La condanna di Marine Le Pen per «appropriazione indebita di fondi pubblici» da parte del tribunale di Parigi, e la conseguente ineleggibilità «con effetto immediato», ha spinto i leader conservatori a esprimere solidarietà nei confronti della politica di estrema destra. «Je suis Merine!», scrive su X il primo ministro dell’Ungheria, Viktor Orbán, riecheggiando lo slogan “Je suis Charlie” utilizzato per esprimere solidarietà al settimanale satirico francese Charlie Hebdo dopo l’attentato terroristico del 2015. Per il Cremlino, la condanna della leader Rn è invece «una violazione delle norme democratiche», commenta il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov. Lo riporta l’agenzia Interfax, secondo cui Peskov ha dichiarato che Mosca «non vuole interferire negli affari interni della Francia e non lo ha mai fatto», ma ha dichiarato che, a suo parere, «le norme democratiche», in questo caso, «vengono violate».
Il vicepremier italiano Matteo Salvini ha commentato così su X la sentenza: “A Parigi hanno condannato Marine Le Pen e vorrebbero escluderla dalla vita politica. Una dichiarazione di guerra da parte di Bruxelles. Avanti tutta, amica mia!”.
Le Pen e 8 eurodeputati sono stati ritenuti colpevoli di appropriazione indebita nel processo sugli assistenti degli eurodeputati del Rassemblement National al Parlamento europeo di Strasburgo. I giudici hanno condannato la politica a quattro anni, di cui due senza condizionale con possibilità di braccialetto elettronico. La capofila del Rn viene inoltre dichiarata ineleggibile per cinque anni. Il candidato alle presidenziali del 2027 potrebbe diventare il delfino Jordan Bardella. «Oggi, non è solo Marine Le Pen che viene ingiustamente condannata. Ma è la democrazia francese che viene giustiziata», scrive su X Bardella.
La leader del Rassemblement National rischia ora di essere esclusa dalle elezioni presidenziali del 2027. Secondo i giudici francesi, Le Pen e altri eurodeputati hanno usato fondi del Parlamento europeo per pagare collaboratori che in realtà lavoravano per il partito. Il danno stimato è di 2,9 milioni di euro. Oltre a Marine Le Pen, sono stati condannati 8 eurodeputati, tra cui Louis Aliot e Jean-François Jalkh, e 12 assistenti parlamentari. Coinvolto anche il padre Jean-Marie Le Pen, morto nel gennaio 2025.Il leader spagnolo di Vox, Santiago Abascal, ha scritto sui social: “Non riusciranno a far tacere la voce del popolo francese”, in segno di solidarietà con Marine Le Pen.
Un retroscena de Le Figaro nelle ore che precedevano la sentenza dava il primo ministro, François Bayrou giudica «sconcertato» per l’eventualità di una pena di ineleggibilità con applicazione immediata per Marine Le Pen, anche in caso di appello. “L’indicazione è stata data nelle file del governo: innanzitutto, evitare di dilungarsi sull’argomento; in nome della separazione dei poteri tra esecutivo e giudiziario. Poi, rimettersi alla giustizia”. Fuori dai microfoni, tuttavia, queste «ripercussioni politiche» in vista delle presidenziali del 2027 animano le discussioni nel campo presidenziale. In privato, François Bayrou ha recentemente espresso la sua preoccupazione: «Se Marine Le Pen non potrà candidarsi, c’è il rischio di uno shock nell’opinione pubblica.». Se la tre volte candidata all’Eliseo venisse esclusa dal voto del 2027, diversi esponenti della coalizione di governo temono una “trumpizzazione” del suo elettorato.
Correva l’anno 2014 quando il Parlamento europeo ha segnalato per la prima volta casi di sospetti impieghi fittizi da parte del Front national, poi diventato Rassemblement national. Il processo che ne è seguito ha visto Marine Le Pen accusata di appropriazione indebita di fondi pubblici attraverso il finanziamento di assistenti parlamentari europei del FN-RN: che tra il 2004 e il 2016 in realtà lavoravano per il partito in Francia e non per gli eurodeputati a Strasburgo o Bruxelles. «Ho letto qua e là che saremmo nervosi. Personalmente non lo sono, ma capisco perché potremmo esserlo: con l’esecuzione provvisoria, i giudici hanno il diritto di vita o di morte sul nostro movimento», ha detto qualche giorno fa Marine Le Pen in un’intervista pubblicata da La Tribune.
Cosa succcede ora
Dopo la condanna è scontato ricorso in appello. Visti i consueti tempi giudiziari è realistico ipotizzare che il secondo processo si tenga tra almeno un anno: quindi con una decisione non prima dell’autunno 2026, pochi mesi prima delle elezioni presidenziali. La Le Pen, seduta in prima fila in aula, non ha mostrato alcuna reazione immediata quando il giudice ha letto il verdetto. Le Pen, 56 anni, è arrivata seconda alle elezioni presidenziali del 2017 e del 2022, dietro al presidente Macron, e il sostegno elettorale del suo partito è cresciuto negli ultimi anni. Salvo colpi di scena, sarà dunque Bardella, 29 anni e formalmente alla guida del partito dal 2021, il prossimo anti-Macron. Le Monde osserva: “se Marine Le Pen manterrà il suo mandato di deputata del Pas-de-Calais, le conseguenze politiche della sentenza saranno disastrose: in attesa di una futura decisione, non potrà candidarsi a nessuna elezione per 5 anni, ovvero fino a dopo le elezioni presidenziali del 2027”.
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