Fondazione Gimbe: “La scuola in presenza al 100% è utopia, resta il rischio Dad”

“L’obiettivo del governo di garantire la scuola in presenza al 100% rischia di essere fortemente disatteso come dimostra il numero di classi e studenti già in quarantena. E’ una strategia molto rischiosa puntare esclusivamente sulla vaccinazione senza screening sistematici e interventi di sistema su aerazione, ventilazione e gestione trasporti”. A bocciare l’esecutivo guidato da Mario Draghi e a gettare nello sconforto milioni di famiglie sulla effettiva e duratura ripresa della scuola in presenza ci pensa il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. Il patron di Gimbe, partecipando ad un evento promosso da Cittadinanzattiva nel quale ha presentato un’anteprima del Report Gimbe sulla Sicurezza covid 19 nelle scuole, che rispolvera il fantasma della Dad.

“Il rischio zero a scuola non esiste – dice Cartabellotta – serve un approccio multisistema” per combattere la diffusione del Covid nelle scuole, perchè – stando ad alcune simulazioni – anche se ci sono gli studenti e il personale vaccinato, si usano le mascherine, c’è il distanziamento, si fanno gli screening, un 13% di studenti rischia comunque di infettarsi”. E quindi partirebbe subito il protocollo di sicurezza ed addio alla presenza quotidiana dei bimbi a scuola. Il presidente della fondazione Gimbe ribadisce l’importanza della mascherina anche per i bambini in ambiente scolastico per fermare la diffusione del virus. “L’ipotesi di abbandono delle mascherine anche se tutti sono vaccinati in classe non poggia su alcuna evidenza scientifica”. Anzi, sottolinea Cartabellotta, “gli studi evidenziano che le mascherine riducono il rischio di contagio anche se tutti gli studenti sono vaccinari del 50% per la bassa immunità, del 35% per la media immunità e del 24 % per l’alta immunità. Con la variante le percentuali salgono al 70% al 57% e al 41%”.

Nella popolazione tra 0 e 19 anni tra il 30 agosto e il 12 settembre sono stati registrati 17.312 nuovi casi di Covid, 190 persone sono state ospedalizzate, 2 ricoverate in terapia intensiva, non si registrano decessi. Nella stessa fascia di età, tra il 16 e il 29 agosto, dunque quando le scuole non erano iniziate, i nuovi casi erano stati 22.843 con 297 ospedalizzazioni 4 ricoverati in terapia intensiva, 0 i decessi. Cartabellotta ha evidenziato che diminuiscono i contagi nella fascia 12-19 anni mentre aumentano le ospedalizzazioni dei bambini al di sotto dei 3 anni.

Il 32,3% degli studenti nella popolazione 12-19 anni, secondo l’analisi Gimbe, non ha ricevuto nessuna dose: i più restii al vaccino sono i giovani della Provincia autonoma di Bolzano, della Valle d’Aosta (40,4%) e della Liguria (40%). I giovani più vaccinati sono quelli della Puglia (25%), della Lombardia (24%) e della Sardegna, questi ultimi sono i più vaccinati di tutti, solo il 24,2% non è vaccinato. Nella fascia di età 12-19 anni il 52,1% pari a 2.374.04, ha fatto il ciclo completo di vaccinazioni, il 15,6% pari a 712.088 ha fatto la prima dose e il 32,3% pari a 1.470.788 nessuna dose.

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