Pensione a 67 anni e Boeri: ‘Una bella notizia’

La certificazione da parte dell’Istat dell’allungamento della speranza di vita rende quasi certa la conferma della riforma Fornero, cioè l’innalzamento a 67 anni dell’età pensionabile a partire dal 2019. Se la politica cerca di capire come muoversi e i sindacati sono nettamente contrari, il presidente dell’Inps Tito Boeri accoglie i dati dell’Istituto di statistica come una ‘bella notizia’.

Bloccare l’adeguamento dell‘età pensionabile all’aspettativa di vita dal 2021 in poi costerebbe fino a 140 miliardi fino al 2040, ha detto Boeri:  ‘Sono costi insostenibili.  Non vogliamo trasformare la bellissima notizia che ci ha dato oggi l’Istat, che cioè si può contare di vivere cinque mesi in più, in una preoccupazione aggiuntiva per i giovani che altrimenti dovrebbero sostenere sulle loro spalle più a lungo il peso delle pensioni per chi oggi è in pensione o deve andare in pensione’.

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha spiegato che i tempi per il Parlamento o per le forze politiche che vogliono intervenire ci sono. E dal PD Martina ha lasciato spiragli ad un intervento parlamentare. Dura invece la reazione delle sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, che hanno espresso dubbi sull’esattezza delle stime Istat e in una nota unitaria hanno ribadito che non tutti i lavoratori sono uguali: ‘Serve il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita e l’avvio del confronto per una modifica dell’attuale meccanismo per superare e differenziare le attuali forme di adeguamento, tenendo conto anche delle diversità nelle speranze di vita e nella gravosità dei lavori’.
Di diverso avviso rispetto a Boeri il ministro della Giustizia, Andrea Orlando : ‘Ritengo auspicabile che il Parlamento rifletta sull’innalzamento dell’età pensionabile e apprezzo le posizioni del Partito democratico e dei suoi vertici che hanno raccolto il reiterato invito di Cesare Damiano in questo senso. Mi auguro che queste come altre modifiche possano riaprire l’interlocuzione con le forze che stanno alla nostra sinistra. Se, come hanno detto, i segnali devono venire sui contenuti non c’è niente più di merito che le regole che disciplineranno la vita lavorativa degli italiani e poi anche le condizioni economiche e sociali’.
‘L’appello firmato da oltre 100 parlamentari, lanciato dal sottoscritto e dal senatore Sacconi il 14 luglio scorso, che chiedeva la revisione del meccanismo che collega l’aumento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, sta facendo proseliti’,  dichiara Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera: ‘Ho molto apprezzato la dichiarazione del ministro Martina che chiede ‘un rinvio dell’entrata in vigore del meccanismo’. Condivido in pieno questa posizione e su questo obiettivo condurremo una battaglia comune. La Commissione Lavoro, nel parere formulato sulla legge di Bilancio, ha già chiesto di spostare la decisione a giugno 2018. Oltre a questo il Governo può intervenire nella legge di Bilancio per dare attuazione a quanto previsto dalla seconda parte del verbale sottoscritto con i sindacati sulla previdenza, estendendo il blocco dell’aumento dell’età pensionabile dai lavori usuranti a quelli gravosi che danno accesso all’APE sociale. Non tutti i lavori sono uguali e quelli più faticosi e poco retribuiti scontano una aspettativa di vita meno favorevole’.
Moreno Manzi

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