*ALL’APERTO, IL NUOVO SINGOLO DI ANDREA GIRAUDO. INCASSI ALL’OSPEDALE DI CUNEO

ALL’APERTOIL NUOVO SINGOLO DI ANDREA GIRAUDO

Gli incassi derivanti dallo streaming del brano saranno devoluti all’OSPEDALE SANTA CROCE E CARLE DI CUNEO per l’emergenza COVID19

IL VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=yFpGQxVJZ5A

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ALL’APERTO è il nuovo singolo del cantautore cuneese ANDREA GIRAUDO. Scritta prima che gli italiani fossero costretti all’isolamento casalingo, la canzone assume ora un significato benaugurante per la prossima fase di risveglio, forse di liberazione, in un mondo che fatalmente risulterà diverso dal precedente. Gli incassi derivanti dallo streaming del brano saranno devoluti all’OSPEDALE SANTA CROCE E CARLE DI CUNEO per l’emergenza COVID19.

ALL’APERTO ha un ritmo serrato e incalzante, quasi giocoso; l’armonia declina e s’impenna seguendo criteri logici, quasi schematici, ma mai banali. Con frasi breve e incisive, il brano affronta la difficoltà e la resilienza del genere umano in questo particolare periodo storico, il bisogno di relazione con culture lontane e il desiderio di reciproca comprensione.

Certo – dice Andrea Giraudo – ognuna di queste cose ha un prezzo: la disposizione d’animo ad accettare che chi è colpito non è un colpevole, che chi è assertivo non è necessariamente un bestemmiatore e, infine, che le culture del mondo si stiano unendo a causa di un’unica, comune, fragilità. Questo brano, senza volerlo, a posteriori, può costituire una sfida tra chi è disposto a cambiare crescendo, maturando, e chi invece ha buttato l’ancora della propria imbarcazione nella baia scoperta vent’anni prima, senza accorgersi che quel mare che l’ha cullato finora si è definitivamente incazzato. Può costituire anche un invito a considerare le differenze, nel rispetto delle distanze, come preziose risorse. Questa convinzione, al netto delle disillusioni, fa parte di una visione cosmopolita, diffusa, predicata, ma ancora troppo acerba e debole, a dispetto di quanti ci credono davvero”.

ANDREA GIRAUDO, bluesman, ma anche un pianista di razza e cantautore, è un artista difficilmente catalogabile: lui si definisce un artigiano. La sua musica ha una impronta soul, ma i suoi brani si inseriscono perfettamente nella grande tradizione autorale italiana, quella ad esempio di Conte, Battisti e Jannacci.

Ha collaborato con Tony Esposito, uno dei più noti percussionisti italiani e internazionali, con il quale ha realizzato il singolo Virgole in pasto”, brano che faceva già parte del suo album “Stare bene”, ma che a gennaio è uscito in una versione del tutto rinnovata.

L’artista piemontese nel corso della sua lunga carriera live è stato due volte presente al “Pavese Festival – La Luna e i Falò” e ospite al Teatro “CAB 41” di Torino, diretto da Gianpiero Perone; nel 2007, con la formazione Coco Noir, è arrivato a suonare al palazzo reale di Aqaba in occasione del compleanno della principessa Bashma Hussein di Giordania.

Con i “Madai”, formazione rock-blues della quale è cofondatore, nel 1996 vince l’Heineken Tour. Ha partecipato due volte alle celebrazioni in onore di Luigi Tenco a Ricaldone, paese d’origine del cantautore scomparso, dividendo il palco prima con Gianfranco Reverberi e poi con Francesco Baccini.

Nell’aprile scorso ha aperto il primo concerto italiano di Steve Hill, one-man-band canadese tra i più noti in nord America.

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