Anche Viktor Dubovyk, capo della Direzione per la politica giuridica dell’Ufficio di Volodymyr Zelensky, è stato arrestato. Dunque, la tangentopoli ucraina continua. Ricapitoliamo quello che è accaduto negli ultimi giorni.
Le due agenzie anticorruzione ucraine, la NABU e la SAPO, le stesse agenzie che Zelensky provò a mettere sotto il proprio controllo alcuni mesi fa, hanno perquisito gli uffici di Iryna Mudra, vice capo dell’Ufficio del Presidente dell’Ucraina.
Secondo le indagini, Mudra, insieme ad altri alti dirigenti ucraini, avrebbe contribuito a riciclare importanti somme di denaro per pagare le cauzioni di politici arrestati dalle stesse agenzie anticorruzione nell’ambito dell’Operazione “Midas”, l’inchiesta giudiziaria che riguarda Energoatom, la società nucleare statale che gestisce le centrali nucleari ucraine e che ha già portato alle dimissioni di due ministri e all’arresto di Herman Halushchenko, ex ministro della Giustizia.
Ora, secondo quanto emerge dalla nuova inchiesta chiamata “Forrest Gump”, all’interno dell’Ufficio di Zelensky avrebbe operato una vera e propria organizzazione criminale con l’obiettivo di trovare i soldi necessari a pagare la cauzione dello stesso Herman Halushchenko, che aveva tentato di lasciare il Paese prima del suo arresto, avvenuto nel giugno 2026. Parliamo di 150 milioni di grivne, circa 3 milioni di euro. Per spostare questi soldi, secondo gli investigatori, sarebbero state utilizzate società praticamente vuote: un solo dipendente, appena 100 euro circa di capitale sociale, ma centinaia di migliaia di euro fatti transitare sui loro conti attraverso la banca statale ucraina Sense.
Considerate poi chi è Iryna Mudra. Nel 2022 era stata nominata viceministra della Giustizia. Successivamente è diventata vice capo dell’Ufficio del Presidente. Insomma, Mudra, così come molti degli altri personaggi coinvolti nelle inchieste di NABU e SAPO, non era affatto una figura di secondo piano. Era una persona ai vertici delle istituzioni ucraine e vicinissima a Zelensky. E ora l’inchiesta si sta allargando.
C’è anche un altro filone. Secondo le due agenzie anticorruzione, la stessa organizzazione che avrebbe riciclato i soldi per pagare le cauzioni sarebbe stata coinvolta anche nell’acquisizione illegale di imprese e immobili attraverso documenti falsi e interventi abusivi nei registri del ministero della Giustizia. Ed è qui che entra in gioco Viktor Dubovyk, capo della Direzione per la politica giuridica dell’Ufficio di Volodymyr Zelensky. Secondo quanto emerge dalle indagini, Dubovyk avrebbe fornito “consigli e istruzioni” per portare a termine queste operazioni.
Negli ultimi mesi abbiamo visto ministri ucraini arrestati, ministri costretti alle dimissioni, dirigenti dell’Ufficio del Presidente e imprenditori vicinissimi a Zelensky coinvolti in scandali di corruzione. Abbiamo visto emergere enormi giri di tangenti nel settore energetico, un settore nel quale sono finiti anche i nostri soldi. Sappiamo inoltre che circa 800.000 armi sarebbero finite nel mercato nero e che persino Cosa Nostra starebbe guardando a quel mercato: lo ha spiegato il procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia durante un’audizione in Commissione antimafia. In Ucraina sta accadendo tutto questo. E lo sanno tutti! Ora, l’Unione europea, invece di fermarsi, continua nella sua folle strategia e continua a spingere per far entrare nell’UE un Paese governato da corrotti!
ProgettoItaliaNews Piccoli dettagli, grandi notizie.