Crocetta: “Sono un combattente, non mi dimetto”

Dopo le polemiche degli ultimi giorni Rosario Crocetta è deciso a non lasciare la poltrona da governatore della Sicilia per non darla vinta ai ‘golpisti’.  “Non mi dimetto, sono un combattente e un combattente muore sul campo. Se lo facessi la darei vinta ai poteri forti e trovo assurdo che organi istituzionali abbiano espresso giudizi senza fare le dovute verifiche. Il Pd vuole le mie dimissioni? Mai, mi sfiducino se vogliono, così si renderanno complici dei golpisti e passeranno alla storia come coloro che hanno ammazzato il primo governo antimafia della Sicilia”. Il governatore della Sicilia, ricordiamo, non ha partecipato alla cerimonia per l’anniversario della strage di via D’Amelio, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. L’invito a non farsi vedere alle commemorazioni  del 23esimo anniversario dell’assassinio di Paolo Borsellino gli era stato mandato per sms con poche righe, “firmate” da Rita, la sorella del magistrato ucciso da Cosa nostra. Rosario Crocetta era arrivato a un passo dalle dimissioni per la pubblicazione sull’Espresso di una presunta intercettazione choc in cui il il suo medico personale Matteo Tutino, augurava all’ex assessore Lucia Borsellino di fare “la fine del padre”. Di certo, nonostante la smentita dei pm del capoluogo, tornati a ribadire che della conversazione nelle inchieste della Procura non c’è traccia, il direttore dell’Espresso ha di nuovo confermato che la telefonata c’è. In preda alle disperazione, dopo le roventi polemiche, politiche e non, scatenate dalla pubblicazione dell’intercettazione, il presidente della Regione si era rifugiato nella sua casa di Castel di Tusa, sul litorale tra Palermo e Messina. In una nota, gli avvocati Giovanna e Daniele Livreri, difensori del chirurgo plastico Matteo Tutino, ribadiscono che la terribile e sconvolgente frase di cui alle intercettazioni pubblicate dall’Espresso, nel senso inquietante dato alla stessa, non esiste e non poteva esistere perché non è stata mai proferita ed è una invenzione frutto di dossieraggio per motivi politici. Il medico, agli arresti domiciliari per truffa al servizio sanitario, ribadisce di non avere mai pronunciato, conversando con il Governatore Rosario Crocetta, la frase su Lucia Borsellino pubblicata dall’Espresso e smentita dalla Procura. Il nostro assistito, prosegue la nota dei legali, si dichiara inoltre molto addolorato per la sofferenza e l’imbarazzo incolpevolmente arrecato alla dottoressa Borsellino da quanto sta avvenendo, anche perché, contrariamente a quanto affermano alcuni, il rapporto tra il dottor Tutino e l’assessore alla Sanità è stato sempre improntato a sincera e leale amicizia. Il medico riferisce di avere sempre seguito, nel suo incarico di primario del reparto di chirurgia plastica di Villa Sofia, le puntuali direttive che gli venivano impartite dal Presidente e dall’Assessore alla Sanità. Intanto il governo guidato da Rosario Crocetta, che si era autosospeso, resta appeso a un filo. La direzione regionale del Pd ha deciso, per il momento, di fare quadrato attorno al Governatore e di andare avanti. Anche se il segretario Fausto Raciti non nasconde le difficoltà e ammette: “Siamo aperti a tutti gli scenari”.

Roberto Cristiano

 

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