Turchia. Oltre 60 arresti nell’ambiente del Pkk

La vasta operazione effettuata dalla polizia turca in tutto in Paese, ha portato all’arresto di oltre 60 persone, accusati di avere legami con i ribelli curdi. La notizia, è data dai media turchi, precisando che le operazioni sono state effettuate in particolare a Istanbul e a Diyarbakir, nel sud-est, ma anche in altre città della Turchia. Tra gli arrestati, figurano alcuni avvocati del capo dei ribelli curdi Abdullah Ocalan, come anche membri del principale partito pro curdo, il BDP. Sono accusati di far parte della KCK, l’Unione delle comunità curde, un’organizzazione clandestina sospettata di essere un ramo del movimento armato PKK, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, in lotta dal 1984 per l’indipendenza e poi per l’autonomia delle regioni curde, contro il potere centrale. Le autorità accusano la KCK, che è a capo del movimento politico curdo, di voler rimpiazzare le istituzioni ufficiali nell’est e nel sud est anatolici, popolati per lo più da curdi e di promuovere un’insurrezione. Dal 2009, 700 persone, secondo il governo, e 3500, secondo gli ambienti curdi, sono stati incarcerati per legami con la KCK.

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