Trieste: caserma nuova di zecca, ma senza accesso per i disabili

La nuova caserma della Polizia stradale di Trieste non è per disabili ma il prossimo 20 febbraio lo stesso capo della Polizia, Alessandro Pansa, inaugurerà lo stesso l’immobile senza gli accessi dedicati previsti per legge. Ed anche se ancora non c’è stata l’inaugurazione ufficiale, la Polizia Stradale, l’Ufficio Sanitario Provinciale ed un Commissariato già hanno traslocato nello stabile ‘incriminato’, dopo il via libera da parte ministero dell’Interno. Tutto questo nonostante le denunce del Silp Cgil Trieste che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e all’Autorità Nazionale Anticorruzione sulla vicenda, e nonostante un’interrogazione parlamentare, che ancora non ha ricevuto alcuna risposta, presentata dal deputato del gruppo misto Aris Prodani.

Nell’interpellanza al ministro dell’Interno si chiede se “sia a conoscenza delle condizioni di carenza strutturale della nuova  sede del Commissariato; quali provvedimenti urgenti intenda adottare sia per adeguare le strutture come previsto dalla normativa vigente, sia per individuare eventuali responsabilità connesse alla mancata previsione degli accessi per disabili”.

“E’ molto grave che la nuova struttura non sia dotata degli opportuni accessi per disabili – sottolinea Prodani – ma ancor più grave è che, dopo le segnalazioni, non si sia intervenuti con urgenza. Lo Stato non può imporre ai suoi cittadini delle prescrizioni che poi è il primo a non rispettare”. Ed oltre alle difficoltà di accesso per i disabili ci sono anche problemi legati alla vigilanza dello stabile stesso. “Il controllo dell’accesso – prosegue l’interrogazione – e dell’intero comprensorio (per un totale di 27.000 metri quadrati) sarebbe affidato a pochi operatori che prestano servizio all’interno di un container privo di qualsiasi misura di protezione e inadatto allo scopo”.

Una situazione che appare paradossale per un immobile destinato ad uso pubblico che è stata documentata dallo stesso Criba (Centro Regionale di Informazione sulle Barriere Architettoniche) del Friuli Venezia Giulia che opera nel contesto della consulta regionale delle associazioni dei disabili. La consulenza del Criba, richiesta dal Silp solo per le aree esterne, ha evidenziato le difficoltà di accesso all’immobile per i dipendenti e utenti disabili. Nell’unica entrata prevista c’è solo una scalinata e la via alternativa per accedere alla caserma, oltre ad essere carente di indicazioni, sembra un percorso ad ostacoli che conduce all’ingresso carraio dei mezzi di servizio.

Una soluzione che ovviamente il Criba ha condannato duramente nella sua relazione anche perché, per arrivare all’ingresso carraio c’è una pendenza della strada insostenibile e un marciapiede non a norma per una persona con disabilità motoria. Inoltre è completamente assente la segnaletica tattilo-plantare per quelli con disabilità visiva. “Una criticità di quasi impossibile risoluzione – scrive il Criba – è rappresentata dall’andamento naturale del terreno (…) che determina pendenze della viabilità pedonale superiore a quelle ammesse dalla norma”. E, oltre alla difficoltà di accesso, lo stesso ingresso alternativo viene stigmatizzato dal Criba, in quanto è sostanzialmente raggiungibile solo da un disabile che possiede la macchina.

“Risulta discriminatorio – si legge – nei confronti di chi non possiede un automezzo ed è sicuramente complesso nella gestione visti i requisiti da rispettare per un’area militare”, poiché l’accesso in un’area militare è preferibile avvenga in un solo punto, ovvero l’entrata principale, anziché anche da un ingresso carraio riservato ai mezzi di servizio. In ogni caso il Criba conclude la sua relazione sottolineando che “ai sensi della legge 67/2006 l’aver progettato un ingresso principale non da subito accessibile a tutti gli utenti, prevedendo un ingresso secondario riservato – conclude – può costituire forma di discriminazione a danno delle persone con disabilità”.

La caserma in questione si chiamerà “Luigi Vitulli”, medaglia d’oro al Valor Civile. Tale decisione è stata accolta con un misto di gioia e turbamento da parte dei colleghi: “Siamo felici che la Polizia di Stato abbia voluto ricordare il valoroso collega – spiega in una nota il Silp Cgil Trieste – che ha sacrificato la propria vita il 4 dicembre 2000 a difesa della legalità, intitolandogli una Caserma e rivolgiamo un affettuoso e commosso pensiero ai suoi familiari. Rimaniamo solamente un po’ sconcertati dal fatto che tale scelta non sia ricaduta su un luogo che avrebbe potuto meglio rappresentare quell’ideale di legalità e giustizia per il quale Luigi ha sacrificato la propria vita”.

  Luca Teolato

 

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