MARTA CARTABIA Minister of Justice attends the debate at the Senate ahead of a confidence vote, in Rome, Italy, 17 February 2021.ANSA/LIVIO ANTICOLI/POOL 

Riforma Giustizia, c’è l’intesa: regime speciale per i reati di mafia

Dopo la tensione e ore di trattative serrate è arrivata la fumata bianca: semaforo verde alla proposta di mediazione sulla riforma del processo penale. Dopo una prima bozza accolta con freddezza sponda Movimento Cinquestelle, il Consiglio dei Ministri trova la quadra.

L’accordo è stato raggiunto all’unanimità, dunque col voto del Movimento. Il braccio di ferro si era registrato soprattutto riguardo al 461 bis1, ovvero per i reati commessi “per agevolare le associazioni mafiose”. Dopo aver ottenuto il sine die per il 416 bis e ter, sull’aggravante mafiosa il punto di caduta dell’intesa sarebbe in tempi più lunghi in appello, ovvero sei anni in regime transitorio per scendere a 5 dal 2025.

Per i reati con l’aggravante mafiosa previsto termine transitorio di 6 anni per concludere il processo d’Appello, valido fino al 2024: dal 2025 in poi scenderà a 5 anni. Mentre i processi per associazione di stampo mafioso e voto di scambio politico-mafioso (416-bis e ter) potranno prolungarsi “sine die”. L’accordo è stato votato all’unanimità.

La riforma della giustizia va in Aula alla Camera domenica 1 agosto. Lo ha deciso la riunione dei Capigruppo di Montecitorio. I lavori inizieranno alle ore 14 con il voto sulla pregiudiziale già annunciato da L’Alternativa c’è. Già nel pomeriggio del primo agosto inizierà l’esame del provvedimento e il seguito nei giorni successivi. Durante la riunione non si è parlato di fiducia.

Il Consiglio dei ministri, su iniziativa del Ministro della giustizia Marta Cartabia, ha affrontato la riforma del processo penale e ha deciso di apportare alcune modifiche. Rispetto al testo approvato due volte all’unanimità dal governo, si introducono alcune novità. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi.

Tra queste si prevede che per i primi tre anni di applicazione della riforma, la durata del processo d’Appello si estende per un ulteriore anno e quella del processo per cassazione di ulteriori sei mesi; si prevede che per taluni reati, in particolare per i reati di associazione mafiosa, scambio politico mafioso, associazione finalizzata allo spaccio, violenza sessuale e reati con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico, i giudici di Appello e di Cassazione possano con ordinanza, motivata e ricorribile in Cassazione, disporre l’ulteriore proroga del periodo processuale in presenza di alcune condizioni riguardanti la complessità del processo, il numero delle parti e delle imputazioni o per la complessità delle questioni di fatto e di diritto. Per i reati aggravati di cui all’articolo 416 bis, primo comma, la proroga può essere disposta per non oltre due anni.

“E’ una giornata importante, lunghe riflessioni e lavoro per venire a un accordo. C’è stata un’approvazione all’unanimità, con convinzione di tutte le forze politiche e l’impegno a ritirare tutti gli emendamenti che erano stati presentati dalle forze di maggioranza con l’obiettivo di accelerare il più possibile il lavoro in Parlamento e concludere prima della pausa estiva questa importantissima riforma”. Così la ministra della Giustizia Marta Cartabia, al termine del Cdm.

Sulla riforma del processo penale “abbiamo apportato degli aggiustamenti alla luce del dibattito molto vivace che si è sviluppato in queste settimane sia da parte delle forze politiche ma anche degli operatori, degli uffici giudiziari che saranno i primi ad essere chiamati alla grande sfida di implementare una riforma così significativa e innovativa in questo paese”, aggiunge la ministra. “L’obiettivo è quello di garantire una giustizia celere nel rispetto della ragionevole durata del processo, e allo stesso tempo garantire che nessun processo vada in fumo per usare un espressione ricorrente in questi giorni”.

L’intesa sulla giustizia raggiunta in Cdm prevede “una norma transitoria per arrivare con una gradualità a quei termini che ci eravamo dati e che rimangono fissi, rimangono fermi ma verranno raggiunti con gradualità”. Inoltre, prevede “un regime particolare per quei reati che nel nostro Paese hanno sempre destato allarme sociale particolare come reati di mafia, di terrorismo, di traffico internazionale di stupefacenti, di violenza sessuale che avranno norme specifiche con possibilità di proroghe da parte del giudice che possono essere rinnovate per assicurare che si arrivi fino in fondo”.

“Non è la nostra riforma ma abbiamo contribuito a migliorarla. Abbiamo detto che non si può transigere sui processi di mafia e terrorismo e lo abbiamo ottenuto”, dice il leader in pectore del M5S Giuseppe Conte che punge la Lega: “Sono rammaricato per la sua opposizione ad allungare la prescrizione per i reati di mafia”.

Lega che esprime comunque soddisfazione. “Come chiesto dalla Lega, non rischieranno di andare in fumo i processi per mafia, traffico di droga e violenza sessuale. E ora avanti tutta con i referendum che completeranno il profondo cambiamento chiesto dai cittadini”.

Esulta anche Enrico Letta, che su Twitter; “Riforma della giustizia che si avvicina all’Europa e fa compiere grandi avanzamenti in termini di modernità ed efficacia”.

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