, ha presentato alla Verkhovna Rada, il Parlamento, i disegni di legge con cui chiede la proroga della legge marziale e la mobilitazione generale in Ucraina per altri 90 giorni. A riferirlo e’ RBC-Ucraina. Secondo i documenti, si propone di estendere il regime giuridico speciale e le misure di mobilitazione per ulteriori 90 giorni, fino al 28 gennaio 2027. Le proposte sono state trasmesse alle commissioni competenti e alla Verkhovna Rada per l’esame. Qualora venissero approvate dai parlamentari, si tratterebbe della ventunesima proroga della legge marziale dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala, avvenuta nel febbraio 2022.

Onu, Wsj: Trump, con Cina e Russia, pensa a Orban come candidato

L’amministrazione del presidente americano Donald Trump, con l’appoggio di Mosca e Pechino, starebbe vagliando la possibilità di candidare l’ex primo ministro ungherese Viktor Orban come prossimo segretario generale delle Nazioni Unite.

Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha ammesso al Wall Street Journal che, pur potendo sembrare l’idea folle, alcuni diplomatici della Casa Bianca ritengono che Russia e Cina siano favorevoli, sulla base di precedenti conversazioni con Washington, e, di conseguenza, il piano prevederebbe che Orban sia il loro candidato comune. Secondo ulteriori fonti del Wsj, quando Stati Uniti, Russia e Cina vogliono tutti la stessa cosa in seno al Consiglio di sicurezza dell’ONU, di solito riescono a ottenerla

Kiev, nella notte neutralizzati 112 droni e tre missili russi

Le forze di difesa aerea ucraine hanno affermato di aver neutralizzato 112 droni e tre missili guidati aviolanciati Kh-59/69, impiegati dalle forze russe per un attacco contro l’Ucraina durante la scorsa notte.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Ukrinform, la notizia è stata comunicata dall’Aeronautica militare delle Forze armate ucraine tramite Telegram. Stando a quanto riferito dai militari le forze russe hanno attaccato l’Ucraina utilizzando un missile Kh-31P, tre missili guidati aviolanciati Kh-59/69 lanciati da aree temporaneamente occupate nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson

Zelensky: “Parte dei residenti di Oleshky sarà evacuata dal 27 ottobre”

“La parte americana ha proposto un regime di cessate il fuoco nell’area di Oleshky a partire dal 27 ottobre” e ciò “dovrebbe durare diversi giorni. Le missioni umanitarie devono arrivare lì”, ma anche “gli americani, noi e i russi. Quest’ultimi devono bonificare le strade dalle mine, mentre noi dobbiamo vedere tutto questo e lavorare su ogni aspetto”. Lo ha affermato su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, precisando che “la Russia farà di tutto per bonificare le strade in modo che queste persone vadano in Russia”, ma “alcune saranno invece evacuate in Ucraina in un modo o nell’altro nella parte che controlliamo. La cosa principale è liberare queste persone dal blocco in modo che possano vivere”.

Salvini torna a discutere il sostegno italiano a Kiev

Il vicepremier Matteo Salvini dopo la rielezione a segretario della Lega torna a parlare della guerra in Ucraina e mette in dubbio la linea del governo a favore di Kiev.

“È da ormai più di 4 anni che noi sosteniamo, giustamente, il popolo aggredito e bombardato, approvando sanzioni su sanzioni, inviando 90 miliardi di euro e non so quanti pacchetti di armi, ormai ho perso il conto. Ci si può domandare al congresso della Lega, forza di governo responsabile e leale ma mai silente, se dopo 4 anni di conflitto e migliaia di morti, pensare di mandare altre armi e altre soldi e approvare altri sanzioni sia la via migliore per approvare la pace? Ci si può porre questo quesito?”.

Zelensky: non accetteremo status di neutralità su eventuali intese di pace

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista a Tsn-Tyzhden, ripresa dai media ucraini ha dichiarato che l’Ucraina non accetterà di limitare le dimensioni dell’esercito né di accettare uno status di neutralità nell’ambito di possibili accordi di pace.

“L’aspetto principale è che non possiamo parlare di neutralità del nostro Stato. E non dovremmo farlo, la nostra visione, in linea di principio, coincide con quella americana, non possiamo parlare di limitare l’esercito ucraino”, ha affermato, precisando che le garanzie di sicurezza per l’Ucraina non possono essere dettate dalla parte russa.

“Pertanto, le conclusioni sono chiare: i limiti del nostro esercito e la neutralità dell’Ucraina non sono negoziabili. La questione dei territori è una linea rossa che può essere discussa esclusivamente a livello di leader”, ha aggiunto Zelensky.

Zelensky conferma: a novembre si terrà un incontro tra russi, ucraini e americani

Volodymyr Zelensky ha confermato che a novembre si terrà un incontro tra russi e ucraini, sotto mediazione americana, per rilanciare i negoziati di pace in stallo dall’inizio dell’anno. “Siamo pronti a discutere. Se si tratta della questione territoriale, deve essere affrontata a livello dei leader. Le altre questioni spettano ai gruppi tecnici. Tutto questo potrà quindi essere discusso a novembre”, ha dichiarato il presidente ucraino in un’intervista alla televisione nazionale.

Zelensky: con gli Usa resta aperta la questione della difesa aerea

I colloqui degli ucraini con gli Usa a Oslo “sono stati accompagnati da tre difficoltà. Si tratta della carenza di sistemi di difesa aerea, delle limitazioni relative a Starlink/Starshield e delle restrizioni sullo scambio di informazioni da parte degli Stati Uniti”. Lo scrive il presidente Volodymyr Zelensky sul suo account Telegram. “Sono grato agli americani e al nostro team per aver risolto, almeno per ora, due di questi problemi: quelli relativi all’intelligence e a Starlink/Starshield” ma, aggiunge Zelensky, “rimane il problema dei sistemi di difesa aerea. Ci sono progressi riguardo ai missili per i sistemi Patriot, ma sono molto lenti. Sono più lenti del volo dei missili russi. Non si può dire: “Sì, ve li forniremo” e poi non consegnarli per un mese o due. Semplicemente, cosi’ non funziona” ha concluso.

Musk chiede “compassione” anche per i “poveri russi”

Dopo le polemiche sulle limitazioni di Starlink all’Ucraina, Elon Musk invita ad avere “un po’ di compassione” anche per i russi in un suo nuovo appello sui social a mettere fine alla guerra.

“Il massacro incessante di ucraini e russi deve finire”, ha scritto su X, “dovremmo avere un po’ di compassione anche per i poveri coscritti russi”. “Quei ragazzi”, ha concluso, “non hanno altra scelta se non combattere e morire sotto i colpi dei droni”.

Nel 2030 mondiali di sollevamento pesi in Russia: è il primo sport olimpico dal 2022

La Federazione Internazionale di Sollevamento Pesi (IWF) ha annunciato domenica che organizzerà i propri campionati mondiali a Mosca nel 2030, diventando così il primo sport olimpico a organizzare i propri mondiali in Russia dal 2022, anno in cui è iniziata la guerra in Ucraina. “I campionati mondiali del 2029 si terranno ad Ahmedabad (India) e Mosca (Russia) ospiterà l’edizione del 2030”, annuncia l’IWF in un comunicato. Dal 2022 non si sono più tenuti in Russia campionati mondiali di discipline olimpiche, né estive né invernali. I Mondiali di nuoto del 2025, inizialmente assegnati alla città russa di Kazan, erano stati riassegnati a Singapore.

Ucraina: ripristinata la piena velocità di Starlink per la difesa e i droni

L’Ucraina ha annunciato il ritorno a una connessione stabile e a pieno regime alla rete satellitare Starlink e Starshield di SpaceX, dopo giorni di limitazioni che avevano ridotto l’efficacia operativa dei droni e della difesa aerea oltre i 160 km/h. Il ministro della Difesa di Kiev, Yevgeny Khmara, ha confermato che i sistemi registrano nuovamente velocità superiori ai 400 km/h, definendo il ripristino cruciale per il fronte, le comunicazioni e la logistica militare. Le restrizioni avevano innescato tensioni tra Kiev e Washington, con accuse del presidente Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca e repliche di Elon Musk, il quale ha contestato l’uso offensivo dei terminali prima di revocare il blocco, ribadendo che la rete satellitare resta indispensabile per evitare il collasso delle linee difensive ucraine.

IL PUNTO – Ucraina, spiragli di negoziato e il nodo territori: Zelensky pronto alla pace ma senza cedere il Donbass

Il nuovo tentativo di avviare un percorso di pace per l’Ucraina si scontra con i consueti, profondi ostacoli geopolitici. In un’intervista rilasciata ad Abc News, il presidente Volodymyr Zelensky ha ribadito che Kiev «è pronta alla pace», ponendo tuttavia un limite invalicabile: nessuna cessione di ulteriori territori alla Russia, che attualmente controlla già circa un quinto del Paese. Di contro, Mosca continua a pretendere il pieno controllo dell’intero Donbass, confermando una distanza negoziale ancora amplissima.

Il calendario diplomatico prevede nuovi round già dalla prossima settimana in Europa, dove i delegati ucraini incontreranno i partner europei e gli inviati speciali statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, in vista dei colloqui trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina attesi per metà novembre. Il nodo cruciale rimane quello dei confini. Lo stesso segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha inquadrato la disputa spiegando che il conflitto «in realtà riguarda il Donbass: la Russia cerca di ottenerlo ma non può impadronirsene militarmente, e Kiev non vuole cederlo per ragioni di sovranità e sicurezza a lungo termine». La posizione di Zelensky resta orientata a un congelamento del fronte lungo le attuali linee di contatto.

Sul fronte diplomatico pesa però l’ambiguità del ruolo di mediazione assunto da Washington sotto l’amministrazione Trump, attenta a bilanciare i negoziati con gli interessi economici interni. Tra gli elementi di tensione figurano l’accordo sul gasolio con Vladimir Putin e le rivelazioni di New York Times e Financial Times relative a contatti tra emissari statunitensi e il Cremlino per l’acquisto di tecnologia dell’azienda russa Novatek da parte dell’americana Polar Lng, destinata allo sfruttamento del gas in Alaska; una vicenda culminata nelle dimissioni dei vertici della società Usa a causa di finanziamenti occulti provenienti proprio da Mosca.

Queste frizioni avevano innescato nelle scorse settimane una dura crisi nei rapporti tra Washington e Kiev, sfociata nella temporanea sospensione della condivisione di intelligence, nelle restrizioni sui sistemi satellitari e nel blocco delle forniture di missili di difesa aerea. Se il blackout informativo e le limitazioni alla rete Starlink e Starshield sono ormai rientrati — permettendo alle forze ucraine di ripristinare la piena operatività e connettività oltre i 400 km/h a supporto della contraerea contro i droni kamikaze Shahed —, resta aperto il problema delle munizioni: «È di estrema importanza che le forniture di missili intercettori riprendano», ha ammonito Zelensky, mentre i raid russi continuano a colpire i centri urbani.

Sul terreno bellico, infine, si registrano segnali contrastanti. Da un lato si apre un piccolo spiraglio umanitario a Oleshky, dove entrambe le parti hanno confermato una tregua a partire dal 27 ottobre per soccorrere la popolazione civile stremata dall’isolamento. Dall’altro lato le ostilità non accennano a diminuire: le forze di Kiev hanno dimostrato la loro capacità di colpire in profondità sul suolo russo, conducendo un raid contro un polo industriale e i depositi logistici di Ozon a Omsk, nella Siberia sudoccidentale, a quasi 2.500 chilometri dalla linea del fronte.

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