Ruolo improprio di Raffaele Volpi nella nomina di Elisabetta Belloni. Copasir ancora a guida Lega…

Come noto il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha nominato l’ambasciatore Elisabetta Belloni Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, in sostituzione dell’attuale Direttore generale, prefetto Gennaro Vecchione. Il Presidente Mario Draghi ha preventivamente informato della propria intenzione il Presidente del Copasir, Raffaele Volpi.

La decisione è stata fortemente voluta dal primo ministro con il presidente del Copasir che è stato informato direttamente dal premier.

Il ruolo del presidente è importante, quando si tratta di designare vertici del Dis, i direttori e i vice dei servizi, infatti, il premier informa il presidente del Comitato, non il Comitato, questo dà idea della importanza del ruolo del presidente.

Sul tema della guida del Copasir ‘L’articolo tre del comma tre, dell’articolo 30, spiega che il presidente appartiene ai gruppi dell’opposizione.

La questione del Copasir è fondamentale è cruciale per lo Stato di diritto, ci stiamo isolando sul piano internazionale, in nessuna altra democrazia occidentale è mai accaduto – ha avvertito l’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro degli Esteri e presidente del Comitato globale per lo Stato di diritto. – Persino durante i momenti più difficili della presidenza Trump il Comitato di controllo del Congresso rimase guidato da un presidente dell’allora opposizione democratica che svolse, proprio per questo, una funzione importante.

Una tesi condivisa anche da Andrea Margelletti, presidente del CeSi, il Centro Studi Internazionali. “Il Copasir – ha ricordato Margelletti – rappresenta una pietra angolare non solo della supervisione politica e di controllo sull’operato dei servizi di intelligence ma la garanzia che la loro attività sia al servizio dell’intera Comunità e non solo di una parte di essa e che non ci sia la tentazione da parte di una maggioranza che i servizi possano diventare per loro uno strumento meno nazionale e più partitico o governativo.

D’altra parte, ha aggiunto Margelletti, “i servizi segreti per loro natura non possono essere una ‘casa di cristallo’ ed operano nell’ambito discrezionale dello Stato il cui compito è fornire informazioni a supporto del governo e degli interessi generali. In Paese meno democratici del nostro sono considerati dei ‘bracci armati’ della leadership del Paese”.

Luciano Violante, Professore di diritto Pubblico all’Università di Bari, già presidente della Camera, l’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro degli Esteri e Andrea Margelletti, presidente del CeSi a sottolineare, nel corso di una conferenza stampa in Sala Nassyria, al Senato, promossa dai 52 costituzionalisti, l’importanza di lasciare la presidenza del Copasir ad un esponente dell’opposizione, ai Fratelli d’Italia.

Se il Comitato di controllo non si ritiene idoneo al controllo, anche il ruolo dei servizi rischia di essere ridotto, operano su uno scenario globale, serve la massima legittimazione, ha ricordato Violante che fu il relatore della legge 124, sul Copasir. Ci deve – spiega – essere una soluzione, i costituzionalisti hanno indicato alcune strade, spetta ai presidenti delle Camere decidere quali adottare.

Il parlamentare azzurro Elio Vito ha incontrato la presidente del Senato, Elisabetta Casellati per spiegare le motivazioni alla base delle sue dimissioni dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, un gesto di protesta per la mancata attribuzione del ruolo di presidente del Copasir all’unica forza di opposizione in ParlamentoFratelli d’Italia, come prevede la legge di garanzia 124 del 2007.

“Ho ringraziato la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, per avermi voluto ricevere e consentirmi di illustrarle le ragioni delle mie dimissioni dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Tali ragioni risiedono nel mancato rispetto della previsione di legge che assegna la presidenza del Comitato ad un esponente dell’opposizione, come peraltro ricordato in una lettera appello ai Presidenti delle Camere sottoscritta da 52 costituzionalisti, giuristi, politologi – ha detto Vito. – Attendo ora fiducioso, dopo due settimane dalla richiesta, di essere ricevuto anche dal presidente Fico“.

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