Jeffrey Epstein non era soltanto un finanziere predatore con una cerchia di relazioni potenti. Attorno a lui, per anni, si è sviluppata una rete capace di attraversare la politica, la finanza, la tecnologia e i servizi di intelligence. Una rete nella quale il sesso, il denaro e il ricatto sono diventati strumenti di potere. A partire da migliaia di documenti inediti del Dipartimento di Giustizia americano, dell’Fbi e di apparati di intelligence internazionali, Jacopo Iacoboni ricostruisce la trama dei rapporti tra Epstein e la Russia: i visti d’affari ottenuti grazie a uomini legati ai servizi russi, i contatti con modelle, procacciatrici ed emissari, le relazioni con alcuni degli uomini più influenti della Silicon Valley e della finanza, le operazioni finanziarie che conducono agli oligarchi vicini al Cremlino.
Ma soprattutto segue la logica di un’operazione nella quale nulla è ciò che sembra. L’universo di Epstein appare così come un possibile dispositivo di honeytrap: un sistema costruito per raccogliere informazioni, creare dipendenze, produrre kompromat e trasformare la vulnerabilità privata in una forma di potere politico.Honeypot è il racconto di una rete che porta nel cuore dell’Occidente e delle sue élite, e di una domanda inquietante: quanto può diventare potente un segreto quando qualcuno, dall’altra parte, sa di possederlo?
Jacopo Iacoboni è giornalista d’inchiesta della Stampa. Ha vinto diversi premi, è stato inviato nei principali eventi di politica italiana fin dal 2000, da anni si occupa di populismo, M5S e Lega, guerra ibrida, disinformazione e operazioni della Russia in Italia e in Europa. Tiene una rubrica di politica internazionale sul magazine della Stampa, Specchio. Nel 2020 ha ricevuto minacce dal Cremlino, il ministero della Difesa russo gli scrisse in un comunicato pubblico “Chi scava la fossa ci finisce dentro” a causa delle sue inchieste sulle missioni di ‘aiuti’ per il Covid della Russia all’Italia di Giuseppe Conte. Ha scritto il saggio ‘Kremlin Trojan Horses: Russian Influence in Italy’. Ha scritto: ‘Votantonio’ (2006), ‘La sinistra perduta’ (2009), ‘L’Esperimento. Inchiesta sul Movimento 5 Stelle’ (2018), ‘L’Esecuzione. 5 Stelle da movimento a governo’ (2019). Sulle operazioni russe in Italia ha scritto ‘Oligarchi. Come gli amici di Putin stanno comprando l’Italia’ (2022) e ‘Il Tesoro di Putin’ (2023).
È un giorno come tanti, in un futuro non troppo remoto. Due caccia taiwanesi decollano per una missione di routine: impedire alle forze armate cinesi di penetrare nello spazio aereo dell’isola. Ma questa volta qualcosa va storto. Due piloti cinesi non rispondono ai richiami, avvicinandosi pericolosamente al confine, e la situazione degenera. È solo un incidente, ma innescherà una reazione a catena: sostenuta da Russia, Iran e Corea del Nord, la Cina annetterà Taiwan, trascinando gli Stati Uniti sull’orlo di una Terza guerra mondiale. A partire da questo scenario ipotetico, Andreas Fulda, che da oltre vent’anni si occupa di conflitti nello stretto di Formosa, immagina nel volume ‘Se la Cina attacca’ (Marsilio), cosa significherebbe per l’Europa e per il mondo se la Cina decidesse di dare seguito anche militarmente alle sue ambizioni di potenza. Con il rigore della ricerca accademica e la libertà espressiva della scrittura letteraria, l’autore esplora la dimensione umana e sociale di uno scontro che non appare più così improbabile e le cui conseguenze sarebbero catastrofiche per la comunità internazionale.
Dietro l’espediente della narrazione distopica si cela, infatti, un monito urgente sulla fragilità dell’ordine mondiale a cui siamo abituati e una richiesta all’Unione Europea di prendere posizione: “Per mantenere la pace occorre innanzitutto il coraggio di non distogliere lo sguardo da un pericolo sempre più serio. Servirà poi molta lungimiranza strategica, accompagnata da costanti pressioni diplomatiche, economiche e militari. Ma tutto questo presuppone un agire deciso”.
Andreas Fulda , esperto delle relazioni tra Cina e Unione Europea, è professore associato di Scienze politiche presso l’Università di Nottingham. Collabora con quotidiani e riviste internazionali, tra cui ‘FAZ’, ‘WirtschaftsWoche’, ‘NZZ’ e ‘Foreign Policy’.
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